Il Po è da sempre l’elemento centrale del paesaggio e della vita dei comuni rivieraschi. Proprio a Papozze il maestoso fiume inizia il suo Delta, dividendosi tra il Po “Grande” (Po di Venezia) a nord e Po di Goro che si dirige verso sud, disegnando l’isola di Ariano.
Per la sua particolare posizione Papozze rappresenta il punto di partenza per un bellissimo itinerario turistico via acqua sul Po di Goro oppure sul Po Grande per arrivare sino alle parti più tipiche e più interne del Delta Padano dove la natura diventa indiscussa protagonista.
Per la visitazione di questo ambiente unico, Papozze si è dotato di un attracco fluviale e di uno scivolo alaggio scafi, posti il località Camatte, proprio all’altezza del Po di Goro. Gli impianti sono inseriti nel verde della golena che diventa un luogo ideale per la sosta e il pic-nic.
Qui ogni anno, il 15 di agosto, si ripropone l’antica tradizione della “Benedizione delle acque del fiume” con la Santa Messa al campo e la processione di barche, un atto d’amore e di rispetto verso il maestoso Po.
Dall’attracco partono i pescasportivi sempre più indirizzati verso la cattura del pesce siluro che in questo tratto di fiume ha trovato il suo habitat naturale, raggiungendo delle dimensioni, a dir poco, enormi. Si registrano catture sempre più frequenti di esemplari che superano il peso di un quintale con una lunghezza di oltre due metri. La pesca del siluro appassiona soprattutto pescasportivi provenienti dai paesi dell’Est europeo che da aprile a settembre affollano le rive del Po, non solo a Papozze ma in tutta l’area del Delta.
Dall’attracco proseguendo verso Adria, lungo la strada arginale, ad alcune centinaia di metri incontriamo, adagiata sul fiume, la postazione dell’Arni, l’azienda regionale della navigazione interna che con i suoi “meatori” rende sicura la navigazione sia commerciale che turistica. I meatori, con il compito anche di polizia fluviale, scandagliano il fondo, posano le boe e la segnaletica fluviale, creando i percorsi ottimali per non incappare in bassi fondali o in pericolose secche.
Lasciati i “guardiani” del fiume ci si dirige verso Panarella, dove il Po disegna un’ampia ansa. Qui troviamo l’oasi “Golena di Panarella” che il comune di Papozze gestisce in stretta collaborazione con la sezione di Rovigo del WWF Italia.
La golena di Panarella può essere definita il risultato dell’azione dell’uomo e della forza della natura. Il raddrizzamento dell’ansa di Corbola, compiuto negli anni ottanta, aveva comportato un’alterazione profonda dell’originario ambiente naturale, al punto che, al termine delle opere, la golena risultava modificata nella conformazione ed impoverita della tipica vegetazione. Il Po tuttavia in un breve lasso di tempo riusciva a ripristinare la vegetazione ripariale. La presenza di bassure allagate selezionava specie vegetali proprie degli ambienti palustri d’acqua dolce e dei prati umidi.
A queste zone allagate poco profonde fanno riferimento, più che in altri ambiti del corso polesano del Po, uccelli limicoli, ardeidi e anatidi in grado di trovare qui la propria nicchia ecologica. La golena ha anche valore paesaggistico, essendo una delle formazioni di questo genere più estese e meglio conservate ai margini del Delta del Po.
Per quanto concerne la flora e la fauna, nella zona palustre la vegetazione è composta in prevalenza da cannuccia di palude e da tife, caratteristici sono i giunchi, la menta acquatica e la menta pulegio.
Negli ambienti umidi trovano rifugio diverse specie i rane, la natrice dal collare e il biacco.
Molti uccelli nidificatori e di passo frequentano la golena. Legati all’acqua sono il tarabuso, il tarabusino, il tuffetto, la marzaiola e il germano reale; caratteristici del Po sono inoltre l’airone cinerino, la nitticora e la sgarza ciuffetto.
Vasti prati più o meno umidi circondano le bassure; qui le comunità erbacee stanno lasciando il posto al bosco di salice bianco che cresce con grande vigore. Su questi spazi aperti trovano nutrimento il cardellino, il verdone, il verzellino e l’allodola. Tra i rapaci diurni vanno segnalati la poiana, il falco di palude e l’albanella reale.
Soprattutto in prossimità dell’arginatura la golena è occupata dal tipico bosco igrofilo di salice bianco al quale talvolta si unisce l’olmo. La vegetazione arborea sta occupando anche le bassure un tempo allagate. La fascia boscata suscita un forte richiamo nei confronti di molti uccelli canori, il pendolino, l’usignolo di fiume, il rigogolo e la capinera. Da alcuni anni si registra una nutrita presenza del gruccione, proveniente dall’Africa e che resta nella golena da maggio a settembre.
La sezione rodigina del WWF Italia, che con il comune di Papozze gestisce l’oasi, si propone di promuovere la protezione attiva della natura, interventi per il miglioramento ambientale, iniziative per la fruizione nel tempo libero e per l’educazione ambientale.
Per raggiungere questi obiettivi il comune di Papozze, nell’ambito dell’iniziativa comunitaria Leader II, con il Gal Delta Po e il supporto tecnico del Servizio Forestale Regionale ha realizzato un progetto di rinaturalizzazione della Golena e ogni primavera, proprio in questo ambiente, il WWF organizza una festa provinciale, nell’ambito della festa nazionale delle oasi.
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Come citare questo articolo
Luciano Scarpante. “Là dove prende vita il Parco”. Ventaglio Novanta, n. 25, 2002. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-dove-prende-vita-il-parco/