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MUSICA & TEATRO

Un teatro in crescita

di Sofia Teresa Bisi

Ventaglio Novanta n. 37 2008 pp. 112–113

Si è conclusa il 13 aprile scorso la Stagione Lirica e di balletto numero 192 del Teatro Sociale rodigino, la terza “costruzione monumentale” ideata e fortemente voluta dal Maestro Marcello Lippi, sovrintendente e direttore artistico, che già guarda al 2009 con grandi progetti. Dall’inizio del suo incarico nel capoluogo polesano, il suo impegno instancabile è stato volto a inserire la città di Rovigo in un circuito artistico nazionale e internazionale di coproduzioni e scambi, creando dei cartelloni con un numero di titoli più che triplicato rispetto al passato.

“La mia condotta – ha affermato il maestro Lippi – si è posta l’imponente obiettivo di avere in città grandi titoli e interpreti, stagioni ricche e lavoro per almeno 11 mesi l’anno per tutti i collaboratori del teatro. L’unica strategia possibile, con una somma annua a disposizione di circa 900.000 euro, è stata quella di avviare progetti con gruppi di teatri partner, per esportare e accogliere spettacoli in coproduzione. Anche per la stagione che si è conclusa posso parlare di un bilancio positivo da tutti i punti di vista, nonostante gli ultimi cartelloni siano stati sempre più difficili da portare a compimento, a causa dei vistosi tagli ministeriali e degli imprevisti, che incombono minacciosi fino all’ultimo momento su ogni produzione. Ogni partner, infatti, può creare enormi difficoltà a tutti gli altri se si ritira dall’iniziativa dopo avervi aderito”.

Difficoltà queste ben conosciute dagli organizzatori, ma raramente percepite dai fruitori del teatro, per cui nel bilancio della stagione numero 192 si devono ascrivere poche lamentele e tanti consensi. E un duplice risultato: uno di immagine sulla scena nazionale, giacché il Teatro di Rovigo ora è molto più conosciuto ed apprezzato di prima nel resto di Italia e all’estero; un secondo di rafforzato legame con gli spettatori, grazie agli undici spettacoli proposti che da una parte hanno accontentato l’affezionato pubblico dei melomani, dall’altra hanno inteso soddisfare le esigenze dei più giovani, non trascurando di rendere omaggio a Carlo Goldoni ed infine portando qualche ventata di novità. Ed il pubblico, dal canto suo, ha accolto con crescente favore l’aumento delle rappresentazioni, facendo registrare spesso il tutto esaurito.

Anche il balletto, con una programmazione curata interamente da Claudio Ronda, presidente dell’Associazione Balletto “Città di Rovigo”, ora è uno stabile punto di riferimento per appassionati e addetti ai lavori. Sono stati molto applauditi “Lo Schiaccianoci” di Ciaikovski e il Gran Gala della danza che ha chiuso l’intera stagione. Molte polemiche, forse indotte dalla tipologia dello spettacolo, ha invece fatto registrare “Barbablù”, la prima rappresentazione assoluta della truce vicenda di Perrault.

Un grande successo operistico ha caratterizzato l’apertura della stagione: il nuovo allestimento dell’ “Andrea Chénier” di Umberto Giordano ha infatti riscosso il favore del pubblico e della critica, accostando grandi nomi del panorama lirico italiano con giovani talenti emergenti. Consensi si sono registrati anche per “Il Campiello” di Ermanno Wolf Ferrari, con libretto tratto dall’omonima celebre commedia di Carlo Goldoni, nonostante vari problemi sorti prima della rappresentazione: è andato in scena in extremis tra enormi difficoltà e problemi di budget, superati grazie ad una sorta di gara di solidarietà per organizzare un cast di professionisti in pochi giorni, per evitare di cancellare il titolo all’ultimo momento, poiché non sono andate in porto le collaborazioni preventivate. Nonostante le scene scarne e il coro mediocre, il pubblico ha apprezzato i protagonisti tanto da chiedere il bis dell’ultima aria.

“Aida” di Giuseppe Verdi, il grande sforzo del Sociale, è stata ripresa su richiesta dell’Associazione Rimini in Musica e per volontà del maestro Lippi, che ha inteso recuperare il materiale scenografico inutilizzato. Ha riscosso molti più favori che critiche, e soprattutto sta facendo ancora parlare di sé, creando un importante indotto per la città e il suo prestigio.

“Macbeth” di Giuseppe Verdi ha chiuso le “grandi” produzioni rodigine con un buon successo soprattutto dei protagonisti, che hanno realizzato in pieno il dramma voluto dal compositore.

Ha invece acceso discussioni “Salome” di Strauss, per alcuni anacronismi e per scelte davvero crude, come il nudo in scena. Nonostante ciò pare che la collaborazione con il Teatro Nazionale dell’Opera di Belgrado sia in grado di offrire alla nostra città produzioni di buon livello e a prezzi contenuti.

Applaudite da un pubblico non particolarmente numeroso l’opera “Tutti in maschera” di Carlo Pedrotti, che ha confermato la positiva collaborazione con il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona, e “La Cecchina” di Niccolò Piccinni, portata in scena solo per le scuole nell’allestimento del Teatro La Fenice di Venezia, mentre l’unico titolo rimandato a data da destinarsi è stato “Il mondo della luna”, un libero adattamento dell’opera di Baldassarre Galoppi e Carlo Goldoni, uno spettacolo con marionette fuori abbonamento, che forse sarà proposto in autunno.

Va infine citata la lodevole l’iniziativa “Operart, Bambini all’opera”, un servizio di laboratori e percorsi creativi dedicato ai bambini dai 5 ai 10 anni, ispirato alle opere in programma.

Si tratta dunque di iniziative apprezzabili, che hanno fatto crescere negli ultimi anni l’importanza del Teatro Sociale di Rovigo, il quale è stato anche inserito nel progetto “Opera Europa”, di cui il Maestro Lippi è responsabile e che crea collaborazioni tra molti teatri, che mettono in comune le proprie risorse. Può quindi accadere di ospitare a Rovigo prove di spettacoli che poi andranno in scena in altre città, come di prestare attrezzature e personale, condividendo mezzi e risorse importanti per ottimizzare la gestione delle risorse.

Il teatro rodigino fa inoltre parte di un programma di collaborazione regionale che si intitola “Lirica Veneto”, che crea relazioni stabili e proficue con le città di Treviso, Padova e Bassano.

Tutto il lavoro svolto per creare delle partnership sta producendo effetti molto positivi: “Aida” è andata in scena al Palafiera di Rimini; sarà in giugno a Savona, in gennaio 09 a Novara, in febbraio 09 a Mantova e Livorno; “Andrea Chenier”, dopo le rappresentazioni di febbraio a Trento e marzo a Livorno, sarà in ottobre a Nizza; Salome è stata rappresentata a marzo a Ravenna. Si sta lavorando per portare “Nozze di Figaro” al Teatro Olimpico di Vicenza e ad Alicante; “Traviata” sarà in dicembre a Bassano e Padova; “Turandot” andrà in scena in dicembre a Bolzano, in febbraio e giugno 2009 a Trento e Savona. E per il prossimo anno i propositi sono più ambiziosi che mai, a partire dai due titoli più importanti del cartellone della Stagione Lirica e di balletto numero 193: “Turandot” di Giacomo Puccini e “Traviata” di Giuseppe Verdi.

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Sofia Teresa Bisi. “Un teatro in crescita”. Ventaglio Novanta, n. 37, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/un-teatro-in-crescita/

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