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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Visti dalla bicicletta

Alla scoperta di corti, argini e vie d’acqua tra Rovigo e Villadose

di Lisa Cappellari

Ventaglio Novanta n. 25 2002 pp. 34–37

Per fortuna il tempo ha retto!!! Sebbene non sia possibile condizionarlo, il pensiero del “bel tempo” è stato un chiodo fisso di tutta la settimana per noi dell’organizzazione. Infatti, se fosse piovuto, oltre a non poter effettuare la scampagnata, non la si sarebbe neppure potuta rimandare “alla domenica successiva”, per la presenza di altri eventi. Ma questa è un’altra storia…

Torniamo a domenica 17 marzo 2002, data fissata per lo svolgimento di questa uscita in bici da Rovigo per una lunghezza di circa 30 km.

L’appuntamento è stato dato in prima mattinata presso la Torre Mozza dei Giardini Pubblici di Rovigo, già sede della Cooperativa Turismo & Cultura che ha ideato l’iniziativa cicloturistica.

Evase le formalità (registrazione dei partecipanti, iscrizioni, consegna di depliant informativi, cartina con il percorso tracciato, cappellino per il sole, portachiavi … per le chiavi) ha preso parola Cinzia Girotto per un saluto di benvenuto a tutti i partecipanti e poi …viaaa!!

Il giro è stato scandito, oltre che dalle pedalate dei ciclisti, anche da soste con brevi spiegazioni dei luoghi toccati; questo ultimo particolare aspetto, (come anche l’accoglienza alla partenza e l’animazione, ideata durante le pausa pranzo) è stato curato dalla classe IV sez. D dell’I.P.S.S.C.T. “M. Polo” di Rovigo, per l’occasione “in stage di formazione”, con coordinazione di Teresa Zambonin e della sottoscritta. Già alla partenza, abbiamo ascoltato cenni storici su Rovigo, il Castello, le Torri e p.zza Vittorio Emanuele II.

Poi, inforcate le bici, siamo partiti tra i “click” dei fotografi dei quotidiani locali, i quali, non contenti delle prime foto, ci hanno anticipati in auto e aspettati in almeno altri 2 o 3 punti appena fuori dalla città, facendoci sorgere la spontanea domanda: “Ma quanto spazio ci dedicheranno mai sul giornale domani!??!!”.

Prima sosta fuori città: Corte Angeli-De Polzer a Buso. Un ampio complesso rurale del ‘700 caratterizzato da vari elementi architettonici: la bella barchessa, che si può ammirare dalla strada con i granai in grado di contenere fino a 2000 quintali di cereali; la villa padronale, ancora utilizzata dalla nobile famiglia, che attualmente risiede a Bologna ma che trascorre due mesi estivi in questa casa; il pozzo, caratterizzato da un sistema idraulico capace di fornire acqua corrente alla villa, anche quando questi sistemi non erano consueti; il giardino veneto davanti alla casa, l’aia, le stalle.

Ripresa la strada, abbiamo attraversato l’Adigetto sul caratteristico ponticello di Buso. Raggiunto il paese di Canale, abbiamo scelto di transitare lungo l’argine destro, più soleggiato e aperto verso i campi.

A Canale è stata d’obbligo una sosta “caffè”, per poi raggiungere il centro di Villadose. Un po’ di storia classica con qualche accenno alla Centuriazione Romana, un salto in epoca rinascimentale con citazione del dominio della Repubblica di Venezia ammirando Ca’ Patella, per superare poi l’Adigetto con l’osservazione di Corte Barchessa, recentemente restaurata e resa accessibile al pubblico.

La tappa successiva lungo la via del ritorno a Corte Penelazzo, ex Corte Cecchetto, resa agibile da un consistente intervento di ripristino. Siamo entrati dall’accesso che dà sull’Adigetto. Il pasto è stato consumato, grazie all’organizzazione del C.T.G. Happy Days, attuale proprietario dello stabile. Tra una chiacchiera e l’altra, qualche gioco di quelli tradizionali (lo scalone, il salto della fune, il drink misterioso, sprota, sprotiamo, ecc.), un brindisi e un coreografico saluto al sole, mano nella mano, siamo ripartiti alla volta di via Teano (ex Traversagno): stradicciola piacevole, che collega Canale alla Strada Statale.

Proprio dopo aver inforcato la succitata “risorgimentale” strada, appena giù dalla discesa, sulla sinistra, ci aspettava il prof. Paolo Pavanello, “artista del ferro” per passione, che in una casetta di campagna ha il suo laboratorio. Ultima produzione, che troneggia nel piccolo cortile: la croce in ferro battuto, che aspetta di essere collocata sulla Chiesetta delle Fosse a Rovigo, in sostituzione dei quella consunta, ormai eliminata.

In verità, l’ospite ci aveva preparato vino, pan biscotto e pancetta, ma tutto il gruppo, ormai satollo, ha dovuto rinunciarvi, promettendo però di ritornare e approfittare della squisita tavolata in futuro.

Abbiamo quindi raggiunto il Ceresolo, lo abbiamo fiancheggiato lungo l’argine sinistro, ammirandone il corso dritto e preciso, ultimamente reso più severo dagli importanti lavori di manutenzione, rinforzamento degli argini e pulitura dalle erbe, curato dal Consorzio di Bonifica Polesine, Adige-Canalbianco.

La penultima sosta, che ha avuto come protagonista delle spiegazioni guidate, l’Adige, si è svolta presso l’ex zuccherificio di Rovigo interessato da un imponente intervento di recupero che ha dato vita al Cen.Ser, grande spazio espositivo gestito da Rovigo Fiere. Era necessario allontanarsi da viale Porta Adige, altrimenti, l’intenso traffico automobilistico della domenica pomeriggio, non permetteva di udire i relatori.

Saluti, baci e tramezzini sono stati, infine, consumati presso il Centro Commerciale “Le Torri”, dove La Direzione Coop Adriatica, ci ha offerto un buffet di benvenuto, che noi abbiamo gradito moltissimo!!!

A vedere i volti sorridenti e i saluti calorosi dei partecipanti, vien da pensare che sia stato un successo.

Mi auguro che l’esperienza maturata da noi, che abbiamo contribuito al buon esito dell’iniziativa, venga seguita anche da altri gruppi in grado da apprezzare aspetti paesaggistici ed architettonici del Polesine.

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Come citare questo articolo

Lisa Cappellari. “Visti dalla bicicletta”. Ventaglio Novanta, n. 25, 2002. https://ventaglionovanta.it/archivio/visti-dalla-bicicletta/

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