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ARTEOGGI

Cristini e l’acqua

Strettissimo per l’artista rodigino il suo rapporto con l’elemento liquido, che ha ispirato anche una apprezzata silloge poetica

di Elisabetta Zanchetta

Ventaglio Novanta n. 39 2009 pp. 115–117

Tutto ruota attorno all’acqua. La vita, l’ispirazione, l’arte. Quella di Alberto Cristini, artista rodigino che da sempre si occupa di pittura, acquarello e che ha abbracciato anche la scultura e la poesia, è una passione che va di pari passo con questo elemento fluido, fonte di ispirazione, di emozione.

Di tele ne ha dipinte tante, altrettanto numerosi sono gli acquarelli e le sue traversate a nuoto dipingendo: da Loch Ness (2008) a Vancouver (2006), da Alcatraz nel 2004, alla Baia di New York (2005), fino allo stretto di Messina superato più volte a nuoto con pennelli e colori, senza dimenticare le analoghe iniziative che hanno avuto come teatro diversi laghi europei.

“Le traversate hanno coniato il termine ‘nuotopittura’; le ho pensate come un’immersione vera e propria nella natura e come un modo di poter creare un’immagine vedendola da un punto di vista diverso, non terrestre ma acquatico – dice l’artista -. In questi miei dipinti manca totalmente la presenza umana, ma è come se l’uomo ci fosse ugualmente, è sottinteso” spiega Cristini.

Con i piedi saldamente ancorati sulla terra ferma è stata invece realizzata l’ultima serie di quadri intitolata ‘Riflessioni in giallo’. “E’ il colore che conduce verso un particolare stato emotivo che io interpreto come ottimismo e simbolo di rinascita”.

Qui, il giallo è associato a colori scuri che servono per tracciare le figure, come se l’artista si rifacesse alla pittura giapponese dell’Ottocento. Il giallo, dunque, è l’elemento dominante. Il disegno, invece nasce grazie al segno scuro. “Gli ultimi soggetti che ho creato sono i pescatori, quindi anche qui l’acqua è protagonista – prosegue l’artista -. E’ forte sia il collegamento al nostro amato Delta, sia alle reti che rappresentano l’attesa di raccogliere nella realtà i pesci, nell’immaginazione ciò che di buono arriva dal futuro”.

Ma il primo ‘amore’ di Cristini resta l’acquarello, una passione legata alla ‘tecnica del non finito’, dove la parte sognata e la sensibilità di chi ammira le creazioni sono un tutt’uno con ciò che i delicati colori vogliono esprimere.

E le sculture? “La prima serie che ho creato, dal 2000 al 2005, porta il titolo di ‘Corpi nello spazio’ – racconta -. Si tratta di piccoli bronzi, figure umane, che ho portato in diverse mostre. Sono per lo più acrobati che si intrecciano nella loro tridimensionalità. Poi, ho scelto di dare un ulteriore connotato ai bronzi, con ‘Corpi in movimento’, quasi fossero colpiti da un vento che, travolgendoli, desse loro ancora più credibilità vitale. Così – prosegue Cristini – anche nell’aspetto interiore. Le figure femminili, inoltre, sono prevalenti, per la loro dolcezza”. si vince la staticità del bronzo, materiale pesante”.

Le figure di Cristini, dapprima di piccole dimensioni, sono oggi capaci di raggiungere grandezza umana. “La scultura è meno teorica e più concreta rispetto ala pittura – spiega -, prevale la manualità, quindi non è detto che scolpire sia più difficile che dipingere. Dipende da ciò che si vuol rappresentare e dall’esito avuto, alla fine, nell’opera, rispetto all’idea iniziale. Con la scultura – svela – voglio trasmettere il senso delle emozioni tipiche dell’uomo. Per questo ho scelto ad esempio di creare alcune maternità, oppure uomini pensierosi, o ancora altre immagini tridimensionali leggibili

Alberto Cristini ha nel suo denso curriculum di successi numerose mostre delle sue opere, in Italia e all’estero (Germania, Austria, Stati Uniti), e molte delle sue sculture sono presenti in vari spazi pubblici in Italia, tra le altre una scultura dal titolo “In riva al mare”, installata lo scorso anno lungo la via principale di Rosolina, vicino all’edicola.

Ma le arti figurative, per quanto fondamentali nella vita di Cristini, non esauriscono completamente gli interessi della sua multiforme personalità. Cosicché, ultima in ordine di tempo, ma sicuramente non d’importanza, si è sviluppata anche la passione per la poesia. E’ nata così la sua prima raccolta, intitolata ‘Gocce d’acqua e di luce’, una silloge che naturalmente richiama le atmosfere legate all’acqua, come ‘Ali di gabbiano’, ‘Sognando il Delta’ e poi ‘Barca’: “Lenta ti sposti / nel mare della memoria / una scia che velocemente si chiude / lasci / mentre lontano porti la mia angoscia”.

Liriche brevi, nelle quali c’è la musica della nostalgia, l’essenza della vita, la cronaca quotidiana, le stagioni, i sentimenti… tutto scorre veloce mentre gli occhi, a rilento, fotografano il ritratto di una realtà che, dopo un batter di ciglia, se ne è già andata.

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Come citare questo articolo

Elisabetta Zanchetta. “Cristini e l’acqua”. Ventaglio Novanta, n. 39, 2009. https://ventaglionovanta.it/archivio/cristini-e-lacqua/

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