Capita, talvolta, che le strade delle persone s’incrociano nel momento e nel posto giusti; se poi queste persone sono accomunate dall’amore per la musica, l’incontro delle loro vite non può che essere l’inizio di un’amicizia avvolta dalla voglia di suonare, di creare, di ricercare nuove vie nel mondo delle note.
Il Trio Banshee (nome derivante da apparizioni immaginarie con sembianze di giovani fanciulle vestite di stracci o di donne anziane piangenti della tradizione celtica) nasce nel 1998 proprio come l’unione di due realtà parallele, chitarra-voce, chitarra-violoncello, creando le basi per un repertorio molto vario che spazia dall’impronta acid-jazz fino all’esperienza celtica-new age.
Il Trio Banshee è composto da Irene Frezzato (cantante), Chiara Converso (violoncellista) e Valter Tessaris (chitarrista).
Irene, cantante, concilia la sua passione per la musica con gli studi di Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli studi di Padova. Ha studiato pianoforte, musica sacra e profana e svolge attività concertistica corale. I suoi esordi sul palcoscenico risalgono a qualche anno fa come cantante nei piano-bar. Uno dei ricordi più belli che la musica le ha regalato è stata l’occasione di cantare a fianco di Biagio Antonacci e Luca Barbarossa: duetti nati quasi per gioco lo scorso inverno durante un breve soggiorno invernale a Madonna di Campiglio. Irene, oltre ad essere la vocalist del Trio Banshee, canta anche in altri gruppi di città e provincia, spaziando dal genere gospel al jazz.
Chiara, violoncellista, ha intrapreso gli studi di musica classica all’età di undici anni presso il Conservatorio Statale di Rovigo. Quando ha conosciuto il chitarrista Valter, ha scoperto altri modi di comunicare la musica: talvolta basta uno sgabello per fermarsi lungo la strada ed improvvisare qualche pezzo per un pubblico di passaggio. Chiara è insegnante elementare, scrive poesie (risale allo scorso anno la sua prima pubblicazione “Pensieri di Carta”) e ama i balli latino-americani, grazie ai quali riesce ad interpretare la musica anche attraverso il corpo, oltre che a suonarla, ascoltarla, crearla.
Valter suona la chitarra, sua compagna “musicale” da sempre. Completamente autodidatta, egli si pone senza schemi nei confronti della musica con impegno costante e grande passione. Suona, oltre che con il trio, anche con altri artisti e ha partecipato a qualche edizione dei Buskers a Ferrara. Nel campo del lavoro è difficile etichettare la sua attività perché non è unica: tra le tante, Valter è tecnico del suono. Collabora inoltre con gruppi teatrali come musicista per le colonne sonore degli spettacoli.
Il Trio Banshee propone pezzi famosi arrangiati per la loro formazione particolare: “Fragile”(Sting), “Deep waters” (Incognito), “La Flaca”(Jarabe De Palo), “Dubbi non ho”(Pino Daniele), spaziando poi a pezzi celtici e new-age.
Durante i loro incontri nascono anche brani nuovi, quasi per caso , che prendono vita da un’idea; “Fuego” è uno di questi, ideato in una sera d’inverno guardando una stufa. Il violoncello, accompagnato dalla chitarra, dà voce all’introduzione trasformando le lingue di fuoco in note musicali e il testo è una metafora sull’importanza di vivere ogni momento della vita con la libertà e il calore di una fiamma. Proprio con questo brano il trio si è classificato terzo nel concorso “Una nota di mezza estate” organizzato dal Umbi Studio’s nel 2001, dopo aver vinto la precedente edizione con il pezzo inedito “La via dell’acqua”(il viaggio di una goccia d’acqua che ricorda l’incertezza di una storia d’amore).
Il Trio Banshee suona per un pubblico vasto e vario: i concerti nei locali (dalle birrerie più fumose ai luoghi più “in” di Rovigo, Padova e provincia) si alternano ai dopocena nelle cerimonie di matrimonio e a feste private.In un paio di occasioni il trio è stato un valido supporto alla presentazione del libro di poesie “Pensieri di Carta” della violoncellista Chiara Converso.
Per concludere, una lettera che Irene Frezzato, uno dei componenti del trio, ha scritto agli altri e che meglio di tanti commenti esplica l’anima del gruppo intrecciata dal destino e da quel suo magico incrocio di strade:
“Musica di tutta una vita. Musica dell’anima che si vuole far sentire. Musica per spiegare tutto quello che c’è in fondo ad ognuno di noi. Sintonia senza eguali dall’inconfondibile colonna sonora. Eleganza di insieme di note e strumenti diversi che si fondono e si confondono in un tutt’uno. Sensazioni che vengono a galla dal suono ammaliatore che incolla gli sguardi, ammutolisce e commuove quasi. Chi ascolta. E chi è al lavoro. C’è un mio grande sogno in loro. Nel brio e nella forza di due occhi sempre brillanti e di un viso scattante e colmo di giovane saggezza e nelle mani agili e leggiadre di un’amica che gioca dolcemente con le corde di una parte fondamentale della sua vita. Nel desiderio di parlare senza parole di un amico senza tempo, per dare tutto sé stesso nel seguire il continuo e impaziente richiamo del suo strumento dal suono inconfondibile che tanto mi rimanda a lui e a lui soltanto. Nelle serate passate a danzare attorno a cene improvvisate, sorrisi e lunghi discorsi complicati alla luce di una candela che sembra non doversi spegnere proprio mai. Con loro. Forse tra le persone più importanti con cui avrò l’onore di trascorrere un po’ del mio tempo. C’è un mio grande sogno in loro. E con loro è la mia voce. Sotto la luce abbagliante dei riflettori, nei locali dipinti di fumo e luce notturna, nell’accogliente e tenue atmosfera del nostro rituale d’incontro. Con loro è la mia voce. Anche ora. Sola nella stanza. Mentre le luci si spengono e lasciano posto ad un nuovo giorno che nasce. La musica c’è sempre”.
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C. C.. “Il Trio Banshee”. Ventaglio Novanta, n. 27, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-trio-banshee/