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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Destinazione Barricata

Partendo da Marina 70, un itinerario cicloturistico lungo la Sacca di Scardovari

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 15 1997 pp. 8–13

In una posizione particolarmente panoramica della Sacca di Scardovari, sorge Marina 70, ove ci troviamo con una comitiva di ragazzi provenienti dall'ostello "Rifugio Parco Delta del Po" di Gorino Sullam, durante un itinerario cicloturistico alla scoperta di aspetti paesaggistici della più importante zona umida d'Italia (vedasi anche Ventaglio n. 13 pag. 14: "Nel Delta meridionale”).

Il bel ristorante, ubicato su una verdeggiante penisola che si protende a semicerchio sulla grande insenatura marina, rappresenta non solo una positiva risposta alle esigenze di valorizzazione turistica del Delta, ma testimonia anche la caparbia volontà dei polesani di difendere con ogni mezzo il territorio dalle ricorrenti inondazioni. La penisoletta arcuata, su cui è stata eretta la struttura turistica, è stata infatti creata a seguito di una lotta disperata contro i marosi che, proprio qui, avevano aperto una drammatica falla il 5 Novembre 1964. Si determinò allora l'allagamento di gran parte del territorio deltizio compreso tra i rami del Po di Venezia e della Donzella, oggi ricordato da un semplice ma significativo monumento, costituito dai resti di una chiavica divelta dall'impeto dei flutti ingovernabili; si tratta di una eloquente testimonianza di un passato caratterizzato troppo a lungo da insufficienti difese del territorio.

Una politica più attenta alle esigenze di salvaguardia dell'ambiente bassopolesano ha determinato la costruzione di una robusta diga litoranea, che segue tutto il sinuoso perimetro della Sacca di Scardovari, assicurando un adeguato presidio alle popolazioni del Delta. E Marina 70 si configura come un osservatorio privilegiato della grande sacca, delimitato ad Est dalla foce del Po delle Tolle, e a Sud da quella del Po di Gnocca.

La sosta ci permette di gustare appieno l'originale ambiente, dopo di che inforchiamo le bici imboccando la strada arginale, alla volta del paese di Scardovari, mentre la nostra attenzione viene equamente divisa tra la pianura, a sinistra, e lo specchio della sacca, a destra.

Tra le verdeggianti colture delle vaste campagne individuiamo variopinti fagiani e, nei pressi degli scoli, candide garzette. Un falchetto di palude vola alto con le ali tese, intento a disegnare ampi cerchi nel cielo alla ricerca di prede. Sul lato opposto le acque, appena increspate da una leggera brezza, sono solcate da alcune barchette di pescatori intenti alla raccolta dei mitili, mentre nell'aria limpida alcuni gabbiani si inseguono lanciandosi rauchi richiami che riportano alla mente i versi di Gino Piva, cantore del Polesine e delle sue genuine bellezze paesaggistiche: “…Acqua, silenzio, un svolo de cocale,
de sora a tuto un çielo ciaro-smorto”.

Il pedalare prosegue tranquillo, mentre i componenti della comitiva giovanile fanno a gara nello scorgere ed additare ai compagni di viaggio elementi rilevanti del paesaggio: ecco là, tra le acque, una botte utilizzata dai cacciatori nella stagione venatoria; dalla parte opposta i resti di un fabbricato rurale non privo di significati architettonici; in lontananza la inquietante siluette della ciminiera della centrale ENEL col suo perenne pennacchio di fumo: chissà come la avrebbe descritta il poeta Gino Piva!

Raggiungiamo frattanto il porticciolo di Scardovari, attrezzato per lo scarico dei molluschi dalle imbarcazioni dei pescatori. Cozze e vongole sono subito avviate al vicino impianto di depurazione, denominato "stabulario". Presso la banchina le operazioni seguono i ritmi della moderna tecnologia: un nastro trasportatore accoglie dalle barche i grappoli di mitili che subito vengono alloggiati in un furgone e trasportati nel vicino impianto, nelle cui vasche resteranno il tempo necessario per depurarsi completamente ed essere sottoposti ai necessari controlli veterinari ed igienici prima della commercializzazione.

Dai tecnici dello Stabulario veniamo informati degli accertamenti a cui vengono sottoposti i molluschi che, solo dopo il positivo riscontro delle caratteristiche igienico-alimentari, vengono avviati al confezionamento in varie pezzature secondo le richieste dei mercati nazionali ed esteri. Quanto sia necessario questo procedimento per una tranquilla e sana degustazione di cozze e vongole è di comprensione intuitiva; non sono infrequenti infatti le notizie, che purtroppo periodicamente si diffondono sia in Italia che all'estero, di gravi intossicazioni determinate dal consumo di mitili non controllati. È perciò evidente come lo stabulario costituisca una indubbia fonte di valorizzazione del settore ittico della provincia, qualificandosi come importante punto di riferimento per l'economia bassopolesana.

Riprendiamo frattanto il nostro percorso costeggiando il lato orientale della grande secca. In questa zona sorgono dalle acque variopinti ricoveri per le attrezzature dei pescatori. Si tratta di costruzioni su palafitte realizzate in modo alquanto rudimentale, che, al primo colpo d'occhio, fanno pensare ad un disordinato utilizzo dell'ambiente. Ma, contemporaneamente, si avverte una sorta di piacevole sorpresa nei confronti delle ingenue strutture assemblate con evidenti mezzi di fortuna che, nella loro imprevedibile varietà, conferiscono un tono piacevolmente pittoresco all'insenatura marina.

Dopo aver scattato qualche foto, il nostro itinerario prosegue alla volta di Barricata. Proprio qui il Po delle Tolle raggiunge il mare in un abbraccio suggestivo, in cui l'acqua e il cielo divengono dominatori incontrastati del paesaggio. E non a caso da anni a Barricata sorge un attrezzato porto turistico, frequentato dagli amanti della pesca d'altura.

Chi è interessato a scoprire i segreti del Po, può invece imbarcarsi in uno dei battelli che risalgono il Po delle Tolle, seguendo un itinerario fluviale che tocca lembi del Delta quanto mai coinvolgenti per le bellezze naturalistiche.

Infine, per quanti intendono sostare, un ponte mobile consente di superare il ramo del fiume per accedere ad una spiaggia bianchissima, adeguatamente attrezzata per il turismo balneare.

Tutte queste caratteristiche fanno sì che Barricata si qualifichi come uno dei più importanti punti di riferimento per lo sviluppo del Delta. E non a caso nella zona stanno affermandosi qualificate strutture ricettive come il complesso denominato Barricata Beach che, nel settore turistico, ha fatto il suo riuscito debutto la scorsa estate.

Dopo una visita a Barricata Beach, dove siamo accolti in modo quanto mai squisito, riprendiamo il nostro percorso lungo la strada che costeggia il Po delle Tolle per raggiungere la località Bonelli. Qui variopinte casette ad un piano, dotate di grandi camini a dado, costituiscono un originale scenario architettonico e una suggestiva macchia di colore nella pianura che si stende sotto l'argine.

Raggiungiamo frattanto Scardovari, capolinea del nostro itinerario ove, dopo una dovuta sosta per il ristoro, ci accingiamo a prendere la via del ritorno.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Destinazione Barricata”. Ventaglio Novanta, n. 15, 1997. https://ventaglionovanta.it/archivio/destinazione-barricata/

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