Alle tradizionali porte storiche, che da sempre collegano il nucleo della città con i centri circostanti più o meno lontani, da alcuni mesi si è aggiunta a Rovigo una nuova porta che mette in collegamento la cittadinanza con luoghi particolarmente remoti, e prevalentemente per ora irraggiungibili, che riescono tuttavia a riempirci di curiosità e di emozioni.
Questa nuova porta, aperta nella frazione di S. Apollinare, nei pressi dell’Istituto Agrario Statale, consiste in un osservatorio astronomico grazie al quale ognuno potrà imbarcarsi in uno straordinario viaggio di esplorazione verso mondi lontani, di difficile percezione, di incerta conoscibilità, ma di entusiasmante presenza negli interessi dei nostri giorni. Le asperità del suolo roccioso della Luna, gli spettacolari anelli di Saturno, le evanescenti nebulosità di Orione, i satelliti medicei che trottolano intorno a Giove, le remote vastità della galassia di Andromeda, le cangianti macchie scure sulla superficie brillante del Sole (le “cicogne”, secondo gli antichi astronomi della Cina); tutto questo sarà ora direttamente raggiungibile tramite quei 700 centimetri quadrati di alluminio riflettente che costituiscono la pupilla del telescopio principale dell’osservatorio.
L’attività scientifica e osservativa che alcuni soci svolgono nell’osservatorio costituisce solo una piccola parte del programma culturale del Gruppo Astrofili Polesani. Molte energie sono riservate alla divulgazione affinché un numero sempre maggiore di persone (soprattutto studenti) possa avvicinarsi con sistematicità e consapevolezza a questa scienza così antica e insieme così attuale.
Le modalità utilizzate a questo scopo sono molteplici. Nei suoi dieci anni di attività il Gruppo Astrofili Polesani ha prodotto una quantità di strumenti e di sussidi per la divulgazione, per cui si ritiene oggi in grado di rispondere alle varie richieste che possono venire dal mondo della scuola, dai vari gruppi e associazioni culturali, dal vasto mondo degli appassionati.
Quali sono, dunque, i luoghi privilegiati per la conoscenza dell’astronomia in Polesine?
Innanzitutto, l’osservatorio, sorto a partire da un vecchio e malandato edificio rurale ora completamente rinnovato e ristrutturato dall’Amministrazione Provinciale che ha dimostrato, con questa decisione, di essere attenta alle esigenze culturali di una società avanzata, mettendosi così alla pari con le migliori analoghe iniziative nazionali ed europee. La gestione dell’osservatorio è stata affidata dall’Amministrazione Provinciale al Gruppo Astrofili Polesani, in grado di fornire tutta l’attrezzatura scientifica e didattica e garantire sia l’apertura settimanale al pubblico, sia il servizio di visite guidate per scolaresche e gruppi.
L’edificio dell’osservatorio comprende una saletta dove i visitatori possono essere intrattenuti con proiezioni di diapositive o con altri strumenti e modellini, come introduzione alla visita o per rispondere alle immancabili domande e curiosità. Al piano terra trovano posto anche un piccolo laboratorio fotografico e un altro laboratorio per l’elettronica e l’informatica necessarie al funzionamento del telescopio che si trova invece ospitato sotto la cupola al primo piano. Esso poggia su un pilastro di cemento armato che ne garantisce una buona stabilità.
Il telescopio costituisce il cuore di un osservatorio, e sono proprio le sue caratteristiche a determinare il livello e la validità delle osservazioni e delle ricerche eseguibili. Confrontato con il diametro di una pupilla umana (circa 6 mm) vediamo che il telescopio di S. Apollinare, con un obiettivo del diametro di 300 mm., è cinquanta volte più grande. La sua apertura, cioè il foro attraverso il quale può passare la luce dei corpi da osservare, è dunque 2500 volte maggiore. Con questo telescopio, pertanto, i nostri occhi possono percepire oggetti 2500 volte più deboli di quelli che possiamo vedere senza telescopio. Si apre, così, un panorama veramente molto vasto, sia nell’osservazione dei pianeti che nell’esplorazione delle più deboli nebulose, delle lontane galassie.
Uscendo dal locale cupola si accede ad un’ampia terrazza dove la vista del cielo nella sua interezza, dopo la visione approfondita ma molto ristretta del telescopio, riapre lo stimolo alla fantasia, e allora si ricercano le costellazioni, e riemergono gli antichi miti di Ercole, di Berenice, dei due Gemelli legati da tanto amore fraterno da superare il naturale orrore della morte, e poi il rossore sanguigno di Marte, e lo splendore serotino della dea che protegge gli amanti.
Dall’intero orizzonte che scorre intorno alla terrazza lo sguardo può elevarsi fino a scovare la grande Orsa, e quindi la Polare, e poi ancora giù al punto cardinale Nord, e poi gli altri punti cardinali, e tutta la rosa dei venti. Dalla terrazza sembra così di dominare l’intero cielo dal centro dell’universo, rinnovando così la superba e ingenua illusione dell’uomo antico.
La stessa illusione viene rinnovata sotto il cielo artificiale del planetario. Si tratta di una struttura didattica ospitata presso la Scuola Media “Riccoboni”, costituita da una cupola di poco più di tre metri con un proiettore autocostruito dal Gruppo Astrofili Polesani, in attesa dell’attivazione del più grande planetario comunale, dono della Cassa di Risparmio, che per disguidi, o incuria degli amministratori, da ben quattro anni giace inutilizzato. Anche se più piccolo, il planetario del Gruppo Astrofili permette un’adeguata divulgazione dell’astronomia, che continua ad attirare centinaia di studenti e di visitatori.
Nel planetario i movimenti, le posizioni, le configurazioni degli spazi, grazie all’artificio delle macchine e alle spiegazioni dello speaker, acquistano la chiarezza dei concetti ben compresi e facilmente possono poi venir riconosciuti nel cielo vero. Si ricostruisce così quell’antico rapporto fra il mondo dell’uomo e quello delle cose celesti che la nostra civiltà, troppo attenta alla concretezza degli sviluppi economici, ha sdegnosamente accantonato, delegando a professionisti superspecializzati il compito di studiare il cielo, e a giornalisti spesso poco informati il compito di parlarne alla gente.
Le due strutture che il Gruppo Astrofili Polesani ha realizzato sono state pensate invece proprio per fare una corretta divulgazione e per dare a chiunque la possibilità di un incontro diretto con quelli che molti chiamano i misteri del cielo, e che invece sono semplicemente un appassionante campo di conoscenza e di esperienza alla portata di tutti.
E a tutti, allora, appuntamento all’Osservatorio “Vanni Bazzan” e al Planetario “Il Gira-Sole”.
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Come citare questo articolo
Enzo Bellettato. “L’attività del Gruppo Astrofili Polesani”. Ventaglio Novanta, n. 7, 1993. https://ventaglionovanta.it/archivio/lattivita-del-gruppo-astrofili-polesani/