La conoscenza degli astri a Rovigo può essere raggiunta non solo mediante l’osservazione del cielo stellato, ma anche all’interno di un particolare edificio, attrezzato per questa opportunità. Stiamo parlando del Planetario che, grazie ad un gruppo di appassionati astrofili, è stato realizzato nell’immediata periferia di Rovigo, all’interno della ex scuola elementare di Roverdicré.
Il planetario civico rodigino, intitolato a Claudio Tolomeo, insigne studioso dell’antichità e fine osservatore, uomo di potere ma anche noto geografo, è installato nella frazione di Rovigo dal 2003.
Su una cupola di sei metri di diametro vengono proiettate le stelle e i pianeti: è possibile seguire il loro spostamento sulla volta celeste, il tramonto del sole e le fasi lunari.
A causa dei movimenti di rotazione e di rivoluzione della Terra, a seconda delle ore della notte e del succedersi delle stagioni lo scenario cambia. E cambia ancora a seconda del punto di osservazione sulla superficie terrestre, con differenze notevoli soprattutto tra l’emisfero boreale e quello australe, a nord e a sud dell’equatore.
Con un po’ di attenzione è facile riconoscervi le costellazioni, dall’Orsa maggiore all’Orsa minore, con la Stella Polare, quella più vicina al polo nord celeste, da Pegaso al Cigno, da Andromeda a Orione. Minime conoscenze consentono di passare dall’una all’altra, per avventurarsi in un itinerario alla scoperta dell’universo.
Questo viaggio scientifico, elementare ma molto affascinante, è anche un percorso attraverso la mitologia antica, fatta di storie di giovani ragazze sacrificate a mostri marini, di cacciatori vanagloriosi e di bellezze rese immortali, raccontate da poeti e scienziati greci e latini.
“Ricucire lo strappo, prodotto dall’idealismo, tra arte e scienza – spiega Enzo Bellettato del Gruppo Astrofili Polesani – divulgando la conoscenza del cielo in modo semplice ma con rigore scientifico, è possibile”. La gestione del planetario, oltre a quella dell’osservatorio astronomico di Sant’Apollinare, è affidata al GAP, che organizza visite guidate per scolaresche (da un calcolo approssimativo arrivano oltre mille studenti all’anno), garantisce un’apertura mensile al pubblico, segnalata puntualmente sui quotidiani locali, ed assolve ad altre richieste per gruppi. “Molti di loro – osserva in conclusione Enzo Bellettato – hanno avuto rapporti più o meno profondi con il GAP, soprattutto prima di iniziare la loro carriera, e questo vuole essere un modo per riconoscere il valore del Polesine anche in campo scientifico”.
In alcune sale dello stesso edificio in cui è ospitato il planetario, è stata allestita un’interessante esposizione di strumenti astronomici e di orologi solari. Le meridiane romane, in particolare, sono state ricostruite sulla base di testimonianze scritte (importante soprattutto quella di Vitruvio) e archeologiche.
Il rinvenimento di un frammento nei pressi di Villadose ha consentito di riprodurre un antico emisferio. Dall’osservazione diretta del funzionamento di tali strumenti è possibile comprendere gli effetti più vistosi dei due principali movimenti terrestri, nozioni semplici ma fondamentali per uno studio più approfondito dei meccanismi del cosmo.
Nell’ex scuola di Roverdicrè accanto a questa esposizione vi è un’ampia sezione dedicata alla geologia, curata da un altro membro del GAP, Alberto Parri, con rocce, minerali, fossili, conchiglie e una collezione di sabbie provenienti da varie parti del mondo. Questo è il frutto di raccolte private, date in prestito, o di donazioni. La più recente in ordine di tempo è quella della dottoressa Silvia Semenghini, che ha raccolto campioni di sabbie con caratteristiche diverse, provenienti da molte spiagge italiane.
Se in futuro saranno rese agibili altre stanze dell’edificio, è in progetto una sezione dedicata all’evoluzionismo dell’universo e della Terra.
Nel frattempo il GAP organizza corsi di astronomia e geologia. In alcune circostanze il Gruppo astrofili polesani si avvale della collaborazione del “Teatro Amico” di Fratta Polesine, per presentare episodi mitici dell’antichità attraverso spettacoli di burattini, molto apprezzati dai bambini ma anche dagli adulti. “Anche il planetario – osserva Enzo Bellettato – è una sorta di teatro: il cielo è come un enorme palcoscenico su cui vengono proiettati i miti, ovvero il prodotto della psiche umana”.
Di vero interesse si presenta dunque l’attività svolta dal Gruppo Astrofili Polesani, per il quale questo è un anno particolare, caratterizzato dal raggiungimento del venticinquesimo di attività. Per l’importante anniversario saranno realizzate alcune iniziative di rilievo tra l’autunno di quest’anno e la primavera del prossimo. Nello specifico si punterà su un ciclo di conferenze, che vedranno come relatori astronomi, docenti universitari e ricercatori che operano in Italia o all’estero ma tutti di origine polesana. “Molti di loro – osserva in conclusione Enzo Bellettato – hanno avuto rapporti più o meno profondi con il GAP, soprattutto prima di iniziare la loro carriera, e questo vuole essere un modo per riconoscere il valore del Polesine anche in campo scientifico”.
Il Planetario “Claudio Tolomeo”
Il Gruppo astrofili polesani è nato 25 anni fa, nel 1982. A dieci anni di distanza da questa data, nel 1992, è stato inaugurato un primo modello di planetario, denominato “Il Gira-Sole”, costruito dai volontari del GAP e reso accessibile al pubblico, coerentemente con la finalità del Gruppo di divulgare il sapere scientifico.
L’attuale strumentazione è stata messa a disposizione dal Comune nel 1996 e installata per alcuni anni in una stanza della Scuola media “Riccoboni” di via Marconi. Dal 2003 ha trovato una sistemazione più comoda a Roverdicré, in via Pozzato, nello stabile che un tempo era stato destinato a scuola elementare.
Una pista ciclabile, in via di ultimazione, collegherà la frazione di Rovigo al quartiere di San Pio X e consentirà di raggiungere anche il planetario più facilmente in bicicletta o a piedi. Per chi preferisce l’uso delle quattro ruote, di fronte al Planetario
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Come citare questo articolo
Mattia De Poli. “In visita al Planetario”. Ventaglio Novanta, n. 36, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/in-visita-al-planetario/