Gibian rappresenta, per i molti melaresi che sono a conoscenza delle sue vicende, il classico esempio da imitare di chi, partito con una valigia di cartone dal paesello e lavorando sodo, ha raggiunto i più alti traguardi lavorativi.
Ma Gibian, dalle iniziali del nome e cognome – Gino Bianchini all’anagrafe – è certamente oggi anche uno dei polesani più conosciuti al mondo. Ha amicizie in ogni campo: dallo spettacolo allo sport, dalla canzone alla politica, ma al contempo ha conservato intatta la sua genuinità e, chi lo conosce, è ben lieto di annoverarlo fra le proprie conoscenze più care.
“Avevo diciassette anni quando – ricorda Gibian – con una piccola valigia di cartone, preparata con tanta amarezza dai miei genitori, decisi di partire per Milano, lasciando il mio piccolo paese, per affrontare quella che poi è stata e continua ad essere la mia avventura nel mondo del lavoro”
Gino Bianchini nasce a Melara nel 1946 da Floriano ed Elisa Carrer. Il papà, sergente maggiore nell’ultima guerra, fa il barbiere, un lavoro che eredita dal papà Luigi della dinastia dei “Caplàn”, un omone grande e grosso che in tempi difficili si adatta ad eseguire lavori di facchinaggio. Sono periodi in cui i capifamiglia erano severi e tutti d’un pezzo e che parlavano poco. Floriano, pur abitando al “Capitello” teneva un’avviata bottega a Santo Stefano vicino al bar dei Quattrina; poi sul finire degli anni ‘50 si spostò con l’attività nella piazza centrale del paese. Andavano regolarmente da lui gli uomini per il taglio e soprattutto per la barba, per la quale aveva una mano eccellente. Egli forse sognava per i due figli maschi, Gino e Renzo, di lasciargli in eredità la stessa professione da sviluppare magari in paese. Non andò così, per nostra grande fortuna.
Renzo, classe 1949, con un promettente avvenire di calciatore nel Mantova, al quale rinunciò per il lavoro, fece varie esperienze e dopo la scuola di arte e mestieri di Ostiglia “Ermete Mondadori”, in due anni a Mantova si diplomò disegnatore meccanico. Da lì disegnatore per un’importante ditta bergantinese nel settore delle giostre, indi alla Knorr nel veronese.
Gino invece, dopo le scuole melaresi coi maestri Dino Tinti e Maria Cugola, fece gavetta per alcuni mesi come apprendista fornaio da Aldo Caleffi, poi fu aiutante sarto da Franco Furini, infine garzone barbiere prima dal papà e per due mesi ad Ostiglia dal noto “Adolfo”. Il suo avvenire cambiò dopo un colloquio con una melarese che aveva il fratello a Torre Pedrera (RI): lì fece tre mesi, da maggio a settembre, nei quali conobbe varie personalità che lo indirizzarono a Milano dove dimorò dallo zio materno Cesare Carrer.
La prima svolta sul suo lavoro avvenne quando ad un seminario sulle acconciature femminili gli si offerse di fare permanente e taglio e lui, voglioso di fare ed attratto dalle novità, non rifiutò. Poi il servizio militare e l’iscrizione ad una scuola per parrucchiere (unico maschio). Il saggio finale della scuola diretta da Gino Silvestri lo vide vincitore “allo specchio numero sette” da allora in poi il suo numero fortunato, con la mamma presente, visibilmente commossa.
A 25 anni era il più giovane parrucchiere di tutta Milano ad aprire un negozio in corso Matteotti. Il duro lavoro ed il sacrificio di questi anni lo portarono a togliersi numerose soddisfazioni. Nel 1988 fu designato in Giappone fra i quattro migliori al mondo assieme ai famosi hair stylist Tony & Guy, Trevor Sorbie e J.L Deforges.
Fra le tante iniziative seguite, teneva una trasmissione alla nuova emittente Telenova, era legato al cast di Canale 5 con “Come ci pettiniamo”. Girò il film “Italian boys” coi Gatti di vicolo miracoli, e fu presente a numerose trasmissioni (il mitico Portobello di Enzo Tortora, Fantastico ecc.).
Le amicizie famose, per lavoro o semplice simpatia, si susseguirono numerose, tanto che è molto arduo stilarne un elenco, ma scorrendo le fotografie messoci gentilmente in visione ripercorriamo il jet set di tanti artisti italiani e di livello internazionale di questi ultimi 25 anni. A titolo di curiosità citiamo in ordine alfabetico: Al Bano, J.P.Belmondo, Enrico Beruschi, Anna Bettinelli, Silvio Berlusconi, Massimo Boldi, Mike Bongiorno, Alberto Castagna, Cher (ritratta in copertina nella rivista Hair), Loredana Bertè, Bjorn Borg, Irene Cara, Walter Chiari, Marco Columbro, Valentina Cortese, Tullio De Piscopo, Maria Giovanna Elmi, Emilio Fede, re Fahad d’Arabia, Fiordaliso, Loretta Goggi, Valeria Golino, Linda Grey (la celebre Sue Ellen di Dallas), Demetra Hampton, Julio Iglesias, Marcella Bella, Susanna Messaggio, Mina, Willy Molco, il presidente del Canada Moroni, Anna Oxa, Alba Parietti, Marco Predolin, Donatella Rettore, Franco Rosi, Vasco Rossi, Fatma Ruffini, Carmen Russo, Gerry Scotti, Brooke Shields, Bobby Solo, Tracy Spencer.
Creativo ed innovativo, nel 1984 Gibian brevettò le famose “Extensions” comparendo sulle riviste del settore coi testimonial Ruud Gullit e M.Giovanna Elmi. Sua è pure la rivoluzionaria maschera acidificante per la cura della psoriasi e dei capelli.
In queste settimane è alle prese con un altro progetto in Giappone, dove un’importante azienda di prodotti per parrucchiere lo vuole abbinato ad un progetto in esclusiva mondiale.
Ma Gibian non dimentica Melara, dove è ancora legato ad amicizie giovanili oltre che al fratello Renzo, e non disdegna di gustare i nostri famosi tortelli di zucca che in più di un’occasione sono stati preparati da Giancarlo Montagnini e dalla mamma Elisa (vedi foto assieme a Boldi e Scotti). Oggi non v’è giornale che non parli di Gibian a vario titolo e la fotografia della modella olandese in copertina del suo libro ha fatto letteralmente il giro del mondo.
Davvero niente male per chi partì da Melara a 17 anni verso Milano, coi sogni in una valigia di cartone e molta speranza nel futuro!
Gino Bianchini, in arte da tutti conosciuto come Gibian, è da tempo ed a pieno titolo un ambasciatore della nostra terra polesana. A Milano è stato premiato decine di volte per la sua attività: non sarebbe giusto pensare anche ad un doveroso riconoscimento di stima ed affetto da parte della sua terra d’origine?.
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Come citare questo articolo
Raffaele Ridolfi. “Gibian, un personaggio di successo”. Ventaglio Novanta, n. 39, 2009. https://ventaglionovanta.it/archivio/gibian-un-personaggio-di-successo/