La ricorrenza del patrono di Salvaterra, S. Antonino martire è stata festeggiata domenica I° settembre con una serie di manifestazioni che hanno concluso in maniera trionfale la fine dei lavori di restauro della parrocchiale. A Salvaterra, frazione di Badia Polesine, Sua Ecc. Mons. Bruno Mazzoccato, vescovo della diocesi, ha concelebrato assieme a diversi altri religiosi una funzione solenne accompagnato dai canti della corale di S. Sofia di Lendinara, ufficializzando in tal modo l’apertura del tempio religioso restituito al suo naturale e primitivo splendore.
I lavori di restauro, che hanno interessato gli affreschi absidali e quelli della volta, sono proseguiti con l’opera di contrasto per le muffe e l’umidità, la tinteggiatura delle pareti e delle lesene, sotto la direzione dell’architetto Daniela Mascellani della Sovrintendenza Belle Arti. L’interno dell’edificio ha acquistato una lucentezza, una calda atmosfera, una leggerezza eterea quale mai la secolare Chiesa ha posseduto. Motore, anima propositiva, instancabile tessitore, il parroco Don Luigi Lovato, al quale sia detto senza piaggeria, bisogna fare tanto di cappello.
Ridotto l’interno della Chiesa secentesca in stato pietoso, dal tempo, dall’umidità e dai sedimenti carboniosi del vecchio impianto di riscaldamento, ci si andava chiedendo l’un l’altro quando e come sarebbe stato possibile il miracolo di una resurrezione templare, …per fermarsi subito davanti alle difficoltà, all’intesa tutta da trovare, alla probabile cifra astronomica da spendere.
Non così Don Luigi il parroco; partito a testa bassa fra lo scetticismo dei più (lo scrivente compreso) ha saputo col suo impegno trascinare e indirizzare le energie di molti, spremere risorse da enti e istituzioni, portando a compimento l’opera.
Durante il pranzo serale seguito alla cerimonia religiosa, nelle aule delle ex Scuole Elementari vi è stata larga partecipazione di paesani, ai posti d’onore oltre il già citato Vescovo la comunità ha avuto la soddisfazione di ospitare il sindaco di Badia Polesine Edo Boldrin che ha portato, oltre ai saluti dell’Amministrazione, un tangibile contributo, il Presidente della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo che ha creduto di contribuire con una ragguardevole quota, gli architetti Mascellani e Fioratto che hanno seguito i lavori ed altre personalità in rappresentanza di enti che si sono posti sul piano dei parrocchiani in una lodevole gara di generosità.
E’ stato un pranzo ufficiale e fraterno allo stesso tempo, un agape da cristiani della prima ora. Proprio quel giorno il vescovo festeggiava il suo compleanno, e la Sua parola è stata di ringraziamento ai presenti, a quanti in silenzio hanno dato, e al parroco guida e catalizzatore dell’antica comunità in Salvaterra, detentrice di una consolidata tradizione di generosità.
La domenica successiva, 8 settembre, presente in Polesine per una serie di interventi, l’ex Ministro dei Beni Culturali on. Giovanna Melandri, ha voluto rendere visita agli affreschi ultimati della chiesa e della adiacente Villa Pellegrini per i quali durante il suo ministero era stata promossa la pratica di intervento. Il sopralluogo si è svolto in forma privata, con la guida del parroco. L’ultima tessera di un ricco mosaico che premia l’impegno, la dedizione e la volontà di lasciare un segno di tutta la comunità.
Sul piano puramente pratico e terreno, dobbiamo, ahimè, registrare le dolenti note di un paese avviato all’oblio. Non esiste più alcuna istituzione se non la Chiesa, quello che fu un comune è rimasto senza punti di riferimento civili, non un’attività industriale o artigianale se non qualche occulto laboratorio di extracomunitari. Non c’è chi si faccia interprete dei mali di una incipiente senescenza.
Nel futuro c’è invece un progetto non richiesto: calerà, famelica, la tanto strombazzata autostrada Valdastico, a sbranare un territorio vergine, con benefici zero (perché di passaggio) e veleni tanti, tutti quelli di un modello di sviluppo messo sotto accusa perfino dai grandi della Terra.
Difficilmente l’armonia della bella piazza, ingentilita dall’accurato disegno della facciata della Chiesa, adiacente al monumentale complesso di Villa Pellegrini, potrà interrompere la parabola discendente di questa comunità. Prospettiva questa su cui non si vuole comunque qui insistere, per lasciare spazio alle ipotesi più ottimistiche di chi vede nel futuro di Salvaterra un positivo inserimento in percorsi di visitazione turistica.
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Graziano Beccari. “Salvaterra in Festa”. Ventaglio Novanta, n. 26, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/salvaterra-in-festa/