Domenica 4 ottobre, presso il centro culturale “M.V. Rossi” di Costa, si è svolta la cerimonia di premiazione della settima edizione del Premio Letterario “Anna Osti”. L’evento è stato organizzato dall’amministrazione – Biblioteca civica “Manfred B. Buchaster”, con il patrocinio di Provincia e Regione. Porsche Italia ha dato il proprio contributo alla realizzazione dell’iniziativa letteraria. Tutte le opere pervenute sono state esaminate dalla giuria composta dal presidente Francesco Carbognin, dal coordinatore artistico Luca Rizzatello e dai componenti Alberto Costantini, Moira Ferrari, Francesca Gironi, Valentina Merlini, Luca Pasello, Stefano Peruzzo. Il Comitato d’onore era composto da Loris Casadei, Luigi Dal Cin e Laura Negri.
Il Premio è dedicato ad Anna Osti, figura importante nel contesto del paese di Costa: grazie infatti alla donazione dei suoi beni di famiglia alla diocesi di Adria e di Rovigo è stato possibile realizzare l’asilo infantile, oggi Scuola per l’Infanzia a lei intitolata. Vere protagoniste del Premio Letterario “Anna Osti” sono state la “Poesia” e la “Narrativa per l’Infanzia”, opere pervenute da varie parti d’Italia, giacchè il premio letterario è promosso a livello nazionale. La giuria del Premio Letterario Anna Osti ha agito con rigore: ha infatti messo in risalto (ed ha premiato) i testi di poesia e di narrativa con una, forte, indiscussa dignità contenutistica e formale. Non a caso, la giuria ha deciso di non assegnare premi alle sezioni “Silloge di poesie non edite” e “Poesia inedita per autori nati dal 1979 in poi”. Nessuna silloge esaminata ha convinto la giuria che ha preferito non premiare “il meno peggio”.
La prima fase della premiazione è stata dedicata alla poesia edita: 51 sono stati i libri di poesia edita esaminati dalla giuria. I primi autori ad essere premiati (Segnalati) sono stati Cristina Babino con La donna d’oro, biografia in versi della pittrice Tamara de Lempicka, e Francesco Tamada con A ogni cosa il suo nome. Il terzo premio è stato assegnato a Geminario (Edizioni Del Leone) di Paolo Ottaviani, un poemetto bilingue composto da “duplici canti o gemini” dei quali il primo è un “idioma medioevale umbro-sabino”, che riecheggia il Volgare delle origini, il secondo è scritto in una lingua caratterizzata da un sapiente impasto di suggestioni letterarie.
Domenica Mauri, seconda classificata, nel commentare il titolo della sua opera Per interno, spiegato che la sua intenzione è stata quella di sottolineare come sia relegato ad un contesto “non pubblico”. Il secondo premio ex-aequo è stato assegnato al bolognese Andrea Venzi con Il sentiero degli alberi morti.
Una raccolta che rappresenta un’esperienza di attraversamento di una dimensione caratterizzata da una visionarietà notturna, torbida, densa.
A Franco Buffoni, Noi e loro (Donizelli Editore) la giuria ha assegnato il primo premio. “In Noi e loro è rappresentata la ‘cronaca’ – a dirla con l’autore – di due esclusioni, di due disappartenenze drammaticamente vissute dall’omosessuale e dall’extracomunitario, che costituiscono altrettanti casi fortemente rappresentativi e speculari in merito al tema della condizione del diverso nell’intollerante società italiana di oggi” – scrive in merito alla raccolta il presidente della giuria Francesco Carbognin.
La seconda fase della premiazione, dopo un intermezzo musicale ad opera del gruppo sbiZZa neo.poetic.folk, è stata dedicata alla narrativa per l’infanzia: 10 sono stati i racconti esaminati dalla giuria. Il terzo premio è stato assegnato ad Angelo Doni con Storie dal negozio all’angolo… (HB International Edizioni).
Il secondo premio è stato assegnato a Giuseppe Viroli con La fata Verdura (Macro Edizioni).
Alberto Pellai, con Ricciocapriccio e Bettaperfetta (Centro Studi Erickson) si è aggiudicato il primo premio.
La storia – si legge nel giudizio dell’opera – è ben raccontata, simpatica ed originale, anche nei suoi aspetti paradossali e apparentemente esagerati, e può essere emblematica di un certo modo di vivere i rapporti familiari, e qundi ha una sua ben precisa attualità, innestandosi nei bisogni e nelle problematiche dei bambini”. Alberto Pellai non è alla prima esperienza con la narrativa per bambini; da medico e psicoterapeuta segue da vicino il mondo dell’infanzia e cerca di codificare attraverso le fiabe situazioni e contraddizioni della società odierna.
A tal proposito, nel giudizio espresso dalla giuria si legge: “La commissione, nel sottolineare il valore educativo del racconto, si è posta una domanda un po’ maliziosa, ossia se Ricciocapriccio e Bettaperfetta sia realmente un racconto per bambini, o se i veri destinatari siano piuttosto gli adulti…”.
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Valentina Merlini. “Premio “Anna Osti””. Ventaglio Novanta, n. 40, 2010. https://ventaglionovanta.it/archivio/premio-anna-osti/