Qualche mese fa, ha avuto luogo nella sede del Ce.Di (situata nel Chiostro del Monastero di S. Bortolo), un toccante incontro, durante il quale la signora Adele Vidale Barbujani, ha ceduto all'Associazione medesima la raccolta di studi fatti dal marito, geom. Renzo Barbujani e pubblicati dall'Amministrazione provinciale di Rovigo.
È stata una felice occasione per ricordare la vita e l'opera di un personaggio che ha dedicato gran parte del suo lavoro e della sua intelligenza, ad una ricerca minuziosa e sistematica sul Polesine nei suoi molteplici aspetti.
La vita
Renzo Barbujani nacque ad Adria il 6 giugno 1927. Frequentò le scuole elementari di quella città, ma dovette interrompere precocemente gli studi per essere inserito nel mondo del lavoro.
Carattere dotato di grande volontà e passione per i libri, continuò privatamente la sua carriera scolastica, conseguendo dapprima il diploma di geometra e successivamente quello in Scienze Statistiche presso l'Università di Padova. Insegnò al Centro di Addestramento Professionale di Adria e poi all'Istituto tecnico per Geometri di Rovigo. Nel 1962 infine, trovava la sua collocazione professionale definitiva presso la Provincia, dove poteva esprimere tutta la sua passione per la ricerca e lo studio dei fenomeni socio-economici del Polesine.
Da una felice intuizione del dr. Armando Giolo, allora presidente della Provincia, nasceva infatti l'Ufficio Studi economici e Rilevazioni sociali, che veniva affidato al geom. Renzo Barbujani, il quale lo resse per vent'anni, fino al giorno della sua morte avvenuta prematuramente nel 1982. I suoi ultimi anni furono in verità amareggiati da incomprensioni e meschinità derivanti dalle vicende politiche dell'epoca: la Giunta provinciale cambiava la sua colorazione politica e con essa mutava il clima costruttivo che aveva reso possibile la realizzazione di un ufficio studi. Di fatto dopo la sua morte, cessava anche la vita di quell'Ufficio di cui Renzo Barbujani era stato il grande propulsore.
Le sue note biografiche non si esauriscono certo nella pur significativa e operosa carriera fatta nell'ambito dell'Amministrazione provinciale. In realtà Barbujani seppe esprimere il suo spirito versatile nei più svariati campi. Da giovane fu socio attivo e militante dell'Associazione giovanile di Azione Cattolica. Fu uno dei protagonisti della trasmissione televisiva "Campanile sera", condotta da Mike Bongiorno, nella quale fu designato come esperto di storia della città di Adria. Fu presidente della Consulta del quartiere Tassina-Le Garzare per conto della Democrazia Cristiana, partito nel quale militò con spirito a volte critico. Fu anche grande cultore e conoscitore di arte, di lingue (francese, tedesco…), di matematica, tanto da conoscere una certa notorietà, grazie all'ideazione di un regolo geometrico per la soluzione dell'equazione di 2° grado senza l'applicazione della nota formula.
Le opere
Gli interessi fondamentali di Renzo Barbujani, riguardarono il mondo del lavoro della nostra provincia nei suoi molteplici aspetti: la produttività, l'occupazione, i flussi migratori, la trasformazione dell'attività lavorativa da un fase fondamentalmente agricola a quella artigianale e dei servizi. Tutti gli studi sono corredati da analisi statistiche ed econometriche, che conferiscono a questi lavori precisione e qualità di grande valore scientifico.
Ma i suoi interessi sono attratti anche dalla sfera della cultura. In questo ambito approfondisce e pubblica le biografie di polesani illustri: Giacomo Matteotti, Alberto Mario, Nicola Badaloni, Ferruccio Viola, Virgilio Mattioli, Umberto Maddalena… Nel novembre del 1977 suggerisce l'attuazione di un Museo della civiltà contadina del Polesine, proposta che anticipa una realizzazione che avverrà negli anni successivi.
Le sue ricerche spaziano in molti altri campi, sembrando a volte velleitarie per la loro carica innovativa: è del ’76 lo studio Per una via navigabile Ceresolo-Adigetto, che avrebbe potuto diventare un polo di attrazione turistica e sportiva, mettendo in comunicazione Rovigo con Adria; del ’68 un Censimento delle biblioteche del Polesine; del dicembre del ’76 un’indagine, corredata da molte piante, sui "Boschi nel Polesine, dall’antichità ai nostri giorni", nella quale dimostra come il territorio fosse coperto da vegetazione boschiva, la cui presenza è testimoniata dall’attuale toponomastica (Selva, Olmo, Bosco del monaco…).
Non trascura peraltro la ricerca storica dedicata soprattutto alla sua città (La viabilità di Adria nel tempo, 1967, Toponomastica e proprietà urbane ad Adria agli inizi dell’800, Padusa, 1970…); infine si dedica anche alla psicologia, proponendo, in collaborazione con il prof. Sangiorgi, un nuovo Test di autostima (Scuola e didattica, 1975).
Conclusioni
Le opere di Renzo Barbujani pubblicate in tiratura ridotta ed oggi quasi introvabili, rivelano innanzitutto uno spirito eclettico, che ha saputo condurre indagini nelle più svariate discipline del sapere umano. Certamente i suoi studi più completi riguardano lo sviluppo socio-economico del Polesine, descritto con la cultura dello storico, la precisione dello statistico, la passione del polesano indissolubilmente legato alla sua terra d’origine.
Oggi il nome di Renzo Barbujani è ricordato da una palestra a lui dedicata situata nel quartiere Tassina.
Giuseppe Lucchiari, che è stato suo amico e collaboratore, l’ha commemorato con parole appassionate, ricordando fra l’altro un episodio che gli ha suscitato profonda amarezza "… visitando il museo di S. Basilio in Ariano, era esposto un grafico che descriveva le superfici e gli incrementi territoriali del Delta dall’epoca etrusca al 1962. Sotto nemmeno una riga che ricordasse di chi era frutto quel lavoro." L’autore di quel grafico era il geom. Renzo Barbujani.
NOTA
Si ringraziano la sig.ra Rita Pedrini Maneo e il sig. Giuseppe Lucchiari, relatori sulla vita e le opere di Renzo Barbujani, per le notizie fornite.
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Come citare questo articolo
Franco Gemelli. “Renzo Barbujani (1927-1982)”. Ventaglio Novanta, n. 21, 2000. https://ventaglionovanta.it/archivio/renzo-barbujani-1927-1982/