Il paesaggio urbano cambia nel corso dei decenni, subendo inevitabili cambiamenti, in qualche caso modesti, ma in altri radicali. Spesso i mutamenti che si osservano vanno in direzioni difficili da comprendere, talvolta difficili da apprezzare.
Anche Rovigo negli ultimi anni ha subito modifiche che l'hanno condotta, perlomeno in parte, a perdere l'aspetto di grosso paese, per tingerla qua e là della vernice tipica della città. È in questo contesto che bisogna inserire la valorizzazione del verde urbano esistente e la nascita di nuovi parchi e giardini pubblici. Molto resta indubbiamente ancora da fare (non solo in termini di opere concrete, ma anche di educazione al verde, di mentalità dei cittadini), ma è innegabile che esistano segnali per un cauto ottimismo. Con questa consapevolezza ci accingiamo a compiere un "tour" della città, alla scoperta del verde urbano.
I Giardini delle Due Torri, sono certamente il parco di più vecchia data e maggiormente conosciuto di Rovigo. Siti in Corso del Popolo, i giardini sorgono sulle rovine dell'antico Castello che dona loro un innegabile fascino e provoca suggestioni evocanti immagini tipiche di paesi più nordici. Nella parte posteriore, a cui si accede anche da via Grimani, è stato ricavato un piccolo parco giochi ed un laghetto, purtroppo non molto curato ①.
Nella zona immediatamente a ridosso del quartiere Tassina, quasi a fare da cuscino tra questo e la Zona Industriale, è stata di recente creata un'area verde lungo lo Scolo Valdentro. Non ancora approntata al meglio per poter essere fruita, l'area pare rifarsi all'idea della Green Belt (Cintura verde), diffusasi in Inghilterra negli anni ’70, per cui i centri abitati venivano isolati, o quanto meno protetti dagli insediamenti industriali attraverso vere e proprie cinture di parchi ②.
Dalla parte opposta della città, nel quartiere S. Bortolo, tra le vie della Resistenza, Bentivoglio e G. Tasso, ove fino a qualche anno fa si allestiva il luna park in occasione della Fiera di fine Agosto, si trova una zona verde abbastanza estesa. Qualche albero è stato piantato qua e là, ma non vi sono al momento altre strutture ③.
Il più esteso dei parchi cittadini è quello dell’Ex Alveo dell’Adigetto. Esso si snoda lungo il vecchio corso dell’Adige a partire da via Martiri di Belfiore (Quartiere S. Bortolo) fino a via Vittorio Veneto, dove il corso d’acqua continua sotto terra. Da qui poi il Parco si allunga fino a Largo Salvo d’Acquisto. Recentemente in questo tratto è stata aperta una pista ciclo-pedonale che ha reso gli spazi maggiormente accessibili. Nel prossimo futuro dovrebbe anche venire realizzato un percorso vita, con attrezzature di vario genere per attività fisica. Attraverso il sottopassaggio di Ponte Marabin, si prosegue quindi lungo via Petrarca ed oltre, fino in via Amendola, dove il fiume tombinato riemerge in superficie. Quest’ultima parte del parco non è in ottimo stato, ma è auspicabile che qualcosa venga fatto per valorizzarla ④.
Sempre lungo la Circonvallazione Ovest, ma dal lato opposto rispetto al Parco dell’Ex Adigetto, si trova il Bosco Urbano, evidenziato nelle cartine topografiche come Parco Lisieux (dal nome della cittadina francese con cui Rovigo era un tempo gemellata). Si tratta di un’area molto ricca di alberi autoctoni che si estende dalla Circonvallazione lungo via Curiel. Anche qui, purtroppo, poco è stato fatto per renderla fruibile alla cittadinanza e vi è il rischio che, continuando in questo stato di abbandono, si arrivi ad una situazione di totale degrado ⑤.
Nel cuore del quartiere San Pio X si trova invece il Parco "Pampanini". Non recintato, è uno dei pochi ad essere dotato di illuminazione, per cui accessibile anche di sera. Ben curato, il parco è fornito di panchine e di una piccola zona a parco giochi ⑥.
Non molto distante, lungo viale Marconi, dove sorge l'Università (ex Scuola Media "Riccoboni") esiste da tempo un parco, tuttavia mai realmente valorizzato. Una grande fontana centrale, panchine, e, verso la Stazione Ferroviaria, un'area adibita a parco giochi, non bastano a nascondere che, quanto era nato come zona verde, si è con gli anni trasformato in un parcheggio per auto. Con lo spostamento dello Scarlo merci F.S. nell'Interporto di Borsea e la creazione di un adeguato parcheggio, nell'area così liberata, forse l'ampio Giardino dell'Università tornerà alla sua destinazione originaria ⑦.
Lungo viale Benvenuto Tisi da Garofolo, si trova in Largo Fratelli Bandiera un piccolo, ma curato giardino, dotato di panchine e di scorci suggestivi ⑧.
Poco lontano da qui si trovano anche i Giardini di via Montessori, un rettangolo di verde recintato fornito anche di un'area a parco giochi ⑨.
Aperto finalmente al pubblico nei primi mesi di quest'anno, il Parco "Maddalena", dal nome dell'Ospedale presso cui sorge, ma da cui ora è separato, è con ogni probabilità il più bello dei parchi di Rovigo. Recintato da tutti i lati, seppure ancora sguarnito di attrezzature che non siano un paio di fontanelle e qualche panchina, grazie alla sua ricca e curata vegetazione, il parco isola completamente dal resto della città e dà veramente l'impressione di trovarsi lontano dal centro urbano più popolato del Polesine. Il parco è aperto dalle 8.00 alle 20.00 ⑩.
A qualche centinaio di metri di distanza, compreso tra via della Costituzione, via G. Piva, via Marchi e via B. Croce, si estende il Parco "Cibotto". Parzialmente fornito di illuminazione, il parco è attraversato da un sentiero a marciapiede che costeggia l'unico "percorso vita" attualmente esistente in città.
Nella zona centrale sorgono due campi da calcio, uno dei quali aperto, l'altro in gestione alla Polisportiva Commenda Est ⑪.
Spostandosi ancora più verso est, attarverso via Croce, si incontra un'altra Zona verde lungo via Roverella e via Verga che arriva fino a via De Polzer. Pur non fornita di alcuna infrastruttura, tranne un paio di panchine nei pressi di un capitello in via Verga, la zona è suggestiva per il suo aspetto selvaggio, ma ordinato ⑫.
Oltre via De Polzer, quasi confinante con la Tangenziale Est, si trova il secondo Bosco Urbano della città. Di aspetto simile a quello di via Curiel, è forse un po' più curato ⑬.
In direzione Padova, sulla destra di viale Porta Adige, sorge il Parco dell'ex Tiro a Segno. Da anni ormai si discute della sua apertura e della sua valorizzazione, ma ancora poco è stato realmente fatto. Una prima pulizia e sistemazione è stata portata a termine, ma si è ancora lontani dalla realizzazione del progetto che lo vorrebbe estendersi tutto lungo il Ceresolo fino alla Tangenziale Est ⑭.
Degno d'essere citato è indubbiamente il Parco dell'ex Ospedale Psichiatrico di Granzette. Molto suggestivo il viale alberato che ne dà accesso. Sotto Natale, viene allestito all'interno del Parco un grande presepe. Anche qui sarebbe comunque auspicabile un qualche intervento di valorizzazione ⑮.
Restano ancora da ricordare aree verdi minori quali i Giardini di via Umberto I ⑯ ove sorge il monumento dedicato ad Amos Bernini, figura carismatica che visse a cavallo dell'800 e del '900, e quelli di via Silvestri (angolo via A. Garibaldi) ⑰.
Come si vede da quanto illustrato fin qui, numerose sono a Rovigo le zone verdi esistenti, segno questo di una crescente sensibilità verso problematiche di tipo ambientale. Come detto, molto resta ancora da fare, ma l'impressione è che, malgrado lentezze e ritardi, ci si stia muovendo nella giusta direzione per offrire ai rodigini e a chi visita la città, un ambiente finalmente degno di un capoluogo di provincia.
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Come citare questo articolo
Matteo Santipolo. “Alla scoperta del verde urbano di Rovigo”. Ventaglio Novanta, n. 17, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/alla-scoperta-del-verde-urbano-di-rovigo/