Pubblicità

AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Capitelli e Osterie lungo il Po

Una suggestiva camminata tra Villanova Marchesana e Papozze

di Sauro Passarella

Ventaglio Novanta n. 39 2009 pp. 28–33

A piedi, i più fortunati a cavallo, su carretti o a bordo di nobili carrozze, poi a partire dai primi decenni del secolo scorso sempre più in bicicletta: questi i modi di spostamento delle genti del Polesine nei secoli scorsi.

Cavalli e carretti, in particolare, erano necessari per il trasporto di merci e persone, portate di qua e di là dei corsi d’acqua della nostra terra da diversi traghetti, detti “passi”. Famosi tra gli altri quelli che lungo il Po restarono attivi fino ad alcuni anni fa nella zona tra Villanova Marchesana e Papozze: il primo tra Santi (sponda veneta) e Berra (sponda emiliana), il secondo tra Papozze (sponda veneta) e Serravalle (sponda emiliana). Una storia secolare quella dei “passi”, gestiti da mitici “passatori”, disponibili con ogni tempo, nel susseguirsi delle stagioni, a trasportare oltre il fiume persone, animali e cose.

Tanta anche nel passato la gente in movimento, che, a quanto si può supporre, era molto devota, visto la presenza in zona di molti oratori e capitelli. Se questi erano i luoghi adatti a dare risposte alle esigenze spirituali, vi erano però anche alti punti di ritrovo e accoglienza in grado di rispondere ad altre necessità, questa volta di tipo materiale: le osterie, necessarie e molto frequentate.

Alla ricerca di questi due importanti tipi di riferimento per i passeggeri del passato, ecco nascere l’idea di una camminata nell’area a ridosso della sponda veneta del Po tra Villanova e Papozze; un itinerario a piedi, nel corso del quale chi scrive queste note si è assunto il ruolo di guida per gli aderenti all’iniziativa promossa dal Ctg, CeDi-Turismo & Cultura.

L’appuntamento per gli aderenti all’iniziativa è fissato a VILLANOVA MARCHESANA presso il Parco degli Amici del Po, nella bella golena, attrezzata per momenti di incontro, relax e svago. La passeggiata ha inizio raggiungendo la sponda arginale per muoversi nel senso della direzione della corrente del fiume che maestoso procede verso l’Adriatico. Sulla sinistra si stende il paese di Villanova con la sua bella chiesa madre dedicata a S. M. Assunta, che si erge proprio attigua alla sponda, giunta a noi nella forma attuale dopo l’ultimo importante intervento di ricostruzione che risale al 1788. Al 1834 risale invece la costruzione che, dopo alcune centinaia di metri, richiama la nostra attenzione: si tratta del Palazzo Daclon, sviluppato in altezza su quattro piani, eretto per volontà di un ufficiale francese che, giunto in Polesine al seguito dell’esercito napoleonico, s’invaghì di una bella ragazza del luogo che volle sposare stabilendo qui la sua ragguardevole dimora, murando una lapide sotto il cornicione a ricordo, come si legge, della “follia” d’amore che lo invase.

Il cammino riprende, mentre lo sguardo si porta alternativamente sulla destra ad ammirare il grande fiume e sulla sinistra dove si stende la campagna ben coltivata, punteggiata da abitazioni rurali. Nei pressi dell’argine si profila frattanto un’ampia area verde: il parco di Villa Luisa, della quale rimangono soltanto le scuderie, dato che la costruzione padronale è stata mutilata in seguito ai lavori di rinforzo delle arginature.

Raggiungiamo frattanto la località SANTI, citata per la presenza del primo dei due traghetti storici per secoli attivi nella zona. Il nome della borgata, che rimanda a pratiche di devozione verso i Santi della Chiesa, è legato alla presenza di un monastero gestito dai monaci Certosini, della cui testimonianza oggi si trova un oratorio dedicato alla Natività di Maria Vergine, attiguo all’edificio che, completamente rifatto nel ‘700, ha preso poi il nome di Villa Camerini. Scendiamo quindi dalla strada arginale per raggiungere l’oratorio, la cui facciata è percorsa da quattro lesene e conclusa dal tipico frontone triangolare.

Proprio di fronte all’oratorio, si trovava l’ex Osteria da Braghin, detta “Da Bocale”, così denominata perché veniva servito vino sfuso solo in caraffa. La moglie dell’oste, la signora Norina, esperta nella preparazione di “Baccalà e Bertagnin” (un piatto attualmente introvabile nei nostri ristoranti) oggi rabbrividirebbe nel costatare la trasformazione del suo locale, da qualche tempo adibito ad intrattenimento notturno con ben altre frequentazioni rispetto agli amanti della buona cucina.

Proseguiamo nella via campestre, imboccando via Arginone, toponimo che ci parla di antiche arginature. Lungo il percorso, che si snoda per circa due chilometri, incontriamo diverse abitazioni che presentano le facciate dipinte a “murales”, con vari soggetti, ora mitologici, ora ispirati alla produzione naif con scene agresti. Per tale caratteristica la via è stata anche ribattezzata “strada degli artisti”. Alla fine della via sorge un bel Capitello dedicato a Sant’Antonio, restaurato nel 2002 dagli abitanti del luogo, in particolare dalla famiglia Rondina. Si presenta bel fatto e gradevole, con all’interno una piccola statua del Santo ed una caratteristica campanina all’esterno. Dopo poche centinaia di metri raggiungiamo l’antica Osteria Da Rondina, oggi trasformata in casa privata.

Molte e positive le annotazioni degli amici della camminata, pronti a sottolineare le amenità del percorso che ci porta verso la località BORGO. Alla periferia della borgata sorge l’Azienda Vitivinicola “Valle”, presso la quale decidiamo di fare una sosta, accolti in modo splendido dal titolare, il sig. Alberto Rigoni e dai suoi famigliari che ci deliziano con uno spuntino a base di affettati vari, qualche dolcetto e naturalmente gli apprezzati vini (bianco, rosso e rosè) prodotti dall’azienda. A conclusione della gradita sosta i nostri ringraziamenti sono più che sinceri, riprendiamo il cammino soddisfatti per l’accoglienza ricevuta; un’ospitalità che non si dimentica, che fa onore al Polesine e alle sue tradizioni enogastronomiche

La tappa successiva è presso il vicino Oratorio dedicato a Santa Maria della Neve, consacrato nella posizione attuale il 4 novembre 1958, dopo la demolizione dell’antico Oratorio che sorgeva nella golena del Po. All’interno spicca una bella pala d’altare raffigurante il miracoloso salvataggio di un barcaiolo ad opera della Vergine.

Proseguiamo verso il centro della borgata per far sosta presso il successivo Capitello dedicato a Sant’Antonio. Di proprietà privata, è stato recentemente restaurato dalla Signora Gianna, che ci tiene a precisare che è stata per molti anni emigrante a Novara.

Al centro della località ecco l’ Osteria Da Pistolon, oggi bar Bonsai, gestito dalla famiglia Rossi.

Il tragitto prosegue verso la vicina PAPOZZE, dominata dalla maestosa Chiesa dedicata a S. Bartolomeo, una delle più belle della diocesi. Molto antica, risalente al 1295 e benedetta dal vescovo Bonazonta di Adria, è stata sottoposta nel corso dei secoli a vari rifacimenti, con la facciata ultimata nel 1920. La bella chiesa meriterebbe sicuramente una visita accurata, anche per le tele di notevole pregio che custodisce, ma la mattinata è ormai completamente trascorsa, ed è ora di portarsi verso la nostra meta finale, in località PANARELLA, dove la cinquecentesca Villa Lardi precede la parrocchiale, e dove raggiungiamo una tipica Osteria per il pranzo. E, a tavola, abbiamo modo di rinfrancarci e riconoscere che il nostro Polesine non manca di importanti attrattive sotto il profilo paesaggistico e luoghi “magici” per riuscite escursioni.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Sauro Passarella. “Capitelli e Osterie lungo il Po”. Ventaglio Novanta, n. 39, 2009. https://ventaglionovanta.it/archivio/capitelli-e-osterie-lungo-il-po/

Pubblicità