Al grande pubblico non è ancora nota l’opportunità offerta dal paese di S. Bellino di effettuare un piacevole incontro con l’arte, grazie alla realizzazione di vari murales sulle facciate delle case. Una felice intuizione che sta diventando un motivo di attrazione, tanto che il paese inizia ad essere inserito nei programmi di qualche scampagnata di primavera nel cuore del Polesine. Ma come si è giunti a fare di S. Bellino il centro polesano dei Murales?
L’idea gli martellava in testa da lungo tempo. Li aveva visti a Cibiana di Cadore, come pure in altri comuni montani ed in Sardegna, e pensava che una iniziativa del genere poteva essere interessante anche per il suo paese. Parliamo del professor Franco Romeo Milani e dei murales dipinti sulle case di San Bellino. Siamo agli inizi degli anni novanta. Milani allora era presidente della Biblioteca comunale e quindi si trovava in una istituzione più che adatta per promuovere e portare avanti un progetto come questo. Il problema consisteva nel trovare i finanziamenti necessari. Per sei, sette anni l’idea restò soltanto nella mente del presidente perchè i fondi non si trovavano, ma non fu mai archiviata del tutto.
Il momento propizio arrivò nel 1999, anno in cui fu possibile realizzare sulle pareti di San Bellino due dipinti. Altri due comparvero l’anno successivo e addirittura quattro l’anno appresso. Un numero limitato perchè i costi erano alquanto consistenti per il bilancio della Biblioteca. Le opere furono eseguite da pittori professionisti come Giuseppe Siccardi di Vigodarzere, Roberto Nezzi di Verona, Gabriele Pittarello di Teolo, Mario Tosi di Peschiera del Garda e Giulia Zuolo di Fratta Polesine.
Dapprima l’iniziativa fu accolta con un po’ di perplessità dagli abitanti di San Bellino: mettere a disposizione le pareti della propria casa poteva costituire un vincolo. Pian piano però divenne un motivo di orgoglio vedere la propria abitazione impreziosita da un affresco.
Non fu da meno l’Amministrazione comunale, la quale colse l’occasione della ristrutturazione della sala consiliare per affrescare un’intera parete. Il lavoro fu commissionato a Giulia Zuolo, che volle raffigurare il palazzo municipale di San Bellino affiancato ad una riproduzione del quadro “Il quarto potere” del pittore Pelizza da Volpedo.
Ma come potevano essere realizzati altri lavori in un modo più economico?
In aiuto arrivano nella primavera del 2002 gli studenti del Liceo artistico “Roccati” di Rovigo – diretti dagli insegnanti Cesare Nadalini e Mirella Boso – che accolgono l’invito dell’apposito Comitato organizzatore, presieduto dallo stesso Romeo Milani. Il loro entusiamo, l’esuberanza e la loro vitalità portano per alcuni giorni lo scompiglio nel piccolo paese polesano, che esce dal proprio torpore e si vivacizza. Ogni ragazzo si “impossessa” di qualche angolo adatto e comincia a lavorare alacremente. Le idee non mancano e nemmeno la tecnica. Nascono così nove opere nuove, che si rifanno per lo più ad aspetti paesaggistici del Polesine legati alla tradizione del Santo patrono San Bellino. Questa volta vengono usati colori acrilici, che sono più adatti e resistenti alle intemperie di quelli adoperati in precedenza. Questi infatti stanno causando seri problemi agli otto murales dipinti nei primi anni, per i quali necessitano già urgenti interventi di restauro.
I nuovi affreschi sono ora una ventina.
Da segnalare quello eseguito sulla facciata del Centro giovanile. Si tratta di un orologio solare, progettato dall’astrofilo rodigino Enzo Bellettato e realizzato da Giulia Zuolo.
I murales di San Bellino avranno ora il loro momento di celebrità. Come è già stato fatto un po’ ovunque con avvenenti modelle o semplici casalinghe, come pure con giocatori di calcio o altri soggetti più strani, anche loro verranno riprodotti su un calendario. E’ questa infatti un’idea nuova della Biblioteca e dell’Amministrazione comunale, che faranno recapitare lo stampato a tutte le famiglie del paese con gli auguri per il prossimo anno 2003.
Un appuntamento per la realizzazione di nuove opere è fissato per il prossimo 25 aprile, sempre con gli studenti del Liceo artistico di Rovigo, sia per completare gli spazi a disposizione nel centro storico sia per allargare il percorso a nuove vie. Questa volta verrà proposto il filone dei mestieri e della cultura locale.
“I murales – dice Romeo Milani, con orgoglio – sono un motivo in più per una passeggiata nel paese che ospita la bella basilica con le spoglie di San Bellino”.
Per facilitare la visita a coloro che arriveranno in paese, verrà stampata una mappa con le strade e l’ubicazione di ogni dipinto.
In ogni caso una cosa è certa: San Bellino d’ora in poi potrà fregiarsi del titolo esclusivo per il Polesine quale “paese dei murales”.
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Come citare questo articolo
Paolo Zambonin. “I Murales di S. Bellino”. Ventaglio Novanta, n. 26, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-murales-di-s-bellino/