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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Le radici della Comuna

E’

di Carlo Alberto Rossi

Ventaglio Novanta n. 37 2008 pp. 160–161

quello della riscoperta delle proprie radici un tema che desta sempre più interesse, nella consapevolezza dell’arricchimento che giunge a noi, uomini del terzo millennio, dal riscoprire il valore di importanti tracce della nostra storia. Ciò è tanto più vero quanto più una comunità si riconosce in episodi significativi del proprio passato. E il paese di Grignano, molto più di altri, ha motivo di ricordare le proprie origini ed in particolare il momento fondante della propria realtà storica, la cui genesi è legata alla bonifica di un vasto territorio paludoso, cui seguì la distribuzione delle terre ai capifamiglia impegnati nell’opera di redenzione. L’assegnazione degli appezzamenti avvenne mediante un’importante cerimonia, celebratasi nel 1454. Da allora ogni quinquennio, il 21 marzo, presso il “Pavajon”, edificio simbolo della comunità di Grignano, avviene la redistribuzione dei terreni. Un momento questo che, nel corso del tempo, aveva perduto parte del suo importante significato, che lo scorso anno si è voluto rinvigorire dando vita ad una animata rievocazione storica. E ciò con l’obiettivo di ricordare la nascita della Comuna nel 1454, allorché la cerimonia dell’assegnazione degli appezzamenti, “le comune”, fu presieduta dall’Abate di Pomposa, la storica abbazia che si era fatta promotrice dell’iniziativa di bonifica. Nell’occasione, a scendere in campo, non sono stati solamente gli Antichi Beni Originari, istituzione che da oltre mille anni detiene legalmente la conduzione dei terreni di origine benedettina, ma le varie associazioni di volontariato e del tempo libero operanti nel territorio, quali il Circolo NOI, la Polisportiva e l’AUSER. Queste associazioni hanno offerto la

A Grignano, suggestiva rievocazione storica per ricordare la prima distribuzione dei terreni avvenuta nel 1454

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5-06-2008

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Pagina 161 loro collaborazione per rendere maggiormente integrata con la Comunità tale singolare tradizione, unica in tutto il Polesine ed il Veneto. Le esperte sarte e cucitrici del Circolo AUSER si sono cimentate in una interessante ricerca dei costumi medievali, orientate in questo dal sottoscritto e sollecitate dalla loro presidente Signora Maria Grazia Ferro. Sono alla fine riuscite a confezionare, molto fedelmente, una settantina di costumi dei villici e dei monaci del XV secolo, per rievocare l’investitura enfiteutica del 1454. Compiuta l’estrazione delle 354 “comune” sotto la loggia del Pavaion, ecco prendere vita la ricostruzione storica con l’uscita dalla Chiesa, al suono delle campane a festa, del gruppo dei monaci col loro Abate, preceduti da paggetti e seguiti da contadinelle, diretti solennemente verso la piazza principale dov’era stato allestito un rustico Pavaion di cane e frasche, ad imitazione dell’originale. Ad attendere il corteo c’erano circa settanta figuranti, mentre il presentatore Renzo Rizzieri, curiosamente travestito da losco brigante d’epoca, descriveva le varie sequenze della manifestazione, alla presenza di un folto pubblico attento ed estasiato per la sorprendente novità. L’Abate di Pomposa, egregiamente interpretato, ha letto sotto il rustico Pavaion la sintesi dell’investitura del 1454, con la quale i Padri Benedettini concedevano in enfiteusi ai primi abitanti del luogo una “valle pescareccia” da bonificare, più alcune “pezze di terra prativa, saliciva e vignata” dette “Le Rotole” e “l’Arzinello”, dietro la corresponsione di un modico canone ventinovennale. Dopo la solenne lettura dei cognomi delle diciotto famiglie originarie, i figuranti sfilavano per le vie del paese, fra gli applausi della folla, e la Polisportiva offriva un rinfresco a base di cibi tradizionali dentro la cinta del Pavaion ripulito a festa. L’entusiasmo e l’ammirazione per l’evento sono stati tali che l’iniziativa è stata ripetuta, seppure con qualche aggiornamento ed uguale successo la domenica pomeriggio del 12 agosto, in occasione dei festeggiamenti dell’Assunta e, siamo certi, verrà ripresa quanto meno ogni quinquennio, al ripetersi della cerimonia della distribuzione degli appezzamenti rurali.

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Come citare questo articolo

Carlo Alberto Rossi. “Le radici della Comuna”. Ventaglio Novanta, n. 37, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-radici-della-comuna/

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