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INCONTRI

Una famiglia a cavallo

Le emozionanti esibizioni equestri dei fratelli “Giona”

di Paolo Zambonin

Ventaglio Novanta n. 40 2010 pp. 110–111

Del Centro Giona di Castelguglielmo avevamo scritto proprio sul primo numero di questa rivista. In quell’occasione avevamo ricordato l’avvio dell’attività, avvenuta qualche anno prima come azienda agrituristica rivolta in particolare all’allevamento e all’addestramento di cavalli. Quindi equitazione, escursioni, gite organizzate, ma anche museo della civiltà contadina nella vecchia casa dell’azienda familiare, incontri con le scolaresche, esibizioni e cortei storici in costume nelle più svariate manifestazioni della zona, nei tornei e nei palii equestri sempre più importanti.

Da allora l’intraprendenza dell’ideatore e titolare Osvaldo Caniato non ha conosciuto limiti e, in questo suo “gioco”, ha coinvolto anche i figli Alessandro e Pierantonio, appena ragazzi, e poi il terzogenito Gianluca, come pure la moglie Beatrice.

Nel succedersi delle stagioni i cavalli sono pertanto divenuti sempre più parte integrante della vita di questa famiglia. In più di vent’anni ne sono arrivati a centinaia nell’azienda sita in località Gambaro (nelle campagne tra Castelguglielmo e Pincara), di tutte le razze e con le più svariate caratteristiche a seconda delle loro attitudini per l’utilizzo cui dovevano servire. Gli animali venivano e vengono domati e istruiti in un clima di pieno rispetto: non c’è frusta nelle mani degli istruttori, ma soltanto dolcezza e sereno convincimento nelle loro parole, spesso sussurrate nel proprio dialetto veneto.

In vent’anni il Centro Giona ne ha fatta di strada! Dalle campagne e dai centri del Polesine le esibizioni dei ragazzi a cavallo si sono progressivamente spostate in zone sempre più lontane fino a raggiungere le più disparate e remote città italiane e successivamente approdando anche in vari centri europei.

Osvaldo, il padre, è l’instancabile e intraprendente coordinatore nonché lo speaker ufficiale durante le manifestazioni, mentre i due ragazzi, in arte Alex e Pier, ora di 34 e 31 anni, propongono, spesso improvvisando, dei numeri a cavallo di elevata acrobazia con volteggi spericolati, rischiose evoluzioni che mettono in risalto il loro coraggio, la straordinaria agibilità e la perfetta padronanza di questa singolare professione. Cavalcano a pelo e senza testiera; come unico finimento una corda appoggiata sull’incollatura.

I loro spettacoli, studiati e curati in ogni particolare sia nella preparazione dei cavalli che nei costumi e nelle coreografie, vengono richiesti per partecipare alle più importanti manifestazioni del settore. Quello che un tempo era un hobby, col passare degli anni è divenuto via via una professione cosicché la famiglia Caniato sempre più è in giro per l’Italia e l’Europa. Difficilmente la si può trovare nella propria azienda di Castelguglielmo.

Il loro motto “Giona show, l’arte di creare emozioni” è più che indovinato perché di emozioni ne suscitano certamente molte nei numerosi e appassionati spettatori.

Alex è specialista nei numeri con più cavalli. In piedi, in precario equilibrio su due animali appaiati, ultima pariglia di un gruppo di sette o di nove, diretti con maestria in un susseguirsi di coreografiche figure. I cavalli si affidano alla voce dell’istruttore e seguono ubbidienti i suoi comandi, muovendosi completamente in libertà al suo fianco. “E’ necessario trovare il modo giusto per comunicare con loro – dice Alex – sapendo che ogni cavallo è un soggetto a sé. Per addestrarli devi farti riconoscere come capobranco. Quando hanno capito quello che vuoi lo fanno con generosità”.

Pier è esperto nel volteggio acrobatico, portato al massimo, con straordinaria agilità, che gli permette di eseguire evoluzioni rischiose al galoppo sfrenato, figure spericolate sostenute e rincalzate dagli applausi continui di un pubblico entusiasta. Negli ultimi anni è riuscito a piazzarsi tra i migliori nelle sfide “giocate” con i più quotati volteggiatori acrobatici del mondo, disputate nei vari Galà delle Fierecavalli.

Al terzogenito Gianluca non piace cavalcare, ma il ragazzo partecipa ugualmente agli spettacoli dei suoi fratelli curando la regia e le colonne sonore.

Ora anche un altro membro della famiglia Caniato si sta affacciando a questo fantastico mondo equestre. Si tratta di Diego, figlio di Alessandro, che a otto anni ha debuttato in uno spettacolo tenutosi alla Fieracavalli di Verona.

Pur non provenendo dalle tradizioni del mondo del circo, i Giona sono stati scelti per difendere i colori italiani alla 33^ edizione del Festival internazionale di arte circense a Montecarlo, che ha avuto luogo nel mese di gennaio 2009. Grande è stato il successo da loro ottenuto con una spericolata e avvincente esibizione che ha entusiasmato il folto e qualificato pubblico. Al gruppo italiano della famiglia Caniato è stato assegnato l’ambito premio “Clown d’argento”.

“Mai il premio era andato al mondo agricolo – ha detto il ministro delle politiche agricolo Luca Zaia. – Sono orgoglioso che dalla terra veneta venga una forte testimonianza delle passione per i cavalli. Questo premio è un grande segnale di speranza per un settore in forte crisi come l’ippica. Il fatto poi che un agricoltore sia in grado di domare un animale senza l’uso di fruste o altri strumenti, insegna il grande rispetto che si deve portare agli animali”.

Gli impegni per quest’ultimo scorcio del 2009 prevedono l’esibizione dei Giona Show in diversi spettacoli programmati in varie città del meridione d’Italia, mentre nel 2010 si esibiranno in diverse città della Germania con il grande circo tedesco Krone presentando, come usano fare ogni volta, numeri nuovi sempre più impegnativi e sensazionali.

Per saperne di più si può cliccare sui numerosi siti Internet a loro dedicati.

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Come citare questo articolo

Paolo Zambonin. “Una famiglia a cavallo”. Ventaglio Novanta, n. 40, 2010. https://ventaglionovanta.it/archivio/una-famiglia-a-cavallo/

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