Quando nel Ventaglio n° 22¹ ho parlato di miele in Polesine ho scoperto, come si suol dire, solamente la punta di un iceberg. In quell'articolo mi sono soffermata soprattutto su come esso viene prodotto, seguendo il processo di lavorazione dalle api all'uomo. Approfondendo l'argomento ho appreso che in Polesine tale produzione è conosciuta da tempi molto lontani. Il paese di Melara, ad esempio, trae il suo toponimo proprio da una produzione di miele dei suoi primi abitanti e, a detta degli esperti nel settore, il miele del Polesine è tra i migliori in Italia. Non intendo fare del semplice campanilismo rispetto ad altre Regioni, la cui produzione è sicuramente di alta qualità, ma esaltare un alimento che senza dubbio ha caratteristiche diverse per la natura del suolo. Infatti, la particolarità di un ambiente, come il Polesine, caratterizzato dalla presenza di abbondanti acque, di un clima semi continentale e da una flora tipica, garantisce la buona qualità di questo prodotto. A ragione, quindi, i produttori vantano il miele polesano come qualitativamente superiore.
Se ci rechiamo in altre regioni, ad esempio in quella montuosa della Valle D’Aosta, qui dalla particolare fioritura di prati e pascoli le api elaborano mieli multifloreali che racchiuderanno i profumi ed i sapori della montagna. Altrettanta tipicità caratterizza pure il miele polesano, la cui produzione è molto elevata grazie alla passione di apicoltori esperti che tramandano di generazione in generazione un'arte antichissima.
Forse non tutti sanno che in Polesine abbiamo un centro specifico, dotato anche di un museo del miele. Grazie all'Amministrazione del Comune di Porto Viro e alla laboriosità di volontari, a Ca' Cappellino, che si trova a pochi chilometri da Porto Viro, lungo la strada provinciale n. 37 che porta alla foce del Po di Venezia, nel 1998 è stato ristrutturato un edificio (ex scuole elementari) nel quale è allestita una mostra permanente sull'apicoltura aperta al pubblico tutte le domeniche.
Nella struttura di Ca' Cappellino è stata inoltre ricavata un'attrezzata sala di smielatura ed è stato allestito un punto vendita del miele e derivati. Il locale, adibito a museo, raccoglie tutti i tipi di miele italiano. La finalità di questo Centro Apistico consiste nell'offrire al visitatore l'opportunità di accostarsi allo straordinario e misterioso mondo delle api. I prodotti offerti, oltre al miele, sono quelli tipici dell'apicoltura: polline, propoli, candele di cera d'api profumate di miele.
Il Centro di Ca' Cappellino ha ottenuto un rapido riconoscimento dalla gente che ha imparato a consumare il miele qui prodotto, riconoscendone la qualità e la genuinità. Esso si presenta nella confezione con la dignità di un'etichetta e di un proprio nome: il Miele del Delta del Po.
La sede di Ca' Cappellino opera in collaborazione con il Centro Regionale per l'Apicoltura (C.R.A.) che si occupa dei seguenti settori: miglioramento e valorizzazione di prodotti dell'alveare, diagnostica e controllo delle malattie dell'alveare, ricerca e formazione. L'attività di laboratorio è basata su norme CE in linea con le scelte dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (sede di Legnaro – Padova). C'è inoltre un rapporto di collaborazione con il Centro di Educazione ambientale l'Airone di Marina Nuova di Porto Levante (RO), che propone un concreto programma di un'educazione ambientale per scolaresche, con attività didattiche ed esperienze di tipo naturalistico attuate nel territorio basso polesano e la conoscenza del Parco del Delta del Po.
Chi intende dedicarsi a questa attività deve sapere che c'è un preciso iter legislativo da seguire, inerente a tutti gli alimenti, miele compreso. Esso non può essere assolutamente disatteso da chi produce la dolce sostanza e comprende: l'estrazione, il confezionamento e l'etichettatura del prodotto. Per poter collocare il miele sul mercato, i produttori devono essere muniti di particolari requisiti, di locali adatti e sapersi destreggiare nel complesso di leggi che spesso finiscono per limitare il processo produttivo. La smielatura, ad esempio, deve avvenire in un'apposita sala autorizzata dall'ASL con pareti lavabili, scarichi a norma, lavandino, servizi igienici, ecc.; deve esserci un secondo locale per l'invasettamento e lo stoccaggio; si deve apporre sui barattoli un'etichetta riportante le indicazioni previste per legge: produttore, peso netto, n. lordo, ecc.
La funzione delle associazioni, quindi, è rilevante affinché gli apicoltori polesani si sentano protetti nella loro attività. I soci apicoltori in Polesine sono circa 60 (3000 nel Veneto). La gran parte di essi viene raggruppata nell'associazione, ma non tutti: gli esclusi non possono pertanto fruire dei servizi offerti dall’associazione stessa, rischiando multe salatissime se non si è in regola.
Per gli apicoltori è dunque fondamentale l’aggiornamento sia legislativo sia tecnico-pratico tramite corsi e visite di studio ad altre realtà fuori regione, l’assistenza tecnica e sanitaria per la lotta alla varroa e ad altre avversità o malattie delle api (da applicarsi alla fine del mese di agosto, ossia alla fine della produzione mielifera), informazioni, controlli, accesso alle riviste specializzate.
Oltre che in località Ca’ Cappellino (Comune di Porto Viro), anche a Castelmassa, è stata allestita una sala di smielatura. Si tratta di strutture utilizzabili dai soci, i quali in tal modo possono essere sollevati dal grosso problema della lontananza e nello stesso tempo hanno l’opportunità di riunire il prodotto sotto un’unica etichetta.
Nell’annata trascorsa (2000) il centro di Ca’ Cappellino ha lavorato circa 60 ql. di miele. Di questi, 22 sono stati destinati ai mercati all’ingrosso, mentre il rimanente è stato commercializzato tramite la vendita diretta del Centro, o conferito a negozi specializzati. La produzione di mieli extra comunitari provenienti per lo più dall’Europa dell’Est, dall’Argentina o dalla Cina viene ritenuta di dubbia qualità sia organolettica che igienica: trattasi di mieli più o meno vecchi, spesso inquinati e estratti in precarie condizioni igieniche, conservati in contenitori o a temperature non idonee e miscelati poi da grosse ditte con miele italiano.
Il sig. Donà del Centro di Ca’ Cappellino sottolinea l’esigenza di creare un prodotto di qualità protetto da marchio, probabilmente IGP. L’obiettivo è quello di tutelare il prodotto tipico del Parco del Delta e anche di valorizzare la produzione altopolesana, ricordando che Melara era meta nei tempi passati di numerosi apicoltori provenienti dai comuni limitrofi per la ricchezza e bontà dei pascoli per le api.
I tipi di miele di maggior produzione nel Delta sono: millefiori, ottenuto da piante tipiche nelle zone umide (amorpha frutticosa, salvia selvatica, salcerella, salicaria, trifoglio ladino e melilotto), melone, erba medica, radicchi, acacia e girasole.
Per concludere, come il gusto unico del dorato alimento ispirava nelle antiche civiltà leggende affascinanti e racconti fantasti sul suo magico potere, così oggigiorno esso garantisce ancora un posto nel nostro cuore e nella nostra dispensa.
¹ Cfr: Ventaglio novanta, n. 22, “Apicoltura, un dolce hobby”, pagg. 152-157.
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Come citare questo articolo
Francesca Magon. “Miele: non solo hobby”. Ventaglio Novanta, n. 23, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/miele-non-solo-hobby/