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ARTEOGGI

I paesaggi vitali di Marisa Panin

Opere ispirate alla natura, caratterizzate da una particolare forza cromatica

di Luana Zanellato

Ventaglio Novanta n. 37 2008 pp. 110–111

Il bisogno di cogliere gli aspetti più inafferrabili e indefinibili del mondo naturale, i suoi colori, le sue luci fuggevoli, di fermare il tempo e imprimerlo su un materiale per consegnarlo agli altri è una forza che gli artisti sentono emergere dentro di sé e che li spinge a creare opere d’arte. E’ cominciata così anche l’attività della pittrice villadosana Marisa Panin, che dieci anni fa ha avuto l’idea di esprimersi attraverso il canale rappresentativo dell’arte visiva. Dopo aver provato a stendere i colori sulle prime tele e aver visto che le tinte le venivano facili, ha perfezionato la sua tecnica tramite la frequentazione di corsi tenuti da pittori locali, quali Mario Secchiero e Loris Rossi. Poi la decisione di proseguire da sola, dopo che il professor Secchiero le aveva detto che “la sua forte personalità deve trovare libera espressione”, perchè i soggetti delle sue opere sono “rielaborati, arricchiti di significato e filtrati attraverso una forte varietà emotiva”. Numerose le sue esposizioni e la partecipazione a mostre collettive per lo più nella provincia di Rovigo. Tra queste da ricordare la mostra a Ca’ Patella di Villadose, nell’ambito delle iniziative per la festa del patrono San Bartolomeo e quelle presso il Circolo Arti Decorative, nel Palazzo della Gran Guardia e in Pescheria Nuova a Rovigo. I quadri realizzati in questi dieci anni superano il centinaio e molti si trovano ora nelle abitazioni di appassionati di arte, di esercizi commerciali, di ristoranti e locali pubblici, ma anche nelle case di gente non esperta, che apprezza però lo stile di Marisa Panin, molto adatto all’arredamento delle case moderne. Con una certa soddisfazione

Ventaglio 37:170×240 V37

5-06-2008

16:07

Pagina 111 ci confida che una sua opera si trova addirittura in Australia, a Melbourne. Numerose anche le partecipazioni ad iniziative di beneficenza, in occasione delle quali la pittrice realizza tele di grandezza ridotta, adornate di cornici create da lei stessa con tecniche e materiali diversi. Dai suoi quadri emergono determinazione ed energia istintiva, che la portano spesso ad abbandonare i canoni della pittura tradizionale per creare opere originali e trasgressive. Tralasciando la rappresentazione perfetta della realtà, cerca infatti di imprimere nella tela sentimenti ed emozioni per poi trasmetterli all’osservatore. Specializzata nell’utilizzo dei colori acrilici e nell’impiego della spatola, non disdegna gli acquerelli e altre tecniche moderne. I colori usati, quali rosso, giallo, blu, sempre forti e intensi, concorrono a delineare figure marcate ma nello stesso tempo indefinite, realizzate senza un disegno preliminare, che lasciano spazio all’immaginazione di chi guarda e alla sua capacità di rielaborarle, di capire l’artista e di immedesimarsi. Di tutte le sue creazioni il filo conduttore è sempre lo stesso: la natura, che si rivela affascinante, misteriosa, ricca di significati, per chi ha tempo di guardarla con attenzione e di soffermarvisi, abbandonando per un momento il vivere quotidiano e i ritmi stressanti del mondo moderno. “A volte mi basta gettare lo sguardo fuori dalla finestra, a qualsiasi ora del giorno – ha spiegato – e, anche se il panorama è sempre lo stesso, la visione cambia, le stagioni ogni anno creano vedute diverse, sfumature nuove e paesaggi sconosciuti”. Protagonista dei suoi quadri è dunque la natura del Polesine, esaltata da rossi tramonti che “incendiano” l’acqua salmastra della laguna, oppure animata dai gabbiani che toccano il cielo, o ancora caratterizzata dai brulli paesaggi di campagna che nella stagione invernale si confondono con la bruma del mattino. Scorci a volte malinconici ed altre volte carichi di vitalità, tutti comunque pervasi da un senso di serenità, di immediatezza, di libertà.

L’artista ci confida che le prossime opere che ha intenzione di realizzare avranno un soggetto nuovo: il mondo di una volta, il mondo dei contadini, dei piccoli artigiani e delle persone che vivevano nei paesini della nostra provincia. Rimaneggiando le foto grigie e consunte che sono giunte fino a noi, Marisa Panin proporrà il passato visto da una nuova prospettiva e lo rielaborerà nel suo originale linguaggio.

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Come citare questo articolo

Luana Zanellato. “I paesaggi vitali di Marisa Panin”. Ventaglio Novanta, n. 37, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-paesaggi-vitali-di-marisa-panin/

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