Polesine, terra vocata all’accoglienza e al turismo. Un’idea fino a qualche anno fa da molti ritenuta balzana e priva di fondamento, che oggi, viceversa, viene sempre più considerata realistica e perfino strategica. Un concetto – e quindi anche un obbiettivo da perseguire con convinzione – su cui si sono soffermati, tra gli altri, gli autorevoli relatori che lo scorso 8 Maggio hanno partecipato alla “7° Giornata dell’Economia”, svoltasi presso la Camera di Commercio.
L’idea che il Polesine abbia potenzialità e valori che assicurano una buona vivibilità a chi vi risiede, e che costituiscono motivi di apprezzamento da parte di chi ha occasione di soggiornarvi per motivi turistici o anche per necessità di natura lavorativa, emerge con evidenza in molti degli articoli di questo 39° numero del Ventaglio. Un’edizione che si apre sottolineando l’eccezionale “new entry” del neo-inaugurato Museo Archeologico Nazionale di Fratta nel Sistema Museale Polesano. Seguono articoli che suggeriscono vari itinerari alla scoperta di beni paesaggistici, storici ed artistici di pregio: molti da valorizzare per una libera fruizione, ma altri necessitanti di indilazionabili interventi: è il caso di Palazzo Restelli a Boccasette che rischia la nefasta fine del palazzo di Cao Marina di Porto Viro; ma è anche il caso delle tele di Rinaldo Orteschi “da Rovigo”, pressoché sconosciuto pittore del XVIII secolo, le cui opere a Melara attendono cure e occasioni di apprezzamento.
Valorizzare è il verbo di riferimento, e finalmente il Polesine sta perdendo l’atavico complesso di inferiorità, non ultimo motivo della sua prolungata penalizzazione. Con sempre maggior convinzione infatti associazioni, istituzioni, ed anche larghi strati della cittadinanza condividono finalmente l’idea che questo originale territorio tra i fiumi sia dotato di potenzialità ed eccellenze che suscitano motivi di apprezzamento. E mentre l’impegno profuso nella promozione sta dando frutti innegabili, c’è – ed è bene sottolinearlo – chi inizia a considerare con ammirazione l’opera pionieristica fatta da singoli ed associazioni che hanno cominciato a spargere il seme della valorizzazione una trentina o più di anni fa, quando l’idea di iniziative nell’ambito del turismo e della rivalutazione del territorio erano quasi un tabù. Lo si è ricordato all’inaugurazione del Museo di Fratta, lodando il lavoro di ricerca avviato fin dagli anni ’70 dall’associazione Manegium, ma anche dal CPSSAE. Ed in quest’ottica bene ha fatto l’Ascom ad istituire il “Premio Elia Lionello, un ponte di tradizioni” a memoria del ristoratore che tra i primi iniziò a valorizzare i menù della tradizione tipica polesana.
Un’azione, quella della promozione della nostra terra, dagli anni ‘80 perseguita con continuità ed entusiasmo da “Turismo & Cultura” (editrice di questa rivista) ufficialmente nata nel 1984, che pertanto quest’anno festeggia il suo 25° compleanno di attiva presenza. E nel solco di questo impegno pionieristico si è ben presto inserita la voce di questa rivista che, mentre si appresta ad avviare il procedimento di stampa di questo 39° numero, ha già iniziato ad accogliere collaborazioni e proposte per il 40°, smentendo ancora una volta un pregiudizio – in qualche caso ancora duro a morire – che il Polesine sia una terra priva di risorse ambientali e culturali.
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Lino Segantin. “Pionieri”. Ventaglio Novanta, n. 39, 2009. https://ventaglionovanta.it/archivio/pionieri/