Il Polesine è un luogo di culto, storia, tradizioni, miti. Appare agli occhi dell’attento ricercatore come una tela di un pittore fiammingo, dove a ogni sfumatura o spicchio di luce si notano particolari che arricchiscono il quadro. Il viaggio alla scoperta della terra rodigina è stato promosso da “Itinerari del Sacro”, primo corso per volontari dei beni culturali ecclesiastici.
Promotori dell’iniziativa, sono stati la Diocesi di Adria-Rovigo, il Centro Turistico Giovanile “Gruppo Rovigoti”, il Cedi – Turismo & Cultura di Rovigo, con il contributo della Conferenza Episcopale Italiana. Negli incontri a cadenza settimanale che hanno coinvolto diversi luoghi sacri, si sono succedute (da dicembre 2006 ad aprile 2007) lezioni teoriche e pratiche con diversi docenti, abili nell’illustrare i tesori racchiusi in luoghi legati al culto e alla fede pregni di storia. Numerose le chiese visitate con vero interesse dai 50 partecipanti; e l’entusiasmo dei corsisti e degli organizzatori è stato espresso anche durante la giornata di consegna dei diplomi.
“L’unico modo per difendere un bene culturale è di catalogarlo – ha sottolineato durante la cerimonia di chiusura del corso Pier Luigi Bagatin, direttore della Biblioteca di Lendinara -. Attraverso questa esperienza ho piacevolmente notato la vostra attenzione e l’interesse per l’arte e la cultura”.
“Il corso in realtà è l’inizio di un’azione più complessa – ha aggiunto il presidente regionale del Ctg Giuseppe Marangoni -. E’ la prima esperienza in Polesine e grazie agli incontri ho conosciuto molte persone con cui poter instaurare un dialogo duraturo in materia. Gli iscritti, molto più numerosi del previsto, hanno dimostrato l’esigenza di conoscere oltre agli ambienti, ciò che vi è contenuto. Le chiese sono contenitori di storia e arte, segnano il percorso di una comunità”.
Monsignor Guido Lucchiari, consulente ecclesiastico nazionale del Ctg, ha raccontato come “l’idea del corso è nata per caso ma ha dato i suoi frutti. L’importane non è soltanto osservare opere d’arte ma divenire veri catechisti di esse, vedere non solo il tempo in sé ma ciò che lo adorna. Un proverbio americano – ha poi ricordato – consiglia che per capire da dove viene l’uomo occorre camminare con i suoi mocassini”.
Cristiano Fenzi, del Ctg provinciale, ha rimarcato “l’importanza dell’affabilità e della capacità di dialogo per ogni fascia d’età degli interlocutori, come anche l’attività di costante approfondimento e di ricerca per affinare la capacità di accoglienza, non per avere la pretesa di diventare professionisti etichettati”.
Infine, Monsignor Giorgio Seno, Direttore gruppo Beni Culturali della Diocesi di Adria-Rovigo ha notato come sia emersa e maturata nei corsisti una forte sensibilità verso il patrimonio studiato, premessa per un secondo corso a partire dall’autunno, in attesa dei contributi della Cei.
Durante il corso, le visite a Lendinara (chiesa della Madonna del Pilastrello, chiesa di S.Sofia, chiesa di S.Biagio), a Trecenta (chiesa di S. Giorgio e di S.Maurelio a Sariano), Rovigo (S. Francesco, S.Bortolo, Duomo), Fratta (chiesa dei santi Pietro e Paolo e di S.Francesco), Sariano (S.Maurelio), Trecenta (S.Giorgio), hanno raccontato la propria storia, dalla voce dei relatori Raffaele Peretto, Marco Maran, Ida Fuggetta, Don Alessio Cavallarin, Mons. Giulio Bernardinello, Don Carlo Santato, Leobaldo Traniello, Sergio Garbato, Pierluigi Bagatin, Maurizio Delibori, Don Ferdinando Salvan, Don Benedetto Ghinello, con la direzione di Donatella Girotto e del tutor Nicola Gasparetto, abile relatore preciso e semplice nell’esposizione.
Tra tutte le chiese visitate, ricca di particolare fascino si è presentata ai miei occhi quella rodigina di San Francesco, costruita alla fine del '200, ed interessante per le tracce dell'origine romanico-gotica. Venne realizzata per l'Ordine dei Frati Minori. Le si affiancò un convento, voluto per disposizione testamentaria da Obizzo II d'Este. In origine aveva una sola navata, coronata da una copertura lignea. La torre campanaria era inglobata nella struttura. Interessanti le tele di scuola ferrarese tuttora presenti, tra le quali ricordiamo la Madonna in trono tra S. Andrea e S.Pietro di Domenico Panetti, l'Apparizione dello Spirito Santo di Girolamo da Carpi, il Battesimo di Gesù del ferrarese Maestro dei Dodici Apostoli, San Francesco tra San Girolamo, San Giovanni Battista con la Madonna e il Bambino, del Bastianino. Sono presenti inoltre testimonianze di arte veneta: una Pietà intensamente drammatica dello scultore veneziano Tullio Lombardo, e un dipinto, la Madonna con Bambino e Sant’Antonio da Padova, attribuito a Giovanni Busi, detto il Cariani.
Alcune chiese, come quella del Pilastrello, a Lendinara, nascono da episodi legati a miracoli: si narra, infatti, che nel maggio 1509 l’abitazione di Giovanni Borezzo venne distrutta da un temporale; si salvò solo una statuetta in olivo della Madonna, ritrovata intatta su una siepe. Venne elevato un pilastrello votivo per sostenere la scultura. Durante i lavori per l’edificazione della cappella la sorgente d’acqua utilizzata dai muratori per ammorbidire la calce si tinse di rosso e mostrò benefici terapeutici. Così, la fonte fu incanalata e il luogo, protetto da tettoia, venne denominato ‘Bagno della Madonna’. Le proprietà miracolose dell’acqua crebbero la popolarità e la località divenne meta per malati ed infermi in cerca di guarigione.
Altri luoghi sacri, invece, propongono misteri ancora da svelare. Come quello degli affreschi ritrovati, per caso, nella chiesetta di Sariano. La chiesa di S. Maurelio fu ricostruita nel Cinquecento e all’interno nasconde un prezioso segreto: una cappella affrescata interessata a restauro. La Soprintendenza ai beni artistici si è impegnata, comunicandolo alla Curia, di recuperare gli affreschi lavoro iniziato già qualche anno fa e interrotto per mancanza di fondi. L’intervento, previsto per il 2007- 2009, dovrebbe finalmente approfondire gli studi per scoprire a quale famiglia di artisti di fine Trecento è da attribuire il colorato lavoro che affiora dal muro della piccola cappella adiacente l’altare maggiore.
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Come citare questo articolo
Elisabetta Zanchetta. “Itinerari del Sacro”. Ventaglio Novanta, n. 35, 2007. https://ventaglionovanta.it/archivio/itinerari-del-sacro/