Ondate di tinte calde, sensuali, che stimolano lo sguardo a vedere oltre le pennellate. Davvero coinvolgente si è presentato l’incontro con i quadri di Emanuela Ghianda, in arte Mimì che, all’inizio del nuovo anno, ha riempito di colore Sala Cordella ad Adria.
La personale, nel cuore della città, ha accolto centinaia di visitatori e raccolto consensi, conservati su un quaderno come premi preziosi per talento, capacità tecniche-artistiche, passione dell’artista. “Calore-Colore”, questo il titolo della mostra, ha avuto l’appoggio del comune di Adria con l’Assessore Giovanni Ferro e un forte sostegno di Leonardo Tiengo, scultore pittore, che ha apprezzato l’opera di Mimì.
La passione per la pittura è cresciuta con lei. Fin da piccola Emanuela Ghianda, ventenne di Adria, ha coltivato il suo hobby, che, dai lavori con pennarelli e matite per disegnare fumetti, si è trasformato nei ben più laboriosi quadri a olio su tela.
Autodidatta, la giovane pittrice si diletta con le tele in qualsiasi ora del giorno, talvolta su commissione ma spesso spinta dall’ispirazione.
“Di solito creo quello che il pubblico predilige. Ogni richiesta è ordine. Ma nulla è più appagante che essere libera da ogni vincolo, seguendo lo stimolo della fantasia. Ho frequentato alcuni corsi di pittura – spiega l’artista – dove ho appreso le tecniche base per svolgere al meglio i quadri”. Mimì ama Renoir, Van Gogh, Klimt, Monet. “Di quest’ultimo pittore ho letto numerosi libri – spiega -. Ho anche realizzato alcuni rifacimenti dei suoi quadri più famosi, tra cui ‘Il ponte sulle ninfee’”.
L’artista adriese, che in due anni e mezzo ha creato più di 300 opere, dona alle tele il fascino di luoghi dove non c’è posto per la freddezza dei sentimenti. I paesi caldi e le terre lontane la ispirano, materializzandosi in forme scure che sovrastano sfondi intensi, dove il rosso, l’arancio, il giallo danzano all’unisono creando atmosfere di intensa luce. Il sudore del lavoro e la povertà sono sensazioni di riflesso nelle immagini; scene in cui il nero delle sagome umane rimanda al mondo reale ritratto dalla Tv, dove, scalzo, il popolo del terzo mondo affronta ogni giorno la lotta per sopravvivere.
“Mi diletto in paesaggi, nudi femminili anche africani, rifacendomi alle immagini delle tribù Masai – sottolinea, appoggiando per un momento il pennello sul tavolo, vicino a colori a olio e tavolozza -. Ultimamente mi sono avvicinata allo stile africano, usando colori caldi, il giallo, il marrone e il rosso che amo particolarmente”.
Anche le immagini femminili appaiono tra i soggetti che Mimì preferisce: schiene morbide, volti di profilo, resi misteriosi da capelli che ondeggiano su fronti lisce. Sguardi abbandonati al sogno più che al sonno, corpi avvolti di veli che sfumano emozioni percepibili negli occhi chiusi ma in pose mai inanimate. Quella immortalata da Emanuela Ghianda è una donna, matura, romantica, consapevole della proprie potenzialità, di doti capaci di fare maliziosamente arrossire un uomo.
Tra i tanti quadri, custoditi con orgoglio nella propria casa, c’è anche “L’ombra della luce”, tela che ha conquistato il primo premio a un concorso di Aosta, lo scorso anno. Nel dipinto, una grotta lascia filtrare un chiarore che, espandendosi, va a riflettersi sull’acqua. “L’ispirazione parte da una semplice figura in cui inciampo con lo sguardo sfogliando libri o riviste – conclude Emanuela -. Non appena gli occhi captano un soggetto interessante, la mente si mette in moto: ciò che vedo è il punto di partenza per il quadro che non risulterà mai uguale all’immagine iniziale, ma ricco di particolari dettati dalla mia fantasia”.
Mimì, ha già in programma altre mostre. Dopo Venezia, alla Libreria Mondadori (S. Marco), Jesolo (Centro Polisportivo “Vestire Arte”), Bologna (Via Gramsci, Galleria Alessandra), raggiungerà l’Arte Expo di York.
La città americana, per lei, non è sconosciuta. “Ho già esposto nella grande mela – conclude con modestia – accanto a grandi artisti di fama mondiale. E’ stata un’emozione fortissima. Tra poco, uscirà una rivista che sarà distribuita in tutto il mondo, dove anch’io avrò uno spazio”.
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Come citare questo articolo
Elisabetta Zanchetta. “Mimì: calore e colore”. Ventaglio Novanta, n. 35, 2007. https://ventaglionovanta.it/archivio/mimi-calore-e-colore/