Pubblicità

ARTEOGGI

La creatività di Daniela Girardi

La ispirazione metafisica alla base delle realizzazioni della pittrice di Canaro

di Elisabetta Zanchetta

Ventaglio Novanta n. 38 2009 pp. 113–116

Forme e colori. Sfumature e immagini sovrapposte. Oppure composizioni nitide, dai contorni ben definiti, dove i personaggi compongono un quadro di vita, dove ogni dettaglio è al suo posto, ma nulla è statico.

E’ la creatività di Daniela Ghirardi, pittrice di Canaro, che ha girato il mondo con le proprie personali regalando al pubblico tutta la verve della propria gioia creativa. Il rosso intenso e il verde ocra, il grigio, che richiama pennellate vicine al fiume Po nelle giornate autunnali e nebbiose, si mischiano con la fantasia, con piccoli particolari pittorici che portano dall’immagine legata apparentemente alla realtà fino al mondo dei sogni, per lasciarsi andare nei meandri dell’inconscio, nei labirinti dell’immaginazione.

Quelle della Ghirardi sono idee, pensieri, emozioni; la sua è da sempre stata una ispirazione metafisica che via via si è diversificata, tenendo come colonna portante delle proprie opere le geometrie ispirate a De Chirico.

Si inseriscono, nei giochi di archi e forme, il sentimento della natura, l’aspirazione alla pace, richiamata grazie all’immagine di una colomba in volo, mentre porta un ramo d’ulivo, e il nido che l’attende, in un’opera dedicata al Papa Giovanni Paolo II. I dipinti si ravvivano, non restano in silenzio le linee, ma spicca la nitidezza dei colori. L’anima sognatrice di Daniela Ghirardi si fa tela, figura, paesaggio, dove risultano intense le figure femminili, soltanto in apparenza stilizzate, lo specchio dell’anima dell’artista.

La prima personale della Ghirardi risale al 1987, nella sala del municipio di Canaro. Ma le linee e le geometrie attuali sono frutto di anni di attività, studio, ricerca, che hanno portato la pittrice a definire un percorso personale, dapprima ispirato a De Chirico, poi totalmente staccato e assolutamente autentico, con realizzazioni in cui prende forma la parte più intima dell’artista.

Nata nel 1951 a Frassinelle, la Ghirardi conosce ancora piccina Canaro, dove si trasferisce con la propria famiglia. Una terra vicina al Po dopo l’alluvione, una terra nelle mani dei contadini che ne plasma il carattere, piena di vigneti e di campi di grano che subito le appaiono familiari.

Daniela Ghirardi cresce lontano dalle città, affinando una innata sensibilità d’animo. Ciò non le impedisce di conoscere il grande maestro della metafisica, Cosimo Lato, insegnante all’Accademia di Belle Arti di Milano, che vive e lavora nel vicino comune di Santa Maria Maddalena.

E’ proprio negli anni Ottanta che Daniela sente crescere la forte passione per l’arte grazie a cui riesce a convincere Lato ad riavvicinarsi all’insegnamento. La Ghirardi impara così anatomia e perfeziona il disegno, diventa abile nell’amalgama dei colori, apprende la filosofia di vita che sta alla base della metafisica, attraverso lo studio di De Chirico, Savino e Carrà. Da qui nasce la sua prima produzione artistica.

Gli anni Novanta, di forte crisi per il mercato galleristico, sembrano chiudere le porte al sogno di Daniela. Invece, dopo più di dieci anni, ecco che la fiamma, mai spenta sotto la cenere della passione artistica, riprende vigore con la riapertura del proprio studio, dove l’artista ricomincia a credere in se stessa e a prendere contati con le gallerie d’arte, sorretta da una rinnovata passione.

Nel 2000, prendono forma ‘Venere del fiume’ e ‘La via del silenzio’. Il primo dipinto sembra riassumere nei visi sofferti, tutte le paure, le ansie, le titubanze delle donne del Polesine, quelle dell’infanzia, degli anni Cinquanta, proponendo una bellezza svanita che vuol rifiorire. La seconda opera, spiega attraverso il dipinto i dieci anni di silenzio della pittrice, periodo vissuto come interminabile.

Le mostre si susseguono con il consenso del pubblico. Tra le tante che hanno fatto sognare visitatori del Polesine e d’Italia, ricordiamo: la personale in villa Badoera a Fratta Polesine (2005), la partecipazione alla 2^ Biennale Internazionale d’Arte di Ferrara, le personali a Riccione (2000), Stanghella, Bondeno, Codigoro, Melzo (Milano), Roma, Milano (dove si è aggiudicata un trofeo al ‘Premio Raffaello’) e infine, nell’ottobre 2008, a Canaro con l’accoglienza entusiasta di tutta la cittadinanza.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Elisabetta Zanchetta. “La creatività di Daniela Girardi”. Ventaglio Novanta, n. 38, 2009. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-creativita-di-daniela-girardi/

Pubblicità