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ATTUALITÀ - INIZIATIVE SOCIALI E CULTURALI

I dipinti restaurati dell’Accademia

A colloquio col direttore della Pinacoteca Antonio Romagnolo

di Giovanna Nicoli

Ventaglio Novanta n. 25 2002 pp. 146–149

Prestigiose opere d’arte del passato, segnate dal tempo e dai fattori ambientali, richiedono una costante e adeguata manutenzione. “Fanno parte del patrimonio artistico, di un patrimonio che appartiene ai polesani, a coloro che ne sanno godere e apprezzare l’immane valore”. A segnalarlo è il direttore della Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi, Antonio Romagnolo. A lui compete provvedere al riordino dei quadri, alla conservazione e alle iniziative per l’ordinaria manutenzione.

“Il tempo – evidenzia il curatore – non si ferma per le cose materiali, ma opera sulle medesime in maniera foscoliana. Ogni giorno – precisa – le opere d’arte subiscono delle trasformazioni chimiche che ne causano lentamente il deterioramento. Lo stesso stato di conservazione difficile – spiega – o il microclima ambientale che supera i valori normali può accelerare il degrado dell’opera”. Quindi, un lieve accenno di pericolo basta a far scattare gli interventi di ordinaria manutenzione, eseguiti in Accademia, con l’ausilio di addetti specializzati.

Riguardo alle operazioni di restauro, diversamente, l’Accademia si avvale, di tre laboratori: le sedi sono ubicate a Padova, a Vicenza e a Brogliano (Vi).

Quanto, invece, ai finanziamenti, “Sono sponsor locali e contributi della Regione Veneto a sovvenzionare l’Accademia – spiega il curatore. Si è proceduto in questo modo lo scorso anno, grazie al progetto “Un dipinto aspetta il tuo aiuto” che l’Accademia ha avviato dieci anni fa, chiedendo ad enti, banche, associazioni culturali e privati di sponsorizzare le attività di restauro”. Il programma ha avuto successo sortendo molteplici adesioni. Prima fra tutte la Confcooperative Veneto, con sede a Padova, che lo scorso anno ha sponsorizzato l’ultimo restauro effettuato.

Si tratta di un dipinto di Sebastiano Florigerio, pittore del ‘500, raffigurante una Pietà con il ritratto del donatore. La stessa origine del quadro, anticamente collocato nell’oratorio di S. Bovo a Padova, a giudizio di Romagnolo, ha certamente influito sulla scelta per il restauro. L’opera d’arte era un trittico con al centro la Pietà e ai due lati i ritratti di S. Sebastiano e di S. Rocco. La stessa opera è stata poi esposta, insieme ad altri dipinti, a una mostra ai Concordi. Non rappresenta, naturalmente, l’unico dipinto restaurato.

Sempre lo scorso anno, grazie al rinnovato intervento della Confcooperative e ai contributi della Regione Veneto, sono stati restaurati altri quadri. Da segnalare, in particolare, “Medea ringiovanisce Esone” di Pietro Bellotti, “S. Girolamo” di Carlo Caliari e la “Deposizione” di Niccolò Bambini. Inoltre, “Galatea sulla conchiglia” del Padovanino, e il dipinto di Matteo Ponzone, “Ester davanti ad Assuero”.

Ma l’elenco non è certo esauribile tra i quadri esposti. Anche le opere in deposito vengono selezionate per il restauro e in seguito presentate nelle sale. “Questo avverrà probabilmente tra due anni – spiega Romagnolo – non appena sarà completato il restauro di Palazzo Roverella, e quindi potremo esporre un altro centinaio di dipinti”.

All’interno del palazzo, anticipa il direttore della Pinacoteca, sarà attivato un laboratorio di restauro, dove potranno confluire anche opere di enti ecclesiastici. Da annoverare, tra gli altri, i dipinti della Pinacoteca del Seminario Vescovile, attualmente presenti nella pinacoteca accademica, ai quali è riservata altrettanta cura, essendo pur essi rappresentativi del prestigio di Rovigo. Non è un caso che proprio uno tra questi sia stato selezionato per una rassegna internazionale. In questi mesi è esposto ad una mostra sul 600 e 700 veneto, nei musei di Melbourne prima e Camberra poi, nel periodo tra marzo e ottobre di quest’anno.

Anche queste manifestazioni internazionali costituiscono un incentivo a mantenere sempre i dipinti in buono stato di conservazione, proprio perchè esportano nel mondo il nome e l’immagine di Rovigo e del Polesine. Basti pensare alla grande “Expo” universale di Siviglia del ‘93-’94 alla quale era esposto anche un dipinto dell’Accademia dei Concordi rodigina: si trattava di una “Marina dalmata” di Luca Carlevarijs, il primo pittore vedutista veneziano. Opere di elevato prestigio, che l’Accademia vuol far conoscere, organizzando anche visite guidate di domenica o nelle sere estive. “I polesani devono essere orgogliosi di avere un tale patrimonio artistico – sottolinea il direttore della Pinacoteca. Le opere d’arte – conclude – non “appartengono” ai musei, ma a coloro che le sanno apprezzare, a coloro che innanzi a un quadro provano delle emozioni”.

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Come citare questo articolo

Giovanna Nicoli. “I dipinti restaurati dell’Accademia”. Ventaglio Novanta, n. 25, 2002. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-dipinti-restaurati-dellaccademia/

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