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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Polesine Musica: 1986-1996

Dieci anni di qualificanti proposte musicali per il Polesine

di Ramis Tenan

Ventaglio Novanta n. 14 1997 pp. 164–166

A distanza di dieci anni dalla sua costituzione, l'Associazione Polesine Musica coglie oggi la gradita opportunità che la Direzione del Ventaglio le offre per una riflessione sulla propria attività e soprattutto, per cercare di dare nuovo slancio alle tensioni ideali che animarono un gruppo di fedeli appassionati della musica.

Fu l'esigenza di qualificare ulteriormente la vita musicale del Polesine, la molla che mise attorno allo stesso tavolo del notaio Sergio Viscardini, nel Maggio del 1986, Leonardo e Maria Chiara Finotti, Silvana Lucchiari, Cesare Stufferi Malmignati, Giorgio Mazzucato, Mario Nervanti, Carlo Salandin, Nazareno Scipioni, Ramis Tenan, Arrigo Zennaro.

Sono ancora attuali i propositi e le idealità di allora o sono stati disattesi nel corso di questi anni? Il livello delle proposte nel campo dell'arte e della cultura in generale espresse dal Polesine ha tenuto nel frattempo il passo con le esigenze di una collettività che sembra richiedere sempre di più all'associazionismo? Cercare di rispondere a questi interrogativi ci sembra il modo probabilmente più proficuo per ricordare il traguardo del primo decennale.

Non v'è dubbio che oggi, forse più ancora di qualche anno addietro, i richiami che ci arrivano dai mezzi di comunicazione, dal mondo industriale e scolastico, persino dagli stessi amministratori pubblici, sono tutti inequivocabilmente rivolti a persuaderci della necessità di produrre o acquistare soltanto prodotti di "qualità". Il fenomeno di una partecipazione sempre più ampia alle grandi mostre d'arte si sta diffondendo anche nel nostro paese. Insomma stiamo assistendo a mutamenti profondi nelle scelte di gusto della gente. A dire il vero, nell'opzione per la "qualità" non ci sono soltanto ragioni commerciali, di mercato o di immagine, ma si sta scoprendo, per fortuna, che tutto ciò che al suo interno e nel modo di presentarsi ha delle unicità, delle peculiarità, agisce a lungo andare anche sulla formazione e la sensibilità della persona.

L'Associazione Polesine Musica si è sforzata, in questi anni di lavoro, di realizzare, attraverso proposte musicali particolari, queste semplici intuizioni. Nei primi anni di operatività i risultati si sono potuti ottenere con uno sforzo relativamente agevole. Fino agli inizi degli anni novanta, quando il sostegno degli enti pubblici era più corposo, si arrivava alla conclusione delle manifestazioni di Settembre-Ottobre, ospitate nella Chiesa de "La Rotonda" di Rovigo, con tanta voglia di ricominciare.

Oggi tutto risulta più difficile da ideare e concretizzare, perché il calo delle risorse finanziarie destinate alle iniziative culturali (e nel Polesine questo aspetto è ancora più marcato che altrove) sta piegando anche le migliori intenzioni. Tanto per fissare qualche punto di riferimento, diremo che dai 110-115 milioni annui utilizzati dall'associazione negli anni più rosei, si è scesi ai 30-35 di quest'anno.

Si fanno strada allora le tentazioni al disimpegno ed è più facile cadere nel ripiegamento su soluzioni dalle quali spesso le connotazioni originarie sembrano essere assenti.

Nonostante tutto, la vita artistica dell'associazione ha continuato il suo cammino scegliendo di impegnarsi a fianco di tanti validi giovani esecutori di cui il nostro paese si sta arricchendo da qualche anno a questa parte, costruendo assieme a loro delle proposte di programma altrettanto stimolanti di quelle che portavano il sigillo dei più celebri artisti ospitati. Alcuni di loro, ai quali siamo grati, li vogliamo qui menzionare: il quartetto inglese Lindsay, il violista rumeno Vladimir Mendelssohn, i cellisti David Geringas e Mario Brunello, i violinisti francesci Jean-Jacques Kantarow e Augustine Dumay, i cori Frankfurter Kantorei e del Patriarcato Ortodosso di Mosca.

A volte la fedeltà e la caparbietà con le quali si è cercato di difendere la fisionomia dell'istituzione a qualcuno può non essere piaciuta. Ma lo si è fatto sempre guardando alle esigenze di accrescimento del livello medio dell'offerta di cultura del nostro territorio che, se trova ancor oggi difficoltà ad inserirsi a pieno titolo a fianco di altre province del Veneto e non solo, lo deve forse all'eccessiva frammentazione e angustia della propria vita culturale.

In un periodo in cui occorre raccogliere le energie migliori e premiare i progetti più credibili, si è preferito ancora una volta la scelta dell'accontentare quanti più. Prova ne sia il fatto che oggi in Polesine nessuna associazione musicale (e da dieci anni a questa parte ne sono sorte non poche), ha una dimensione e una struttura che possa assomigliare, anche se in modo sfumato, alle proprie consorelle di Padova, per non parlare di Ferrara o Bologna. Un fatto è certo allora. I tempi del recupero e della crescita del Polesine anziché ridursi, saranno destinati ad aumentare e ancora una volta dovremmo accontentarci di essere "terra di confine".

È necessario che chi ha responsabilità politiche e di amministrazione oggi nel nostro territorio prenda coscienza di una semplice verità: dal privato, che sempre e specialmente a casa nostra mostra difficoltà ad unire i propri sforzi assieme all'ente pubblico, potranno arrivare gli auspicati aiuti solo se il respiro e il profilo delle nostre proposte saranno concorrenziali rispetto a quanto viene realizzato attorno a noi.

Attendiamo fiduciosi e nel frattempo, approfittando dello spazio concessoci, vogliamo comunicare che i prossimi impegni dell'associazione saranno orientati alla realizzazione di una mostra-convegno e di alcuni concerti in onore del liutaio lendinarese Domenico Montagnana, allievo di Antonio Stradivari a Cremona nei primi anni del 700. A titolo di curiosità, i suoi violini e i suoi violoncelli sono oggi nelle mani dei migliori strumentisti ad arco del momento. Ci piacerebbe invitarli a Lendinara. Una occasione forse per rettificare l'opinione di quanti pensano che dal Polesine siano usciti solo nebbia, acqua, lutti e miseria.

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Come citare questo articolo

Ramis Tenan. “Polesine Musica: 1986-1996”. Ventaglio Novanta, n. 14, 1997. https://ventaglionovanta.it/archivio/polesine-musica-1986-1996/

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