Se chiedete a Bottrighe di Maria o di Ida Zanirato nessuno le conosce, ma se chiedete delle sorelle “Marinote”, queste sì, le conoscono tutti. Attive in diverse iniziative di volontariato, simpatiche, di spirito sempre allegro, sono insomma due personaggi. Impareggiabili nell’organizzazione di splendite gite in Italia e all’estero; hanno istituito il “Marinote Club”, associazione culturale-ricreativa che guidano con passione da ormai diverse anni.
“Marinote” è un nomignolo che deriva dal mare, infatti la loro origine, anche se ormai Bottrighesi d’adozione, è di Boccasette, nell’estremo Delta portotollese. È con Ida, la maggiore di età, che ci intratteniamo a parlare di una foto, quella che qui pubblichiamo e che la ritrae protagonista, assieme a Carlo Casalicchio “Carlo Fornaro”, ne “La Villanella”. È una scenetta musicale tratta dall’operetta-rivista “La Butriganeide, appassionata carrellata satirica sulla vita paesana degli anni trenta scritta dagli indimenticabili professor Vito Rossati e maestro Danilo Venturi. Un’opera corale che richiedeva l’intervento sulla scena di ben 250 personaggi che fu interpretata con tanto successo in due splendide edizioni, nel 1935 e nel 1960.
"Per la Butriganeide – ci spiega Ida – c'era in paese un entusiasmo talmente grande che soltanto quelli che l'hanno vissuto lo possono confermare! E prosegue: "Nella stessa rivista vi erano "La Villanella" e "La Tirolese" due parodie sui fidanzati che io impersonavo con lo scomparso Carlo Casalicchio".
Ida ricorda ancora con emozione il fragore piacevolissimo degli applausi scroscianti e le richieste di bis che si moltiplicavano. Erano autentiche soddisfazioni in quei tempi di povertà e miseria, quando però non mancava l'allegria, e tutti si volevano veramente bene.
"In quel clima di stenti e privazioni – conclude Ida – eravamo tutti uguali, l'uno per l'altro. Non esistevano i divertimenti di oggi ed è da qui che nacque anche la compagnia filodrammatica dove tra gli autori principali sedevano in prima fila i due grandi Rossati e Venturini, instancabili nel produrre opere per il loro paese". Non a caso il canto "Oh Bottrighe!" è ancor oggi interpretato dai "Bontemponi e Simpatica Compagnia" per chiudere gli spettacoli del noto gruppo folkloristico locale, così come allora si chiudeva la mitica "Butriganeide".
Un modo esemplare per non disperdere un patrimonio culturale che altrimenti rischierebbe l'estinzione e per rispolverare così, grazie anche all'ausilio di Ida, i bei ricordi gioiosi e nostalgici di una gioventù ormai lontana.
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Come citare questo articolo
Roberto Marangoni. “C’era una volta la “Butriganeide””. Ventaglio Novanta, n. 21, 2000. https://ventaglionovanta.it/archivio/cera-una-volta-la-butriganeide/