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POESIA

La vela della speranza

poesie di Edoardo Mazza

di Edoardo Mazza

Ventaglio Novanta n. 41 2010 pp. 128–129

QUESTA SERA MI LASCIA ASCOLTARE

Ancora pochi attimi nell’estasi di questo tramonto di fuoco. Intorno a me giochi di carezze sospese nel vento che si effondono nel sapore di mare, mentre cullare lascio i miei sogni, per non sostare nei pensieri di sempre.

Inesorabile un altro giorno chiude la sua monotonia nel vuoto delle mie paure. Vicina è la sera, che non svanirà emozioni e richiami che per sempre ospiterò nello scrigno della mia anima.

Lontane sono le genti che affollano marciapiedi e strade dai roboanti fragori che impediscono alla mente di ritrovare l’armonia dell’essere.

Questa sera mi lascia ascoltare ricordi velati dal fugace passare del tempo sulle ali del destino, nel labirinto in cui si cela la mia identità.

Aggrappato ad un raggio della falce di luna la mia inquietudine si allevia, si abbandona alla ricerca della divina presenza che accompagna la mia fragile esistenza.

LA VELA DELLA SPERANZA

Frammenti di felicità crollano avvolgendomi nel deserto che tormenta la mia anima. Piango… e gli occhi pieni di lacrime, che sanno di sale, si confondono col mare. I miei gemiti sono i lamenti del mondo… Le mie grida mi addentrano nel buio più fitto, dove affiorano spettri che sanno di morte, parvenze di mali remoti.

Eppure amo la vita.

Le ferite del mio cuore sono eco di sogni lontani, effimere illusioni. Ma più forte è in me la luce che dipana le tenebre, che dissolve la desolazione. Così, come per incanto, riemergo dal nulla, ogni volta che la speranza è perduta. Mi sento una piccola barca in balìa dei flutti che dispiega la vela e avanza verso un porto sicuro.

DELTA DEL PO

Oh Delta del Po, terra di fiumi, di sabbie disperse in paludi sepolte, con te abbraccio la sintonia di voci mai spente, di isole strappate all’acqua, di atmosfere sospese, di incantate emozioni dell’anima, in attimi di frammenti, di storie lontane, di morfologie, di miti che hanno lasciato un indelebile segno nella trama d’una fiaba che lambisce il passato col presente, oltre i confini del tempo.

Oh Delta del Po, tu che porti placide acque verso il mare, tra cielo e verde, con il respiro della tua immensità, con il palpito delle tue rive, come crisalidi di tenere farfalle, vorrei dipingerti in un quadro ad acquerello nell’attimo fuggente del crepuscolo, con le bianche ali di gabbiani, nei rapidi voli di germani e garzette, con l’argenteo tremolio di pioppi e di salici, dolci giochi di carezze sospese come inedite melodie nella lieve brezza della sera.

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Come citare questo articolo

Edoardo Mazza. “La vela della speranza”. Ventaglio Novanta, n. 41, 2010. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-vela-della-speranza/

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