Pubblicità

ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Melara docet

Timo Pastorelli e Adriano Franceschini, due figure da imitare

di Raffaele Ridolfi

Ventaglio Novanta n. 23 2001 pp. 166–167

A Melara in questi ultimi anni si sono susseguite iniziative culturali atte a valorizzare il passato ed il presente del paese. È stato pubblicato il libro "Melaresi da ricordare", si è proceduto all'intitolazione della biblioteca comunale al maestro Dino Tinti (1915-1998), si sono svolte con successo le manifestazioni per il millenario di S. Adelaide del 1999, che hanno coinvolto l'intero paese. Recentemente poi si è proceduto al conferimento di una cittadinanza onoraria ad uno storico di origini ferraresi e all'intitolazione di una via ad un importante personaggio del passato. Tutte queste iniziative sono degli evidenti segnali che rappresentano un nuovo modo di pensare e di amministrare, nel segno della cultura.

Il recupero della memoria di fatti edificanti e positivi è stato importante, innanzi tutto ha reso maggiormente consapevoli della storia del paese gli stessi abitanti e, quindi, ha permesso di portare avanti percorsi culturali che porteranno nel corrente anno alla pubblicazione di altri tre libri di storia locale melarese.

Ma chi sono questi due personaggi ultimamente posti all'attenzione popolare? Si tratta di Timo Pastorelli (1885-1958) e del maestro

Adriano Franceschini di Porotto (FE).

Timo Pastorelli fu uno dei primi laureati del paese in Scienze economiche a Venezia. Soggiornò in Giappone insegnando lingua e letteratura italiana alla scuola Superiore di Lingue Estere "Tokyo Gaikokugo Gakko" e rimase quindici anni nel Paese del Sol Levante. Nel 1921 ebbe il primo riconoscimento dal Governo italiano con la "Croce di cavaliere della Corona" per un suo lavoro nel centenario del "divino Poeta" Dante Alighieri. In Giappone si distinse quando, durante l'immane terremoto del 1923, si attivò per portare soccorso con ogni mezzo alla popolazione colpita, agendo in particolare tramite la CRI della quale egli era il delegato in Giappone. Questo suo impegno gli valse il riconoscimento della medaglia d'oro CRI nel 1927, seguita nel 1931 da un "Diploma al merito" conferita dalla CRI giapponese.

Il prof. Pastorelli fu conosciuto negli ambienti frequentati per cultura (possedeva tra l'altro un'enciclopedia Treccani in inglese) e fu apprezzato per la sua nobiltà d'animo. Nel 1938 uscì a Tokyo il primo vocabolario Italiano-Giapponese curato da un suo allievo, il conte Todo Takatsugu, che gli dedicò lo scritto. Nel 1940 insegnò la lingua giapponese in un corso tenuto alla "Bocconi" di Milano. Nel 1942 lo stesso Pastorelli pubblicò, per l'istituto per il Medio e l'Estremo Oriente, "Note di lingua e grammatica nipponica". In Polesine si adoperò durante l'alluvione del 1951 e fu per molti anni presidente della Bonifica Padana. Si spense nel 1958 lasciando molti rimpianti.

La figura del maestro Franceschini (1920-vivente) è circondata da ammirazione e simpatia. Tutti gli studiosi che hanno fatto ricerche negli archivi e biblioteche delle città a noi vicine (Rovigo, Mantova, Ferrara, Modena, Verona e Venezia) hanno avuto modo di conoscerne l'acume archivistico, la sua ricerca seria e meticolosa e soprattutto i suoi rinvenimenti, che lo hanno visto protagonista incontrastato della ricerca medievalistica italiana degli ultimi trent'anni.

Adriano Franceschini di umilissime origini è, per usare un termine moderno, un self made man. Partendo da ricerche locali ha spaziato in altri campi, eccellendo in vari settori come la bibliografia, la storia di istituzioni civili e religiose, Statuti e storia giuridica, storia degli artisti ferraresi.

A queste doti Adriano Franceschini unisce la sua bontà d'animo e la disponibilità che rivaluta in senso positivo quella dello studioso, che per indole è tendenzialmente geloso dei propri rinvenimenti. Franceschini ha invece sempre condiviso i "suoi" documenti con tutti, al punto tale che alcuni ne hanno approfittato spacciando per loro i rinvenimenti fatti invece dal maestro.

Apprezzato anche all'estero, possiede un curriculum difficilmente imitabile. Sono quasi 70 le pubblicazioni e gli interventi fatti, di alto spessore. Nella sua metodicità, giorno dopo giorno in decenni ha rinvenuto migliaia di documenti, portandoli a nuova luce e confrontandoli con altri, ha così letteralmente riscritto la storia dell'arte (dal punto di vista documentario) ferrarese e soprattutto quella dei paesi altopolesani con tre bei libri editi nel 1986, 1991 e 1999.

Melara soprattutto, ma anche Bergantino, Castelnovo Bariano e Trecenta possono ora vantare, grazie a questo studioso sopraffino, un "corpus diplomaticus" rilievo, alla pari delle grandi città.

La cerimonia del conferimento della cittadinanza onoraria si è svolta l’8 aprile 2000 presso il municipio di Melara. In paese non se ne ricordano altre fatte in precedenza, eccezion fatta per Garibaldi e Mussolini, che però risentivano del clima politico del loro tempo. A festeggiare il maestro Franceschini sono convenuti, presso il municipio di Melara, insegnanti ed alunni delle scuole medie e le autorità locali, rodigine e ferraresi. Dopo la presentazione commossa dello storico Luciano Chiappini, del sindaco Barbara Losi è avvenuta la consegna della chiave, in ferro battuto, simbolo della cittadinanza melarese.

Successivamente Adriano Franceschini è stato oggetto di un riconoscimento ufficiale nella sua Porotto e pure del conferimento della laurea honoris causa dell'Ateneo ferrarese in Lettere lo scorso 24 ottobre 2000. Lui che nella sua vita ha sempre voluto essere ricordato e chiamato "maestro", col giusto e sano orgoglio di altri tempi, ora suo malgrado, dovrà abituarsi ad essere chiamato qualche volta anche "dottore".

I due importanti personaggi sopra descritti stanno a testimoniare che, anche nelle piccole realtà locali ci possono essere persone che, ieri come oggi, lavorano duramente per il bene della conoscenza, delle arti e delle scienze. Sta solo a noi riconoscere loro i giusti meriti e, magari, se possibile prenderli ad esempio.

L’articolo nella sua veste originale

Leggi questo articolo come sulla rivista

Ritrova l’impaginazione originale, con fotografie e didascalie. Con Il mio Ventaglio puoi acquistare una raccolta anche di un solo articolo e consultarla online nella tua Biblioteca.

Vai a Il mio Ventaglio →

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Raffaele Ridolfi. “Melara docet”. Ventaglio Novanta, n. 23, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/melara-docet/

Pubblicità