Una delegazione di giornalisti, esperti di gastronomia, provenienti da tutta Italia, ha fatto tappa nel Delta del Po. Ad accoglierla, nella splendida cornice del Centro Visitatori di Ca’ Vendramin, oltre ai rappresentanti della stampa locale, i massimi vertici dell’Ente Parco nelle persone del commissario straordinario Luigi Migliorini e del direttore Stefano Danieli.
Grazie alla collaborazione del delegato locale Francesco Ferro, che a Rivà, con il fratello Dario, gestisce il ristorante-osteria-enoteca “La Taverna del Cavaliere”, l’associazione culturale, ricreativa e del tempo libero le “Terre del Gusto” ha individuato nel territorio dei nove comuni del Parco una zona da inserire nel circuito nazionale “per informare chi infoma”.
Tra le finalità dell’Associazione, che riunisce trecentocinquanta giornalisti tra stampa locale e nazionale, in primis quella di mirare alla salvaguardia di quelle terre che non conoscono le prime pagine dei giornali, dei territori cosiddetti “minori” (ma solo nell’immaginario della gente), delle produzioni nell’ombra e delle località poco conosciute. “La valorizzazione di un territorio – ha affermato Giorgio Della Barba, presidente dell’associazione – non passa attraverso la promozione di un singolo prodotto agroalimentare o di una sola manifestazione o realtà, ma tramite tutti i suoi aspetti: enogastronomici, culturali, storici, artistici, professionali e ambientali e si basa sullo scambio di comunicazioni e informazioni tra interruttore pubblico e privato”.
Altro tema su cui si è ampiamente discusso, quello riguardante la promozione delle produzioni tipiche, che può aver successo solo se essa percorre la strada della qualità. Tale programma di promozione deve essere ad ampio raggio, supportato da informazione e da iniziative che abbiano il carattere della persistenza, nell’ambito di un progetto chiaro e preciso. Tesi questa condivisa dall’avvocato Migliorini che, per la promozione e la valorizzazione del territorio deltizio, ancora una volta, e con ancora maggior convinzione, ha rilanciato l’idea della “Madia dei prodotti del Parco” iniziativa che, come assicurato dall’assessore regionale Isi Coppola, sarà finanziata dalla Regione, secondo quello che il progetto richiede.
“Noi vorremmo raggruppare – ha spiegato il commissario Migliorini – i prodotti più interessanti della nostra zona in modo qualificante e venderli come segni tipici di questa zona, fino ad arrivare alla catena dei supermercati e agli altri parchi a livello internazionale, senza soffocare nessun’altra iniziativa che sia di aiuto alla “Madia”. Un’idea vincente, a suo dire, che porterebbe il Parco del Delta e l’intero suo territorio ad allargare di molto i suoi confini e ad essere competitivo con altre realtà.
La pausa pranzo presso “La taverna del cavaliere” ha fatto conoscere e apprezzare piatti della cucina locale, dal sapore antico e dagli ingredienti che raccontano la storia delle genti del Delta: salami e coppe fatti in casa, risi e fasoi, cotechino e puré di patate, tortina di mele. La tappa nel Parco regionale Veneto si è conclusa, con ulteriori degustazioni nel corso di una visita a due aziende agricole locali: Tumiatti, ove vi si allevano maiali allo stato brado, e Ai Pavoni che produce ortaggi, frutta e verdura, miele e confetture.
Accanto a questa riuscita iniziativa è bene qui ricordare i progetti più significativi che stanno caratterizzando l’impegno del Parco Regionale Veneto del Delta del Po. Tra tutti di sicuro interesse è il “Coast to Coast”, realizzato nell’ambito del programma comunitario Interreg III A Italia – Slovenia, che vede l’Ente Parco coordinare e realizzare una serie di interventi, finalizzati a mettere a disposizione dell’informazione turistica le nuove tecnologie informatiche, a consentire un’adeguata fruizione turistica e a favorire la comunicazione, lo scambio, la mobilità e l’orientamento dei cittadini italiani e sloveni in diversi ambiti.
Se questo è il progetto più ambizioso messo in piedi in questi ultimi anni (con una dotazione di circa 7 milioni di euro), non meno interessante è il Progetto Wetlands, mirato a migliorare la gestione operativa delle zone umide e a rafforzare l’attenzione per lo sviluppo sostenibile, la gestione partecipata e la formazione di operatori. Anche in questo caso il Parco Regionale Veneto figura come capofila e coordinatore del progetto, che coinvolge il Parco Emiliano-romagnolo, la Regione Puglia, la Biosfera Naturale dell’Elba (Germania), l’Associazione per la Protezione della natura di Stobrawa (Polonia) e l’Agenzia di sviluppo economico locale di Shkodra (Albania).
Nell’ambito del programma comunitario Leader Plus, il Parco sta inoltre portando avanti una serie di progetti orientati alla valorizzazione del territorio e tra gli obiettivi anche la cooperazione tra le istituzioni venete ed emiliane per un rafforzamento dell’immagine del Delta in una logica interregionale.
Tutte queste iniziative non sono fine a se stesse, ma fanno parte di una precisa strategia per dare il traino alla crescita delle attività locali, per stimolare e diversificare l’offerta turistica nel territorio deltizio, per far capire che il Parco non è un “mostro” che impedisce tutto, ma un volano di sviluppo. Ci sono molti elementi di ottimismo, e l’impegno e il brio del neo eletto Commissario straordinario Luigi Migliorini che lo fanno sperare.
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Come citare questo articolo
Anna Volpe. “Una “Madia” per i prodotti del Parco”. Ventaglio Novanta, n. 32, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/una-madia-per-i-prodotti-del-parco/