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STORIA - TRADIZIONI

I Santini, una famiglia di capomastri del ‘700

Intensa nel territorio ferrarese e polesano l’attività costruttiva dei successori di Vincenzo – 2ª Parte –

di Raffaele Ridolfi

Ventaglio Novanta n. 22 2001 pp. 58–63

Alla morte di Vincenzo Santini (Palugana 1665 – Ferrara 1742), primo membro della stimata famiglia di costruttori che operarono attivamente a Ferrara nel corso del '700 (vedasi Ventaglio n. 21 pag 42 e successive), le redini dell'impresa passano al figlio Angelo, stretto collaboratore del padre, che già da qualche tempo aveva iniziato a firmare in proprio alcuni importanti progetti prima della scomparsa dell'importante genitore.

Angelo Santini ( 1698/1770)

Come il padre Vincenzo, anche Angelo nacque a Palugana, nel territorio di Ospedaletto Euganeo (PD), presso la cui parrocchia sono rintracciabili notizie dei Santini fin dal XVI secolo. Venne alla luce il 22 novembre 1592 e seguì le vicende familiari sfruttando la pista iniziata dal padre, divenendo ben presto in Ferrara un sicuro punto di riferimento e pure caposcuola di una novella schiera di costruttori del '700.

A soli 16 anni, nel 1714, sposò la lendinarese Apollonia Romani. Una precocità quella di Angelo evidente anche sul piano del lavoro, dato che proprio in questo periodo è impegnato a Lendinara, coadiuvando il padre, a seguire i lavori di costruzione del palazzo Malmignati. Da Apollonia Angelo Santini ebbe due figli di cui il primogenito don Pietro Antonio divenne rettore di Gradizza.

Rimasto vedovo nel 1719, nel 1723 si risposò con Elisabetta Albori, altra lendinarese, figlia dell'impresario Antonio. Dalla seconda moglie Angelo ebbe 15 figli, tra cui si distinse un altro sacerdote don Giorgio che sarà Rettore di Cesta.

La sua attività lo porterà al pubblico riconoscimento ferrarese quando, nel 1736, sarà tra i fondatori dell'Accademia dei disegni, di figura e di Architettura dell'Università e al contempo professore di ruolo, nonché direttore della scuola di Architettura. Sarà inoltre architetto capomastro della Reverenda Camera Apostolica.

Nel 1751 disegna una medaglia commemorativa per la nuova chiesa di San Pietro in Valle (ora Polesine -RO-) la cui incisione verrà eseguita dal noto Andrea Bolzoni.

Dei suoi insegnamenti rimane un libretto pubblicato postumo dal figlio Pietro Antonio col titolo "Regole ed avvertimenti pratici per fabbricare con sodezza e geometriche riflessioni", in cui sono riassunte le pratiche costruttive da lui impiegate e la sua pluridecennale esperienza.

Dopo il primo lavoro accertato dai "disegni", quand'era ventunenne, il suo primo incarico ferrarese riguarda il convento dei RR.PP. dei Servi datato 1714, a cui seguirono in ordine cronologico:
1. 1734 Chiesola di S. Orsola in Ferrara
2. 1735 Oratorio della B.V. della Cintura in Trecenta
3. 1737 Sistemazione della scuola dei pittori nell'ex cappella di S. Luca di Palazzo Paradiso sede dell'Università ferrarese
4. 1738 Facciata del Palazzo Prolegati in Ferrara
5. 1739 Chiesa di Occhiobello
6. 1751 Chiesa di S. Pietro in Valle del conte Nappi
7. 1755 Chiesola ed oratorio di casa Fiaschi in Gaiba
8. 1756 Chiesa di S. Matteo in Ferrara
9. 1756 Sacro monte di Pietà e chiesuola del detto Monte in Ferrara
10. 1757 (?)Logge delle fabbriche da farsi verso il Castello di Ferrara
11. 1760 Ponte di Bondeno (solo progettato, ma finito dal figlio Matteo nel 1782)
12. 1762 Chiesa di Gradizza
13. 1766 Chiesa di Crespino
14. 1768 Chiesa di Guarda ferrarese
15. 1768 Chiesa di Bondeno

Non datati, compaiono pure tra i disegni: – Chiesa di Porotto
– Fabbrica del Dottor Giovan Antonio Sturatti in Trecenta
– Scala per il marchese Gavasini

I successori, le considerazioni

Continuarono la stirpe dei Santini in Ferrara due nipoti di Angelo, figli di mastro Francesco, e precisamente:

– Antonio, nato nel 1728 autore dei disegni della raccolta e che rinnovò Palazzo Paradiso assieme al Foschini nel 1770 circa;

– Matteo, nato nel 1729, che per inciso fu come lo zio Angelo capomastro muratore della Reverenda Camera Apostolica in Ferrara ancora nel 1778.

Di altri Santini, come il prof. Francesco (fine '700-inizio '800) e di un altro mastro Vincenzo (stesso periodo) sono da verificarsi i collegamenti.

Ulteriori notizie sono da ricercare fuori dai "disegni".

Un primo scandaglio è da farsi presso l’Archivio della Curia Vescovile e l'archivio di Stato di Padova per le vicende del Tresto e per gli albori della famiglia nel periodo padovano.

Inoltre sarebbe opportuno controllare gli archivi privati delle nobili famiglie interessate dalle costruzioni: Malmignati, Lolli-Brancaleoni, Fiaschi, Lorenzoni, ecc.

Anche localmente nei paesi toccati dalla loro attività potrebbero esserci altre notizie: sono da verificare la costruzione del campanile di Zelo (RO) e del campanile del Santuario della Madonna del Pilastrello in Lendinara (RO).

La mole di notizie che potrebbe scaturirne, darebbe preziose indicazioni sulle committenze ad altri artisti e si potrebbe così verificare se, come è pensiero comune, esistessero effettivamente veri e propri cantieri in cui ruotavano anche vari specialisti collegati tra loro: lo stuccatore, il marmorino, il pittore, l'orafo, lo scultore, ecc. Oppure crediamo sia un puro caso che per la chiesa di Melara costruita da Vincenzo Santini, il pittore di due pale fosse un tal Giuseppe Ghedini (di recente rilevato in un articolo di Ferrara storia) che lo scultore fosse stato Andrea Ferreri (che fece pure statue in san Domenico), lo stuccatore un Giovanni Maria Boffa, gli stuccatori e biancheggini Carlo Bazzi e Giovan Battista Goandazzi di Ferrara e così via dicendo? Una seria analisi critica e di comparazione tra i lavori eseguiti, magari espletata da un’equipe di buoni intenditori, è non solo da auspicarsi per il futuro, ma da sostenere con tutte le forze, alfine di dare un giusto rilievo non solo ai Santini citati, ma a tutto il periodo di ricostruzione del Settecento polesano e ferrarese.

* Un precedente intervento dell'autore, corredato di note e fonti documentarie, è apparso sulla rivista: "Ferrara storia beni culturali e ambientali" nn.8/9 settembre – dicembre 1997, a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti.

Alcune notizie sono state confermate ed ampliate dal dr. Luigi Contegiacomo che qui si vuole sentitamente ringraziare per l'aiuto fornito.

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Raffaele Ridolfi. “I Santini, una famiglia di capomastri del ‘700”. Ventaglio Novanta, n. 22, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-santini-una-famiglia-di-capomastri-del-700-2/

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