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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Villa Nani Mocenigo fulcro di manifestazioni

Una serie di riuscite iniziative promosse dalla Pro Loco di Canda

di Paolo Zambonin

Ventaglio Novanta n. 21 2000 pp. 158–159

Quattro anni di intensa attività presso la villa Nani Mocenigo di Canda hanno caratterizzato la vita culturale del piccolo paese altopolesano; quattro anni di manifestazioni che hanno riportato nuovamente alla vita il prestigioso edificio (attribuito allo Scamozzi), disabitato e chiuso da diverso tempo e quindi destinato ad un inevitabile degrado. È stata la Pro loco, presieduta dal volonteroso e dinamico Lamberto Bertuolo, fortunatamente attorniato da un bel gruppo di validi ed entusiasti collaboratori, a farsi promotrice di varie iniziative, che hanno attirato un gran numero di visitatori durante i quattro mesi estivi di apertura al pubblico (oltre cinquemila persone non soltanto dal Polesine ma anche da altre province, oltre a comitive di tedeschi, inglesi, americani).

In accordo con la proprietà, che ha concesso in uso gratuito l'edificio, le manifestazioni sono state anche occasione per una pulizia dell'ambiente, compreso il parco adiacente, e quindi una cura di tutto il patrimonio ed una sua valorizzazione. Da sottolineare in proposito la perizia, appositamente predisposta da tecnici dell'Azienda regionale foreste, per l'individuazione degli interventi necessari alla manutenzione ordinaria e straordinaria del parco, un lavoro per descrivere lo stato di fatto e per dare suggerimenti su quanto sarebbe necessario, se non indispensabile, per la salvaguardia e la conservazione del grande giardino e delle sue piante secolari.

Dapprima la Pro loco ha cominciato con le periodiche visite guidate (anche per gruppi su appuntamento) per far conoscere l'elegante villa, che si affaccia sulla sponda sinistra del Canalbianco, un tempo di proprietà dei nobili veneziani Nani Mocenigo, che a Canda venivano a villeggiare durante l'estate, ed ora dei loro eredi; poi con l'illustrazione del complesso architettonico e degli interessanti affreschi curata dai professori Traniello e Cavriani di Rovigo, seguito dalla stampa di una apposita guida particolareggiata. Quindi l'allestimento di varie mostre in collaborazione con l'Accademia dei Concordi, l'Associazione Culturale Minelliana di Rovigo, il Centro Etnografico Ferrarese, il Gruppo astrofili polesani, il Gruppo micologico Bresadola: mostre di carattere storico ma anche di architettura (Palladio e Palladianesimo), di astronomia, sul territorio e l'ambiente, o ancora sui funghi, che hanno sempre suscitato grande interesse nei numerosi visitatori.

La villa è stata in questi anni anche un punto di riferimento per le sagre paesane di Sant'Antonio nel mese di giugno e di San Michele Arcangelo nel mese di settembre, diventando un prestigioso scenario per mostre di pittura, per concerti, conferenze o per spettacoli folkloristici.

Ma il fiore all'occhiello, cioè la manifestazione che ha dato al complesso architettonico di Canda un'importanza a livello non soltanto provinciale, è stata la Rassegna di teatro amatoriale che in questi quattro anni si è imposta in modo sempre più considerevole, richiamando un pubblico scelto, interessato e partecipe.

Sul palcoscenico si sono avvicendate compagnie, dapprima locali ("Teatro insieme" di Sarzano, "Proposta per un teatro collettivo" di Arquà Polesine, "Briciole di arte" di Canaro, "I sette moli" di Polesella, "El vissinelo" di Castelguglielmo, "Il mosaico" di Rovigo, "El canfin" di Baricetta") e poi provenienti da diverse altre città del Veneto, che hanno presentato commedie in dialetto di Carlo Goldoni e di alcuni autori meno conosciuti come Oscar Wulten ed Emilio Baldanello o di scrittori polesani (tra cui Arnaldo Fraccaroli, Gianni Sparapan, Dario Maragno, Silvana Zanella, Walter Marescotti, Enzo Duse), oppure commedie tradotte in italiano come quelle di Moliere.

Si può dire, quindi, che questi quattro anni di intensa attività della Pro loco di Canda abbiano valorizzato in modo egregio questa villa che i candesi hanno ereditato e sentono di amare particolarmente. Nei dirigenti dell'Associazione resta però la preoccupazione per il futuro di questo edificio a causa del grave degrado in corso (in un suo servizio la Rai l'ha definito "rovina") e delle particolari manutenzioni che sarebbero più che necessarie e ormai improrogabili.

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Come citare questo articolo

Paolo Zambonin. “Villa Nani Mocenigo fulcro di manifestazioni”. Ventaglio Novanta, n. 21, 2000. https://ventaglionovanta.it/archivio/villa-nani-mocenigo-fulcro-di-manifestazioni/

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