Per i più, la giostra è solamente un prodotto legato all’immaginario infantile o un’attrazione di cui fruire occasionalmente. Così non è, invece, per tre comuni dell’Alto Polesine che basano una buona fetta della loro economia sulla costruzione delle giostre o, per usare un termine tecnicamente più appropriato, degli spettacoli viaggianti.
Il triangolo di produzione è costituito dai comuni di Bergantino, Melara e Castelnovo Bariano: insieme formano uno dei poli più importanti d’Italia. Altre zone che vedono un’alta concentrazione di questa particolare attività si trovano nel vicentino-trevigiano e a Reggio Emilia.
Le aziende capofila, alle cui dirette dipendenze si trovano complessivamente circa 200 lavoratori, sono una decina, ma occorre tener conto di un vivacissimo indotto formato da piccole imprese artigiane produttrici di componenti e fornitrici delle aziende principali. A completamento del quadro vanno menzionati anche coloro che costruiscono le cabine e le “case” (le cosiddette carovane) per chi viaggia con le giostre; in tutto, una trentina di ditte con un altro centinaio di addetti. Si tratta di numeri veramente notevoli per comuni di poche migliaia di abitanti, che danno l’idea dell’importanza di questo particolare settore produttivo.
Nella zona esiste anche una lunga tradizione di spettacolisti viaggianti (i giostrai) che girano le piazze di tutta Italia portando, oltre al divertimento, anche la tecnologia e il lavoro che stanno dietro a un’attrazione di questo tipo. È interessante notare come veramente si realizzi e compiutamente si chiuda, in questi tre piccoli comuni, il circuito che va dalla progettazione-costruzione della giostra fino alla fruizione della stessa da parte del pubblico. A questo punto si può facilmente comprendere perché sulla strada statale altopolesana campeggi, alle porte del paese, il cartello con scritto “Bergantino centro della giostra”.
Pioniere di questa particolarissima attività è stato, negli anni ’40, Albino Protti di Bergantino, che avrebbe depositato addirittura il brevetto per la costruzione della prima giostra aerea a livello mondiale. Nate come imprese individuali, le prime aziende producevano giostre di piccole dimensioni, con movimenti semplici del tipo giostre a catena, giostre a cavalli, ecc..
Verso la fine degli anni ’70, le imprese operanti nel settore hanno avuto una svolta decisiva: l’affermazione del consumismo, portando con sé il bisogno di divertimenti e di emozioni nuove e sconosciute, ha favorito una fase di espansione della capacità produttiva e della gamma dei prodotti. Si è così registrato un miglioramento qualitativo notevole, grazie allo stimolo proveniente dalla Germania e dagli Stati Uniti di giostre nuove con movimenti più complessi ed emozionanti. La tendenza degli ultimi anni è per la specializzazione del tipo di attrazioni costruite (per bambini o adulti, di dimensioni piccole o medio-grandi), per l’innovazione (ricerca tecnologica e design) e per la particolare assistenza offerta alla clientela.
Le vendite riguardano essenzialmente il mercato europeo, statunitense, nordafricano e arabo, ma giostre “polesane” si trovano un po’ in tutto il mondo. Fiore all’occhiello della produzione locale è un’attrazione denominata “giant wheel” (ruota gigante), costruita dalla Far Fabbri Srl di Bergantino: si tratta della più alta ruota al mondo poggiante su semirimorchi; in pratica è la più grande ruota panoramica predisposta per gli spostamenti (a differenza di quelle progettate per parchi fissi).
“Space loop”, “Crazy dance”, “Superorbiter”, “Challenger”: sono gli inquietanti nomi dati alle più recenti creazioni. Si tratta di giostre sofisticate, ad alta tecnologia e del valore di centinaia di milioni, che possono simulare l’avvitamento di un aereo o un viaggio nello spazio. Chi supera le prestazioni fornite da queste attrazioni può tranquillamente ambire ad un futuro da astronauta, subendo sollecitazioni uguali ai test richiesti dalla NASA agli aspiranti piloti.
A conferma della peculiarità che riveste la zona bergantinese nel campo dello spettacolo viaggiante, è stato inaugurato lo scorso novembre, presso il restaurato Palazzo Strozzi, il Centro di Ricerca e di Documentazione dello Spettacolo Popolare. Inoltre è in costruzione l’edificio polifunzionale che ospiterà il centro di ricerca e promozione della giostra. Questa, insieme ad altre espressioni spettacolari, sarà così oggetto di studio e valorizzazione. Addirittura – ma questo è un progetto a lunga scadenza – dovrebbe sorgere in zona artigianale un parco giostre d’epoca dove grandi e piccoli potrebbero fruire direttamente di queste macchine del divertimento, patrimonio, oltre che economico, di inestimabile valore sociale e culturale.
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Come citare questo articolo
Simone Valeri. “La giostra”. Ventaglio Novanta, n. 7, 1993. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-giostra/