Nel corso degli ultimi anni, nell’ambito delle attività di potenziamento, la Scuola Media "Casalini" si è occupata dello studio di alcuni edifici religiosi cittadini, come la chiesa di S. Bortolo e quella di Santa Maria dei Sabbioni con i più interessanti monumenti funebri dell'annesso Camposanto.
Due gli scopi principali di tale iniziativa: far conoscere ai ragazzi il patrimonio artistico locale, cominciando dalle opere più significative del quartiere nel quale la scuola stessa si trova, sensibilizzare gli studenti al problema della tutela e della salvaguardia dei monumenti.
Quest'anno, l'attività è stata organizzata all'interno del Progetto didattico "Gli studenti ci guidano" nell'ambito della "VII Settimana dei Beni Culturali". Oggetto di studio: S. Antonio Abate, comunemente chiamata S. Domenico, l'ospedale, la chiesa, il convento.
Ciceroni per un giorno, gli studenti hanno illustrato al pubblico, formato purtroppo quasi esclusivamente da genitori, vicende ed avvenimenti del passato legati ad un luogo di culto non notissimo a molti.
Dalla viva voce dei ragazzi apprendiamo che la storia della chiesa, ubicata in via X Luglio a Rovigo, parte dal 1414, quando la nobildonna Piacenza Casalini, scampata alla peste, lascia per testamento una rendita di alcune terre e una delle sue case perché venga trasformata in ospedale, forse il primo della città. Poi l'incendio del 1505, quindi la ricostruzione dell'ospedale e l'edificazione della Chiesa dedicata a S. Antonio Abate, protettore delle epidemie, da parte degli eredi Casalini. E finalmente, nel 1542, la cessione ai Padri Domenicani che trasformarono l'ospedale in convento vicario del priorato di S. Agostino di Padova.
Seguendo il filo della storia si arriva alla grande importanza che ebbe il complesso religioso ai tempi della Controriforma, quando questo ordine monastico, strenuo predicatore dell'ortodossia, esercitò una sorta di controllo religioso sulla cittadinanza.
I ragazzi descrivono gli altari, le tele, le sculture. Si soffermano a lungo su una delle pale d'altare più interessanti, quella dedicata alla Madonna del Rosario, del 1563, attribuita a Francesco Frigimelica. Parlano di Bernaldo Falcone, scultore ticinese che per certi aspetti può essere accostato a quel Giusto Le Court, autore degli angeli porta ceri di S. Bortolo.
Si arriva così al '700, quando fu ricostruito in marmo l'altare di S. Barbara. Ma nel 1770 il convento viene soppresso e tutti i suoi beni incamerati dalla Serenissima, già avviata del resto al declino politico ed economico. Dopo l'acquisto del complesso da parte delle Terziarie domenicane per duemila ducati d'oro si giunge al 1810 e quindi alle leggi napoleoniche che colpiscono anche le domenicane.
Il convento, utilizzato come caserma della Guardia di Finanza, acquistato da una società di cittadini, fu demolito. Al suo posto viene costruito il Mercato Annonario che molto probabilmente ricalca l'antico tracciato conventuale.
La visita guidata continua con l'elenco delle diverse trasformazioni subite dalla chiesa e con l'individuazione di alcuni interventi un po' discutibili, come il rivestimento delle pareti interne in marmo cipollino.
Ma, il particolare forse più interessante, è il ritrovamento, avvenuto nel 1972, della tomba di Piacenza Casalini, oltre al recupero dell'iscrizione in pietra rosata che ricorda il testamento della nobildonna e gli impegni di suffragio dei Domenicani nei confronti dei Casalini. Di interesse anche il contemporaneo rinvenimento di un arcosolio di mattoni all'esterno della chiesa, in corrispondenza della tomba, risalente al 1552.
La visita, che è stata preparata studiando sui testi dei professori Traniello, Fuggetta e Sgarbi, si conclude con soddisfazione di tutti i presenti.
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Come citare questo articolo
Annalisa Marotta. “San Domenico a Rovigo”. Ventaglio Novanta, n. 23, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/san-domenico-a-rovigo/