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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

In via Silvestri

A Rovigo recuperati dalla C.N.A. due antichi edifici

di Michela Marangoni

Ventaglio Novanta n. 17 1998 pp. 18–21

A Rovigo, nella centrale Via Silvestri, una delle strade più importanti della città, è ubicata la sede provinciale della C.N.A. (Confederazione Nazionale dell'Artigianato).

Su questa via si affacciano importanti palazzi che furono abitazione di alcune delle maggiori famiglie polesane: i Campo, i Delaiti, i Manfredini, i Durazzo, i Lion, i Rosatto e soprattutto i Silvestri, il cui palazzo quattrocentesco ha ospitato sino a metà dell'Ottocento una preziosa quadreria ed una ricca biblioteca¹.

Proprio di fronte al restaurato palazzo Silvestri sorge lo stabile ora sede della C.N.A.

Dalla consultazione della "Mappa dell' Estimo 1775, Caseggiato interno della città di Rovigo", risulta che l'edificio corrispondeva al mappale numero 42 intestato ad Angela Tamossi Berardelli. Poco sappiamo su questa proprietaria alla quale il palazzo rimase intestato certamente sino al 1794 con una rendita annua attribuita dagli uffici fiscali della comunità di 434 lire.

L'edificio confinava con quello della famiglia Delaiti e con il Luogo Pio delle Zitelle, l'istituto di assistenza fondato nel Seicento per l'accoglienza alle ragazze sole, comprendente, oltre all’abitazione, un piccolo oratorio dedicato ai Santi Apostoli Filippo e Jacopo.

La parte retrostante della sede della C.N.A. occupa un secondo stabile, topograficamente inserito nell'area del Ghetto degli Ebrei che si estendeva da qui sino alle mura cittadine (attuale Piazza Roma) e raggiungeva la Porta di San Bartolomeo e la strada di San Domenico.

Come è noto, gran parte degli edifici del Ghetto è stata abbattuta nel 1930, determinando una complessiva situazione di degrado in tutta l'area; tale stato di noncuranza e abbandono ha conosciuto una inversione di tendenza solo negli ultimi anni attraverso opportuni e quanto mai auspicati interventi di restauro e valorizzazione.

Recenti studi hanno evidenziato il ruolo che la comunità ebraica ha avuto nell'economia cittadina e provinciale con particolare riguardo per il periodo compreso tra il XVI ed il XIX secolo. Gli Ebrei, non potendo trasformare in fonte di reddito i beni immobili (sui quali – almeno sino al XVII secolo – era loro riconosciuto il diritto di possesso ma non quello di proprietà)² erano attivi soprattutto nel commercio della lana e della seta e nelle iniziative finanziarie.

Nei primi anni del '600 le autorità rodigine ottennero dal Senato Veneto di poter isolare la comunità ebraica dalla popolazione cristiana (senza per questo soffocarne le attività commerciali e finanziarie utili all'economia polesana nella sua totalità) con l'istituzione del Ghetto (1627) secondo quanto si stava verificando, o si era già verificato, nelle altre città italiane. Le famiglie ebraiche furono così riunite in una zona della città assai limitata, all'interno della quale trovarono posto le abitazioni, gran parte dei negozi e la Sinagoga.

Nel XVIII secolo gli Israeliti, che possedevano in Rovigo numerose botteghe anche nei quartieri riservati alla popolazione cristiana in virtù del versamento di somme di denaro da effettuare ogni anno, formavano una comunità di circa duecento persone³. Tra le principali famiglie ricordiamo i Luzzati, i Vita, i Todesco, i Verona, i Consigli, i Modena, i Coen, i Levi e i Civita.

In considerazione del fatto che in quest’epoca, oltre alla possibilità di acquisire beni entro i confini del Ghetto è concessa agli Ebrei anche la facoltà di acquistarne fuori, si assiste ad un notevole espandersi delle loro proprietà. Ed è proprio in questo contesto che si realizza l’accorpamento dell’edificio incluso nel Ghetto, di proprietà dei Modena, con l'ex Palazzo della citata Angela Tamossi Berardelli.

Così il fabbricato, incorporato in una più importante residenza, inizia a subire le trasformazioni fisiche e d'uso che si possono successivamente riscontrare. Lo si può desumere dalla domanda presentata alla Congregazione Municipale da Modena Michele nel 1862, per l'allargamento del portone d'ingresso su Via Silvestri, al fine di consentire il transito di carrozza e cavalli che si ritiene fossero ricoverati al piano terra dell'edificio in oggetto, mentre i piani superiori potevano essere usati indipendentemente attraverso la scala comune al Mappale 175, come descritto nel catasto.

Questa situazione trova definitivo riscontro nella perizia di stima redatta nel 1881. Da allora per i due stabili unificati nella proprietà si ebbe un progressivo degrado, aggravatosi in particolare nel corso del nostro secolo.

Quanto mai opportuno si è pertanto presentato il recupero attuato dalla C.N.A., che nei due edifici, oltre alla propria sede, ospita le varie strutture consortili dell’artigianato fra le quali ricordiamo l’Artigian Export, la Cooperativa Artigiana di Garanzia, l’Artigianfidi, il Patronato Epasa*.

NOTE

* Alcuni dati sono stati gentilmente forniti dal dott. Adriano Mazzetti, direttore dell’Accademia dei Concordi.

1 La biblioteca dei Silvestri raccoglie circa 40.000 titoli ed è di proprietà dell’Accademia dei Concordi. La quadreria, divisa – in base ai numeri pari e dispari assegnati ai dipinti – tra il Seminario vescovile e l’Accademia, è oggi riunita per intero e ottimamente conservata nelle sale della Pinacoteca dell’Accademia: v. Catalogo della Pinacoteca della Accademia dei Concordi di Rovigo, a cura di P.L. Fantelli e M. Lucco, prefazione di R. Pallucchini, introduzione storica di A. Romagnolo, Vicenza 1985; A. ROMAGNOLO, La collezione pittorica dei Silvestri: passione e prestigio, in Girolamo Silvestri 1728-1788. Cultura e società a Rovigo nel secolo dei lumi, Atti del Convegno, Rovigo, 22-23 ottobre 1988, Rovigo 1993, pp. 13-24. Per le vicende che hanno interessato la biblioteca dei Silvestri v. nello stesso volume A. MAZZETTI, La costruzione della biblioteca Silvestriana, pp. 59-72. Per la storia dell’Accademia dei Concordi è fondamentale la conoscenza del lavoro di G. PIETROPOLI, L’Accademia dei Concordi nella vita rodigina dalla seconda metà del sedicesimo secolo alla fine della dominazione austriaca. Cronaca con epilogo fino ai nostri giorni, Padova 1986.

2 Vedi C. BOCCATO, Testamenti di Ebrei del Ghetto di Venezia, in “Archivio Veneto”, CXXI, 1990, pp. 109-117 (pp. 111-112).

3 Sul Ghetto degli Ebrei di Rovigo v. C. BOCCATO, Il Ghetto, oggi: polo dimenticato della storia economica della città, in “Rassegna economica del Polesine” maggio-giugno 1984, pp. 58-63 e, della stessa autrice, Intorno ad alcuni affreschi del Ghetto di Rovigo, in, “Rassegna economica del Polesine” ottobre-novembre-dicembre 1986, pp. 50-54; vedi inoltre R. NEGRI CARUGINI, Notizie per una storia degli Ebrei in Rovigo dal XV al XVII secolo, tesi di laurea, Università degli Studi di Firenze facoltà di Lettere e Filosofia, 1976.

Dalla lettura degli studi da noi indicati si possono ricavare ulteriori rinvii bibliografici.

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Come citare questo articolo

Michela Marangoni. “In via Silvestri”. Ventaglio Novanta, n. 17, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/in-via-silvestri/

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