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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Inaugurato l’Archivio Vangadiciense

A Badia Polesine poste le basi di una importante istituzione culturale

di Grazia Giordani

Ventaglio Novanta n. 14 1997 pp. 134

Dopo un secolare silenzio, riprenderanno a parlare – addirittura in Internet – i preziosi documenti che testimoniano la storia e la vita dell'Abbazia di Santa Maria della Vangadizza (sec. IX-X) a cui si sono ispirati letterati e artisti di ieri e di oggi.

L'inaugurazione dell'archivio vangadiciense di Badia Polesine è avvenuta lo scorso maggio alla grande, come si conviene a un fatto culturale di profondo rilievo che permetterà al patrimonio cartaceo abbaziale – con una dotazione tecnica avveniristica – di parlare nuovamente un linguaggio europeo, come nei secoli passati, quando intorno al monumento benedettino gravitava un vasto flusso culturale; era l'epoca in cui la mitica abbazia dettava legge, con ampia giurisdizione in terra polesana, veronese, padovana, ed emiliana.

Nel coro delle voci di benvenuto, dei presidenti del Sodalizio Vangadiciense Guido Mora e della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo Giovanni Sammartini, del sindaco di Badia Edo Boldrin, del coordinatore archivistico Gabriele Bezzi e della soprintendente Archivi di Stato Bianca Lanfranchi Strina, si è distinta la voce solista dello storico medievalista dell'ateneo patavino, Antonio Rigon, che ha tracciato un suggestivo affresco di vita della Vangadizza, facendo retrocedere di mille anni l'uditorio e conducendolo in un'atmosfera medievale che sarebbe piaciuta a Umberto Eco, quello de "Il nome della rosa".

Si è entrati così dentro il clima operoso del monastero, in un mondo ricco di fosche selve, di castelli, in cui l'Adige pescoso gioca un ruolo importante anche per i pedaggi (regolati nella Badia di allora dalle Rocche Marchesane), in cui l'Abbazia della Vangadizza è appunto il grande cuore veneto aperto al mondo germanico con la sua vena fluviale. Un'abbazia dunque – quella vangadiciense – con valenza religiosa, mercantile e soprattutto culturale, chiusa nel 1810 per decreto napoleonico.

Tutto questo si è appreso dai diari preziosi, dalle bolle papali, dalle concessioni, donazioni, vergate in rare pergamene, ora fiori all'occhiello del materiale custodito nell'archivio di antiche carte proiettate nel 2000, per la gioia degli studiosi.

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Come citare questo articolo

Grazia Giordani. “Inaugurato l’Archivio Vangadiciense”. Ventaglio Novanta, n. 14, 1997. https://ventaglionovanta.it/archivio/inaugurato-larchivio-vangadiciense/

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