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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

A Gavello con la maga delle mele

Giovanna Gioli, ovvero il successo dell’azienda agricola “Galassa”, tra estro e sfide imprenditoriali

di Beatrice Tessarin

Ventaglio Novanta n. 41 2010 pp. 18–19

Per parlarle bisogna rincorrerla e non si è mai sicuri di terminare il discorso, perché la sua attenzione potrebbe essere attraversata da un pensiero fulminante ed è già lontana: a parlare con uno, a impartire istruzioni a un altro, a servire un cliente, a creare composizioni con mele e verdure fresche. Bisogna rassegnarsi. Giovanna Gioli, imprenditrice dell’azienda agricola Galassa di Gavello (Ro), è così. Un po’ manager da multinazionale e un po’ folletto delle fiabe; le sue idee irrequiete segnano l’attività d’impresa. E con ottimi risultati. Da ultimo: il premio al Gran galà della donna di Porto Viro.

Il biglietto da visita di Giovanna Gioli sono le mele profumate che produce la sua azienda, ma anche la dolcezza dei succhi, delle composte e delle confetture a marchio “Galassa”, che sono ottime perfino da guardare, perché l’estro della Gioli le trasforma in composizioni creative sempre nuove.

Giovanna Gioli è una giovane imprenditrice, anche se lavora in agricoltura da 30 anni: prima con l’orticoltura, poi con l’allevamento bovino, infine con la frutticoltura, perché, dice, «Siamo sempre stati pronti a variare il settore a seconda della domanda del mercato e delle crisi ricorrenti del primario».

Attualmente l’azienda “Galassa”, associata a Coldiretti Rovigo, è dedita alla coltivazione di mele di qualità superiore con certificazione Global gap (Royal gala, Fuji, Pink lady, e dall’anno prossimo, le mele Modì), ha processi produttivi controllati e sicuri, applica trattamenti fitosanitari mirati secondo la tecnica della lotta integrata a basso impatto ambientale e fa sperimentazione agronomica su “campi prova” in collaborazione con l’Università di Ferrara. E’ un’anima scientifica che si sposa con quella creativa della promozione aziendale. Infatti, dietro a una grande donna c’è un grande tecnico, ovvero il marito Lorenzo Zecchin.

«Se si può parlare di successo – spiega Giovanna Gioli – il nostro è un successo di squadra. La produzione è appannaggio di Lorenzo, mentre il tocco femminile riguarda soprattutto il marketing all’esterno, la partecipazione ad eventi promozionali e l’idea di trasformare la mela in succhi e derivati. Avevamo delle mele di seconda categoria che erano troppo belle per essere buttate – racconta Giovanna Gioli – così ho pensato di farne succhi. Ho contattato tanti laboratori e, alla fine, ho iniziato a portare il prodotto in una struttura modenese dove, assieme ai tecnici, abbiamo ideato la ricetta migliore: mele frullate al 100 per cento, corrette con limone, solo pastorizzate senza alcun conservante».

Dai succhi alle confetture, il passo è stato breve e travolgente. Poi la promozione: partecipazione ai mercati agricoli di Coldiretti, la vendita diretta in azienda, l’attività didattica con le visite ai frutteti in fiore, i laboratori sulle merende sane nelle scuole, le merende nei musei, la collaborazione con l’istituto alberghiero Cipriani di Adria e la fornitura di mele all’ospedale adriese, che è diventato “a km zero” per aver riconvertito la mensa puntando tutto sui prodotti locali, il secondo in Italia dopo quello di Asti.

Tanto lavoro che richiede uno staff di collaboratori: «Sono particolarmente orgogliosa – spiega Giovanna Gioli – di aver avuto una stagista di origine Rom in azienda, in collaborazione col Comune di Villanova Marchesana ed il Centro per l’impiego: la ragazza ha poi scelto un’altra strada, ma è un’esperienza che ricordo con enorme piacere».

Ora in cantiere c’è un progetto impegnativo: «Proprio in quest’anno, il 2010 che è l’anno internazionale delle biodiversità dell’Onu – confida Gioli – sto cominciando a progettare il recupero delle vecchie varietà delle mele polesane, partendo dalla “mamma di tutte le mele”, il cotogno selvatico. Sto collaborando con Slow food per questo».

La sensibilità femminile ha però, un altro risvolto, quello della solidarietà. L’azienda Galassa, per scelta della Gioli, anziché vendere parte delle mele di seconda categoria alla grande distribuzione, le consegna a 12 istituti religiosi e a scuole materne polesane.

E non finisce qui, perché, Giovanna Gioli ha trovato anche il tempo per dar vita ad un’associazione culturale tutta al femminile “7.3.10” (dalla data di fondazione) perché, come dice lei, «Ci sono donne che hanno delle capacità straordinarie e se si mettono assieme possono diventare una potenza». E se la maga delle mele ci mette il suo tocco magico, sarà sicuramente così.

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Come citare questo articolo

Beatrice Tessarin. “A Gavello con la maga delle mele”. Ventaglio Novanta, n. 41, 2010. https://ventaglionovanta.it/archivio/a-gavello-con-la-maga-delle-mele/

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