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PERSONAGGI ILLUSTRI

Antonio Saccomani (1847-1927)

A Lendinara una mostra di burattini fa riemergere il ricordo dell’apprezzato intagliatore emulo dei Canozi

di Ramis Tenan

Ventaglio Novanta n. 41 2010 pp. 90–93

Quel fermento culturale che da secoli contraddistingue Lendinara e che qualcuno afferma essersi da qualche tempo assopito, è sempre pronto a riaffiorare ogniqualvolta se ne presenta l’occasione. Prova ne sia la serie di iniziative nate ultimamente attorno ai nomi di Montagnana, di Garibaldi, di Saccomani.

Del celebre liutaio Domenico Montagnana (1686-1750) è stato sufficiente scoprire che era nato a Lendinara per dare vita ad un Convegno e ad una mostra di suoi strumenti che hanno richiamato appassionati da tutto il mondo. Da oltre dieci anni, inoltre, un apprezzato Festival musicale promuove a Lendinara degli incontri internazionali di musica da camera per valorizzare il suono e gli strumenti del famoso liutaio.

Così come è bastato riportare alla memoria la visita che Giuseppe Garibaldi fece il 25 febbraio 1867 a Lendinara, la patria dell’amico fidato Alberto Mario, per dar vita ad una ammirata rievocazione storica dal titolo “Arriva Garibaldi” che il 17 giugno 2007 ha portato in piazza migliaia di persone interessate a rivivere la ricorrenza ed il legame di ideali e memorie che uniscono la nostra città con il leggendario “Eroe dei due mondi”. Anche negli anni successivi la rievocazione si è ripetuta ed arricchita con varie iniziative culturali. Quest’anno poi, un crescendo di eventi coinvolge la città in onore dei suoi illustri concittadini Alberto Mario e la moglie Jessie White.

Altra occasione di risveglio culturale, è quella di ricordare quest’anno il ruolo del teatro dei burattini che, nel periodo risorgimentale e post-risorgimentale, ha contribuito alla divulgazione delle gesta dei garibaldini e non solo e che a Lendinara ha trovato il celebre intagliatore Antonio Saccomani fortemente impegnato nella costruzione di bellissime teste di burattini.

Antonio Saccomani (1847-1927), seguace della scuola dei fratelli Voltolini (importanti artisti lendinaresi attivi nel XIX secolo nella lavorazione del legno) si dimostrò buon disegnatore e modellatore, creando alcuni busti di personaggi lendinaresi quali il canonico Ferdinando Cappellini, il dott. Giuseppe Petrobelli, Vincenzo Melloni oltre a un medaglione in gesso del concittadino Alberto Mario.

Espresse inoltre al meglio il suo estro artistico realizzando pregiate opere in legno di arredi sacri (Pulpiti, cartaglorie, baldacchini, armadi ecc.). Tra le altre sue apprezzate produzioni ricordiamo:

– una bella statua, alta 70 centimetri, nella chiesa di Saguedo, raffigurante San Pietro Martire;

– due importanti statue, nella chiesa della Tomba in Adria, raffiguranti San Francesco d’Assisi e San Nicola da Tolentino;

– nella parrocchiale di Fiesso Umbertiano un pregevole pulpito situato a metà della navata centrale;

– un altro bel pulpito nella chiesa di Villadose;

– le porte laterali della sala dedicata ai Canozi, con intagli ispirati alla storica grata canoziana del XV secolo, a Lendinara.

La sua versatilità artistica si manifestò altresì nella costruzione di splendide teste di burattini per cui è conosciuto come uno dei più apprezzati scultori in questo campo e alcune sue opere si trovano ora nel Castello dei Burattini – Museo Giordano Ferrari di Parma – che gentilmente le ha prestate alla Città di Lendinara per la mostra appositamente allestita presso lo IAT dal 25 febbraio al 14 marzo di quest’anno.

All’inaugurazione della mostra, presso la Sala espositiva dello IAT, erano presenti, tra le varie autorità intervenute, anche Laura e Rita Tomaselli, le due pronipoti di Antonio Saccomani, giunte da Grigno nel Trentino ove Saccomani ha trovato sepoltura nel 1927.

Tra i molti interessanti reperti esposti, si sono potute ammirare venti bellissime e colorate teste di burattini da collezione tra cui due scolpite dall’illustre lendinarese Saccomani per conto di Francesco Campogalliani, il più rinomato burattinaio dell’800 dell’area emiliana.

Aver rivalutato il lavoro artistico di questo dimenticato lendinarese è stata una buona occasione per riportare alla memoria dei più anziani il ricordo di quegli spettacoli popolari che i burattinai del tempo portavano di paese in paese raccontando storie vere o immaginarie attraverso le gesta dei burattini molto conosciuti quali Arlecchino, Pulcinella, Colombina, Balanzone, Pantalone, Sandrone e Polonia ecc.-

Per i giovani invece uno stimolo in più per approfondire, attraverso specifiche ricerche, la conoscenza di altri artisti lendinaresi che hanno dato lustro alla loro città lasciando opere degne di essere riscoperte ed apprezzate.

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Come citare questo articolo

Ramis Tenan. “Antonio Saccomani (1847-1927)”. Ventaglio Novanta, n. 41, 2010. https://ventaglionovanta.it/archivio/antonio-saccomani-1847-1927/

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