Pubblicità

STORIA - TRADIZIONI

La cattedrale rinnovata

La millenaria storia della Cattedrale di Adria

di Aldo Rondina

Ventaglio Novanta n. 30 2005 pp. 44–49

L’ingresso di un nuovo Vescovo costituisce sempre, in ogni diocesi, un avvenimento importante sia sotto il profilo religioso che civile. In particolare ciò è quanto mai evidente ad Adria, dove il Vescovo – pur risiedendo da circa un millennio a Rovigo – mantiene la propria Sede fin dalle origini.

Adria città episcopale

Fatto singolare, questo, che ha più volte infiammato gli animi degli Adriesi, specialmente quando si è tentato di trasferire la “cattedra” a Rovigo senza mai riuscirvi. Tentativi in proposito ne sono stati fatti molti, nel corso della Storia: con la Serenissima Repubblica di Venezia, persino con Napoleone e poi con il governo Asburgico. Alla fine però, riconoscendo ad Adria la priorità della Sede vescovile, tutte le potenze dominanti hanno sempre respinto la richiesta di modificare per decreto la prerogativa ultramillenaria di città episcopale.

Dopo il triste episodio accaduto nel Settembre 1909, che fece subire ad Adria l’ultimo “interdetto” della Storia della Chiesa (comminato da San Pio X), una situazione ancor più difficile si ripresentò nel 1986. Infatti, mentre nel 1909 la Sacra Congregazione dei Vescovi aveva indicato di portare a Rovigo la Curia vescovile, nel 1986 la medesima Congregazione romana fu chiamata a decidere su una soluzione ancor più drastica.

L’ipotesi era imperniata sul trasferimento definitivo della Sede del Vescovo a Rovigo, con la contemporanea sostituzione del titolo “diocesi di Adria” con “diocesi di Adria-Rovigo”. Questa ipotesi fu inserita nel provvedimento adottato da Giovanni Paolo II, finalizzato a regolarizzare molte situazioni “anomale” esistenti nelle diocesi italiane. Il provvedimento riguardava specificamente la riunificazione di varie diocesi locali ormai da tempo ricongiunte sotto la guida di un solo Vescovo. L’inserimento di Adria in questo movimento costituiva, quindi, una forzatura perché la sede diocesana adriese non era mai stata trasferita altrove.

In quella occasione gli Adriesi avvertirono un profondo disagio, sentendosi privati dell’importante legame quasi bimillenario che tiene legata la Città al suo Vescovo. Furono raccolte firme, inviate petizioni, indette pubbliche preghiere, ed alla fine il provvedimento fu modificato in senso più favorevole ad Adria che potè conservare il titolo di cattedrale, mentre il duomo di Rovigo, veniva elevato al rango di concattedrale. In quella occasione il nome della diocesi fu parzialmente modificato con l’aggiunta, dopo un trattino, del nome del capoluogo.

Le radici profonde del cristianesimo adriese

La fede “petrina”, cioè la più antica che si avvicina di più ai tempi apostolici, è apparsa ad Adria fin dai primi secoli della Chiesa. Lo attestano ritrovamenti archeologici nella zona di Ariano Vecchio, nei pressi della via consolare “Popillia” (costruita nel 132 a.C.). Lo sostiene una consolidata tradizione orale, radicata soprattutto nell’area adriese. Lo conferma la Storia, che apre la serie certa del Vescovi diocesani con Gallionisto o Gallinostio, il quale fu presente al primo Concilio Lateranense celebrato nel 649. Da quella data, seguendo la serie ufficiale presentata dalla Curia, la Chiesa polesana fu retta da novantatre Presuli. Francesco Antonio Bocchi, sostenuto da Speroni, De Lardi ed altri, invece, ne accredita novantotto.

Diocesi attiva e feconda

Tra i Vescovi che hanno retto la diocesi adriese troviamo: un Santo, Coliano, di epoca incerta; due Beati, il già citato Gallionisto (649) e Aldobrandino d’Este (1348-1349); sette Cardinali di cui tre Arcivescovi: Roverella (1444-1445), Pisani (1519), Rangoni (1519-1524), Dè Cuppis (1528-1553) Arcivescovo di Trapani, Pighini (1553-1554) Arcivescovo di Manfredonia, Canani (1554-1591), Boggiani (1908-1912) Arcivescovo di Edessa; tre Arcivescovi: Bertuzzi degli Obizzi (1404-1441) di Pisa, Labia (1677-1701) di Corfù, Sartori (1977-1988) di Trento.

L’assetto definitivo risale al 1819. Divenuta Diocesi di Adria-Rovigo nel 1986, attualmente si suddivide in 109 Parrocchie e 13 Vicariati. Tra le Parrocchie, 16 hanno meno di 500 abitanti, 28 meno di 1000 e 25 sono riunite a due o tre sotto la guida di un solo Parroco. Come purtroppo succede in tante altre diocesi, per la scarsità di vocazioni il clero risulta sempre più limitato nel numero. I Presbiteri attuali sono 155, con età media sui sessant’anni.

Le cattedrali di Adria

Prima d’introdurci nella descrizione delle ultime opere di rinnovamento della cattedrale, inaugurate nell’occasione del solenne ingresso del Vescovo Lucio, si rende opportuna una breve indagine storica sulle chiese che, nel corso dei secoli, hanno custodito la cattedra adriese. L’uso del plurale è di rigore perché la Chiesa di Adria ha avuto, nel corso dei secoli, più cattedrali.

La prima cattedrale alla Tomba

La prima cattedrale, costruita sopra un cimitero romano, sorse alla Tomba, dalla parte del mare, dove entrava il porto-canale, sul limite orientale della città antica. In quel luogo fu scoperta una iscrizione funeraria del I secolo d.C. che attesta l’esistenza di una corporazione di gente di mare (Collegium nautarum).

A circa ottanta metri dal lato Sud dell’antica Basilica dedicata alla B.V. Assunta (l’attuale facciata risale al XVIII secolo), fu inoltre scoperto il “miliare” terminale (85°) della via Popillia costruita nel 132 a.C. partendo da Rimini, dalle milizie guidate dal console P. Popillio Lenate.

La chiesa della Tomba, sorse dunque su questo incrocio di vie d’acqua e terra. Ormai completamente rifatta in tutte le sue strutture, conserva preziose testimonianze, tra cui l’iscrizione sopra la porta sinistra della facciata che ricorda il Vescovo Giovanni I (metà sec. IX) e l’iscrizione sul bordo della vasca battesimale ad immersione conservata all’interno della chiesa, che ricorda il Vescovo Bono (seconda metà sec. IX).

La seconda cattedrale nel quartiere di “Castello”

In data 14 Marzo 863 il Pontefice S. Niccolò I concesse al Vescovo di Adria, Leone, alcuni importanti privilegi, tra cui la giurisdizione sulla contea di Gavello e la facoltà di ricostruire la sua chiesa distrutta dalle fondamenta (il documento originale è conservato presso la Biblioteca Nazionale di Monaco). Non è ben chiaro se la “distruzione” fosse intesa in senso materiale o spirituale. Tuttavia, un secondo documento pontificio, sottoscritto da Papa Giovanni X nel mese di Maggio 920, autorizza il Vescovo di Adria Paolo (della nobile Famiglia Cattaneo di Lendinara) a costruire per sua difesa un castello a Rovigo e, nel contempo, a ricostruire la chiesa adriese.

Mentre il castello di Rovigo risulta già operante nel 940, la Storia dice che la Cattedrale “Ecclesia Beati Petri”, fu riedificata soltanto nel 1067 a Nord del nucleo antico di Adria, nel luogo denominato “Castello”.

Si ha ragione di ritenere che questa chiesa sia stata consacrata nel 1184 dal Pontefice Lucio III. Tale supposizione è sostenuta sulla base di citazioni apparse sui verbali delle visite pastorali in tempi successivi (1422 e 1554)¹.

Dell’antica chiesa non è rimasta che una piccola abside, impropriamente definita “cripta”, con affreschi di apostoli. “In realtà non si tratta di una semplice cripta, ha spiegato il direttore dei lavori di restauro eseguiti per conto della Soprintendenza ai Monumenti nel 1976, ma dell’abside laterale sinistra di una chiesa molto più ampia”. In quella occasione, al livello del pavimento fu scoperta anche la mensa dell’altare con gli spazi per le reliquie.

Alla base degli affreschi fu inoltre scoperto lo zoccolo al quale venivano appoggiati i sedili per i presbiteri, senza tuttavia indicare lo spazio per la cattedra vescovile che, probabilmente, avrebbe dovuto trovarsi nell’abside centrale. Gli affreschi, ormai molto rovinati, scoperti nel 1830 durante lo scavo delle fondamenta per la nuova cattedrale, ricordano forme compatibili con la tradizione carolingia. Giovanni Lorenzoni (“La pittura medievale nel Veneto”) colloca i sei medaglioni raffiguranti gli Apostoli, al secolo X.

La terza cattedrale

Nel corso dei lavori eseguiti nel 1976, sotto il pavimento della vecchia cattedrale furono rinvenute molte tombe completamente vuote. Negli scavi, comunque, alla profondità di circa un metro e mezzo, sul lato sinistro, furono scoperte due basi di colonna in cotto appartenenti alla chiesa del 1463 ed altri elementi databili alla seconda metà del 1600 (pavimenti, muri, tombe, ecc.). Sull’area della chiesa millenaria, infatti, nel 1407 sorse la terza cattedrale, ampliata nel 1463 e nel 1628, riconsacrata dal Vescovo Savio nel 1644.

La cattedrale attuale

Sul finire del XVIII secolo la Magnifica Comunità Adriese, in accordo con la Fabbriceria, decise di avviare i lavori per la costruzione di una nuova e più ampia cattedrale. Infatti, ad oltre due secoli dal passaggio sotto Venezia, la città era notevolmente cresciuta nei commerci e nel numero degli abitanti e questo giustificava la nuova costruzione.

Con grande pompa, nel 1776, il Vescovo Speroni pose la prima pietra. Furono subito completati coro e crociera. Gli altri corpi di fabbrica (piedicroce, navate e cappelle laterali) furono portati a compimento dopo diversi decenni, nel secolo successivo. La consacrazione dell’intera opera avvenne oltre un secolo dopo, il 10 Settembre 1882, con l’intervento del Vescovo Apollonio.

L’interno è a tre navate. Nelle navate laterali sono stati ricavati otto altari.

La facciata ha una linea serena che rivela le belle proporzioni dell’insieme. Molte sono le opere di pregio artistico che abbelliscono i grandi spazi interni. Interessanti sono gli affreschi dell’abside, opera del muranese Sebastiano Santi autore, tra l’altro, delle tele che abbelliscono il transetto ed alcuni altari.

Sempre al Santi appartiene il ciclo pittorico che illustra i Misteri del Rosario, affrescati sulla parete d’appoggio dell’omonimo altare dedicato alla Vergine.

I recenti lavori di restauro

La “fabbrica” della cattedrale è stata, nel tempo, oggetto di restauri più o meno importanti. L’ultimo, molto consistente, si è concluso proprio in coincidenza con l’ingresso del Vescovo Mons. Soravito.

L’intervento si era reso necessario per pulire pareti e soffitti della costruzione più recente (navate laterali e navata centrale) ma, soprattutto, per far tornare a risplendere i cicli pittorici delle volte, eliminando l’umidità ascendente con l’impiego delle tecniche più aggiornate delle fibre di carbonio. I lavori sono stati eseguiti con competenza dalla ditta IAR, la stessa che ha restaurato la Basilica di San Marco a Venezia e la chiesa di San Francesco ad Assisi.

I lavori hanno interessato anche il settore elettrico con l’installazione di un moderno impianto d’illuminazione e amplificazione da parte della ditta Elettro System, specializzata in edifici di culto. Il costo complessivo di questi interventi ammonta a novecentomila euro elargiti da Fondazione Cariparo, Regione del Veneto e Ministero dei Beni Culturali.

I recenti interventi di restauro, che hanno reso più bella ed accogliente la cattedrale, hanno consentito di valorizzare ancor più il suo notevole patrimonio artistico. Specialmente quello di più recente acquisizione, come i dipinti raffiguranti i “Misteri della Luce” di Graziano Martini, di cui parleremo nel prossimo numero di questa rivista.

Mons. Lucio Soravito

Il nuovo Vescovo di Adria-Rovigo

Mons. Lucio Soravito De Franceschi è nato in montagna, a Mione Ovaro (Udine), nel 1939. Entrato in Seminario in giovane età, è stato ordinato sacerdote il 29 Giugno 1963.

La lunga esperienza pastorale non gli ha impedito di proseguire gli studi teologici conseguendo la licenza in Sacra Liturgia presso il Pontificio Ateneo “S. Anselmo” di Roma, Sezione staccata di Padova. Sempre a Padova, con il suo Predecessore mons. Bruno Mazzocato ha frequentato l’Istituto di Liturgia di Santa Giustina.

Nel 1988, ha conseguito la laurea in Teologia con specializzazione pastorale, alla Pontificia Università Salesiana di Roma. Successivamente, ha continuato la sua formazione catechetica approfondendo in particolare la riflessione sulla catechesi degli adulti, sulla formazione dei catechisti, sulla pastorale della Famiglia. Arciprete della cattedrale di Udine dal 1999, è stato eletto Vescovo della diocesi di Adria-Rovigo il 28 Maggio 2004. Ha fatto il suo solenne ingresso nella cattedrale ad Adria il 18 Luglio 2004 e nella concattedrale di Rovigo il 25 Luglio.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Aldo Rondina. “La cattedrale rinnovata”. Ventaglio Novanta, n. 30, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-cattedrale-rinnovata/

Pubblicità