Professionista serio, poco incline ad apparire e ad assumere atteggiamenti di rottura, Mario Sicchiero ha infine ceduto alle insistenze degli amici, presentando una sua antologica presso la Tavernetta del Palazzo Roncale di Rovigo.
Abbiamo così scoperto un pittore che con i suoi dipinti incanta e addolcisce l’animo; fa vibrare le corde recondite del nostro «io» e offre, a chi abbia la sua stessa sensibilità, intensi motivi di vera emozione.
La sua pennellata è agile, colma di grazia e di abbandono, di velata malinconia e di sogno. Pittura vibrante di ispirazione e di languore tenero, che sa unire al colore, preparazione, fonte cristallina di dimensione estetica. Mario Sicchiero spazia dai tramonti alle marine, dai fondali alle nature morte: sono vedute realistiche ma non prive di poeticità; egli canta le vibrazioni leggere dell’aria, delle foglie, dell’acqua, i silenzi dolci, i respiri del vento e delle spighe.
Parafrasando Dante Alighieri, si potrebbe far dire al pittore Mario Sicchiero: «Amor mi mosse che mi fè dipingere». La bellezza suggestiva della natura e l’amore dell’artista per la vita traspaiono dai suoi dipinti con accenti di pacata malinconia. I colori delle tele, la loro sfumata dolcezza, le luci improvvise e delicate portano chiunque a rispecchiare più da vicino la realtà della vita mista ad un’incantevole natura.
La suggestiva forza del suo animo e la maestria nel saper cogliere i giusti colori sono frutto di una sofferta sensibilità: l’impressione a prima vista diffusa dalle opere di Mario Sicchiero è che sembrano provenire da una sconfinata oasi nascosta nel profondo del suo intimo.
Osservare paesaggi che si proiettano nel cielo dell’anima, creando fiori di rugiada e trame di luce, ci lascia ammirati, a volte turbati.
Sul lamento del mare, sul sorriso spento delle case antiche, su libertà sconfinate si librano i colori dell’artista che traspone sulle tele le immagini, vivacizzate da una morbida policromia e da una non comune perfezione prospettica.
Sicchiero si dimostra inoltre un esperto amalgamatore della tavolozza e riesce a trovare felici spunti chiaroscurali, sfumature quasi impercettibili, toni intensi e luminosi. Alla base della sua pittura rimane la poesia di un mondo di sottile grazia ed eterna bellezza, denso di vita, di ardore scenico, materializzata o spiritualizzata con una coerenza stilistica caratterizzata da raro senso estetico.
La pittura di Sicchiero, senza mistificazioni e leziosismi, va avanti sui binari della luce, dell’azzurro e della profondità arcana in una suggestiva atmosfera lirica.
Mario Sicchiero vive ed opera a Rovigo, con studio in Via Rossini – Tel. 0425/361708
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Come citare questo articolo
Angioletta Masiero. “Sui binari della luce”. Ventaglio Novanta, n. 17, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/sui-binari-della-luce/