Ad un anno dalla morte del suo fondatore, l’Abbé Pierre, la Comunità Emmaus di Fiesso Umbertino, ha voluto ricordare – con una mostra allestita nella sala della Pescheria Nuova di Rovigo – il carismatico personaggio che ha proposto al mondo un modello di vita basato sull’autentica carità. Un modello che, partito dalla Francia, si è diffuso in quattro continenti del mondo, dando vita a 327 gruppi membri, impegnati per la giustizia e il sostegno ai più disagiati.
In Italia Emmaus è costituita da dieci comunità, una delle quali ha trovato dimora a Fiesso Umbertino, grazie ad un lascito che ha destinato ai seguaci polesani dell’Abbè Pierre la settecentesca villa Colognesi. Si tratta di una Comunità di accoglienza, attiva dal 1997, dove trovano rifugio persone con problematiche e disagi diversi: alcool, famiglia, carcere, mancanza di fissa dimora. Giovani e meno giovani e tra loro anche donne. Diseredati dalla vita che si mantengono con il lavoro basato sulla raccolta, selezione e vendita di materiale usato. Persone uscite dal circuito assistenziale e in grado di portare solidarietà ad altre persone in difficoltà sia nell’ambito della provincia in altre parti del mondo.
“Non gettare il tuo cuore tra i rifiuti” è lo slogan che campeggia sui foglietti che periodicamente vengono distribuiti a Rovigo e nei comuni polesani per sollecitare la gente a non gettare le cose rotte o considerate inutili, indumenti compresi, ma a donarle a chi può ricavarne qualcosa sistemandole e mettendole in vendita a prezzi molto bassi. Mobili, elettrodomestici, oggettistica e molto altro vengono offerti nei mercatini organizzati il giovedì e sabato e ogni seconda domenica del mese presso la sede di Fiesso.
E’ Angela Pasini, rappresentante della Emmaus di Fiesso e presente all’apertura della mostra, a fornirci le cifre che caratterizzano la comunità polesana: in un anno vengono mediamente rivalorizzati 60.500 pezzi; il costo vita annuale della quindicina di persone presenti nella comunità è di circa 126.000 euro. Nulla viene fornito da enti pubblici e quasi 16.000 euro vengono dati in solidarietà ad altri.
Una spirale virtuosa che presenta un solo difetto: la scarsezza di volontari che aiutino a gestire l’opera. Un impegno che non è solo rivolto all’autosufficienza del gruppo che ha trovato ospitalità negli ambienti di villa Colognesi, ma che va oltre, aprendosi ad altre emergenze sociali. Emmaus svolge infatti un’azione importante anche a Rovigo dove è presente con la gestione del camper grazie al quale, nel periodo invernale, viene portato soccorso ai disperati nei pressi della stazione ferroviaria. E ancora Emmaus provvede alla gestione di Casa solidale, asilo notturno invernale per i senza dimora.
Ci dice ancora Angela Pasini: “C’è bisogno di volontari esperti nell’insegnare a recuperare oggetti elettrici o meccanici o elettronici. Di giovani che partecipino ai campi di lavoro estivi”. E qui Angela fa una sottolineatura un po’ dolente: “A Fiesso nel campo estivo si incontrano tanti ragazzi di nazionalità diverse, ma mancano proprio i rodigini”.
Sulle pareti della Pescheria di Rovigo per tre giorni sono restati affissi i tabelloni predisposti dalla Comunità Emmaus fiessese illustranti la storia di un progetto di giustizia umana e sociale. Un progetto nato nel 1949 ad opera di Henry Grouès, monaco francescano e poi sacerdote che, durante la seconda guerra mondiale, dopo una retata di ebrei, ritenne che non si poteva rimanere a guardare e decise di entrare nelle file della resistenza assumendo lo pseudonimo di Abbé Pierre.
E Abbè Pierre restò il nome che lo caratterizzò nella sua lunga vita: un’esistenza dedicata ai più poveri e a scuotere le coscienze del mondo.
Ad un anno dalla scomparsa del fondatore di Emmaus, vari sono stati i ricordi fioriti sulle labbra degli aderenti alla comunità di Fiesso, tra cui anche quello dell’omaggio augurale ideato nel 2001 per l’89° compleanno dell’Abbè festeggiato proprio a Fiesso. Sulla grande torta si scrisse 90 e non 89, non per errore ma per una sorta di auspicio al prossimo traguardo, all’idea di andare avanti con la comune volontà di continuare senza esitazioni la via intrapresa.
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Come citare questo articolo
Lauretta Vignaga. “Emmaus, per la solidarietà”. Ventaglio Novanta, n. 37, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/emmaus-per-la-solidarieta/