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ARTEOGGI

Le sculture di Giampaolo Benazzo

Una vivace forza primordiale nelle opere dell’artista badiese

di Angioletta Masiero

Ventaglio Novanta n. 32 2006 pp. 87–90

E’ stato scritto che Benazzo, detto “Bai”, si pone come l’unico interprete della scultura primordiale polesana e, a riscontro di ciò, qualche tempo fa il comune di Badia ha allestito un’antologica con un centinaio delle sue opere, una grande mostra realizzata all’Abbazia della Vangadizza con successo.

Giampaolo Benazzo è nato a Bologna e, in seguito, ha operato a Milano dove è vissuto per 25 anni e ha ottenuto un buon successo come arredatore; si è trasferito poi a Padova dove è rimasto per altri vent’anni, quindi ha viaggiato in Belgio, Danimarca e Francia. Insomma ha percorso le vie del mondo animato dal desiderio di conoscere altre culture e tradizioni, prima di far ritorno a Badia, patria dei suoi genitori.

Benazzo, artista che “sfugge alle logiche accademiche, è uno spirito libero e tale vuole restare”, è stato scritto. Egli ha un’anima bohemien, dipinge e scolpisce con grande passione.

Assistito da fertile fantasia ed estro creativo è un artista completo che tralascia l’imitazione della realtà per esaltare allegorie e simbolismi; nel contempo riesce a rompere la fissità degli schemi con un alternarsi dinamico di motivi lineari e tondeggianti.

Bai, in molte sue opere, illustra l’irrisolto enigma del vivere e del morire. Escono così dal marmo punti interrogativi giganti, simbolici pendoli, sfere perfette, figure mitiche stilizzate, magici totem dalla straordinaria potenza espressiva e forza evocatrice.

Quando sono andata a visitare il suo laboratorio ed il deposito dove custodisce le sue cinquecento sculture in marmo rosa, azzurro, bianco, l’artista mi ha confidato: “Non basta scavare il marmo, lavorarlo; no, bisogna lasciar uscire la sua voce, dev’essere il marmo stesso ad esprimersi”. Nella profonda ricerca umana, dove l’ansia fuggevole della vita è il respiro di un attimo e tempo e spazio formano una sintesi quasi irreale, le sculture di Giampaolo raffigurano il mistero dell’esistere, il fluire cosmico, il mito ancestrale dell’uomo e del divino, il bisogno di comunicare e di rendere partecipe l’interlocutore, nella poetica di una comunione armonica di equilibri e di forme.

Scolpire il marmo è, per Giampaolo Benazzo, una esistenziale ricerca di vita. Egli passa con disinvoltura dalla scultura di genere classico (busti e nudi femminili) alla scultura primordiale, generata da ricerche e impulsi di grande intensità emozionale.

Osservatore attento, Giampaolo rappresenta la vita in tutte le sue forme: dai piccolissimi animali in marmo alle emblematiche figure di guerrieri antichi, a burattini tutti snodati, alle statue da giardino dalle forme più fantasiose. Anche l’elemento religioso compare di frequente tra i soggetti prediletti dall’artista che realizza originali crocefissi in marmo azzurro che ricordano le vaste profondità dei cieli e l’azzurra immensità dell’universo. Ogni sua opera è un’appassionata emozione, la percezione e la proiezione dei suoi stati d’animo.

Benazzo sa prendere contatto con un’energia primitiva che gli consente di creare forme proprie, dal fascino misterioso e antico. E’ stato scritto che le sue sculture ricordano un po’ i monoliti dell’ isola di Pasqua. Non trovo sia giusto affermare ciò in quanto Benazzo persegue da anni una sua ricerca emozionale e molte sue opere conservano una forma arcaica e primitiva del tutto originale, diluendosi in un’atmosfera più sognata che reale.

Le pupille di Giampaolo, tante volte, sembrano frugare oltre le nuvole, oltre i cieli per scoprire verità lontane, mondi sconosciuti. I suoi quadri e le sue sculture non sono legati ad un certo “periodo” o ad una certa “maniera”, ma rappresentano le pietre miliari di una strada percorsa con assoluto rigore espressivo.

La sintesi di contenuti si avvale della diretta e sofferta partecipazione del poliedrico personaggio che sa esprimere il travaglio esistenziale dell’uomo con un linguaggio artistico quanto mai efficace ed incisivo.

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Come citare questo articolo

Angioletta Masiero. “Le sculture di Giampaolo Benazzo”. Ventaglio Novanta, n. 32, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-sculture-di-giampaolo-benazzo/

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