Discreti e gentili, i Fenzi sono una presenza consolidata in via Mazzini a Rovigo. Ogni giorno, con puntualità e diligenza rinnovano l’appuntamento con l’arte nella loro galleria “Fulvia”, nome di donna che evoca atmosfere che fanno pensare alla Belle Epoche. Ma all’interno dell’atelier respiri un’aria senza tempo, fatta di silenzi arcani e di soffici respiri.
Nella grande sala d’ingresso i tappeti persiani attutiscono i rumori e i grandi quadri appesi alle pareti parlano di un mondo lontano nel tempo: interni di dimore signorili arredate con mobili d’epoca, nature morte con frutta incorruttibile dai colori perfetti, maschere veneziane ed Arlecchini di giorni lontani. Soggetti fissati nei quadri a testimoniare presenze di luci e giochi cromatici alla ricerca di armonie rarefatte e silenziose.
Sono questi i quadri di Ermanno: Fenzi il giovane. E, nei concitati giorni del nuovo millennio, ti stupisci nel vedere il pittore intento a ricreare atmosfere ottocentesche, interni che, con dolcezza e malinconia, i poeti crepuscolari a cavallo tra XIX e XX secolo evocavano nelle loro poesie dedicate ai sogni di nonna Speranza.
È la reinvenzione di un mondo che non c’è più, quella perseguita da Ermanno Fenzi, riattualizzata con i morbidi colori che lumeggiano angoli ed arredi di case patrizie ove cogli il senso di un decoro fine, ricercato con gusto e discrezione, mai ostentato o appesantito da ricercatezze barocche. Armonie silenziose, dove la presenza umana è intuita anche se assente nei quadri: c’è l’assidua cura femminile nel disporre con attenzione vasi e cesti ricolmi di frutta; prodotti posizionati seguendo un intento puramente estetico per essere gustati solo con gli occhi.
È la ricerca di un’armonia definita, per raggiungere la quale la pittura si fa mezzo preferenziale e l’artista unico interprete. C’è dunque una visione quasi sacerdotale del ruolo del pittore, che ha una missione da compiere: quella di attingere a mondi incorrotti per parlare con una voce che supera i limiti temporali.
E a mondi inaccessibili e senza tempo si è rivolta per decenni l’attenzione di Fenzi senior. Decisamente fuori dell’esperienza comune i suoi quadri: prevale la ricerca di atmosfere rarefatte, di perfezioni astrali, dove globi luminosi si muovono in cieli intangibili. Echi di suoni lontani ed irreali sembrano pervadere le tele di Antonio Fenzi. Improvvisi lampi di luci, albe e tramonti siderali animano le sue tele. Oppure sono fiori di cristallo e soggetti geometricamente integri che offrono lo spunto per le sue rappresentazioni.
E il culto della perfezione, che per tanti anni ha caratterizzato la ricerca pittorica di Antonio, ha trovato negli ultimi tempi una nuova forma espressiva nell’arte dell’intarsio. Un’arte antica e minuziosa, che porta Antonio a dar vita a tavolini, soprammobili e preziosi cofanetti, realizzando decorazioni con la tecnica dell’accostamento di tessere lignee di vari colori.
Prodotti raffinati di un’attività che sta in bilico tra l’arte e l’artigianato. Oggetti realizzati con un lavoro paziente che richiede non comuni doti artistiche: dalla capacità di progettare forme gradevoli per arredi ricercati, all’ideazione di giochi estetici con cui portare a compimento gli intarsi. E questi ultimi costituiscono il suggello e il coronamento dell’opera, presentandosi come veri e propri ricami di ebanisteria.
Una visita ai Fenzi di via Mazzini costituisce dunque un’occasione per immergersi in un mondo fatto di raffinatezza ed eleganza, un incontro con l’arte ed una parentesi che ci porta lontano dalla concitazione dei nostri giorni, per vivere atmosfere pacate, fatte di silenti armonie fuori del tempo.
Le opere di Antonio ed Ermanno Fenzi sono esposte in permanenza presso la Galleria d’Arte Fulvia in via Mazzini, 22 a Rovigo – Tel. 0425-28600 – 362365.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Lino Segantin. “I Fenzi di via Mazzini”. Ventaglio Novanta, n. 23, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-fenzi-di-via-mazzini/