Nello scorso mese di settembre un nuovo intervento decorativo ha arricchito gli ambienti del municipio badiese. L’iniziativa è stata portata a termine cento anni dopo i dipinti effettuati nell’allora palazzo pretorio dall’artista badiese Azzo Amedeo Bianchi, poi trasferitosi per matrimonio a Catania, ove realizzò, tra gli altri, pure un ritratto allo scrittore Giovanni Verga.
A portare a compimento il nuovo ciclo pittorico – in un elegante disegno floreale sottoposto al parere del Ministero per i Beni e le Attività culturali – sono state alcune giovani decoratrici formatesi alle Accademie di Belle Arti di Bologna e Venezia, (nell’istituto artistico bolognese opera da anni, in qualità di docente, il badiese Marco Lazzarato).
Le ragazze – Barbara Bulgarelli, Valentina Bissoli, Nathalie Antonioli e Vera Vitali (della Cooperativa Eidos di Castelmassa), Jessica Disarò e Gaetanina Verdecchia – sono state seguite dalle docenti Carmina Moschella di Bologna e Giliana Gavioli di Modena, e hanno attuato la decorazione nell’ambito di un corso di specializzazione in Decorazione Pittorica Edile e Architettonica. Un’iniziativa finanziata dalla Comunità Europea e posta sotto il patrocinio della Regione Veneto (Direzione Regionale Formazione) e di Alta Formazione. Ha collaborato al progetto, in qualità di organismo erogatore, la società Coop.Services S.C. di Este (Padova).
Per una ventina di giorni la sala municipale è stata dunque trasformata in una sorta di bottega d’arte rinascimentale, in cui hanno trovato posto colori, pennelli, fogli con disegni, secchi e tutto il necessario per dipingere i soffitti. Nei momenti di pausa si poteva vedere la sala trasformata in una sorta di cenacolo culturale nel quale le artiste facevano il punto della situazione e si godevano il meritato riposo dopo la non certo semplice posizione, che le costringeva a lavorare sopra un’impalcatura, tutt’altro che comode.
Il lavoro delle giovani artiste è stato subito apprezzato dal pubblico che accede agli uffici del municipio (un gradevole edificio probabilmente già presente nel 14° secolo). I dipinti, realizzati nel lato ovest, rappresentano mazzi di gigli e margherite incorniciati da nastri, dal sapore Art Decò, al pari di quelli del lato est, anch’essi caratterizzati da foglie e fiori.
Entrambi i bozzetti per i fregi, che contornano le anticamere della segreteria generale e quella del sindaco, sono stati progettati dalle decoratrici della Cooperativa Eidos, partecipanti al corso.
Questo gruppetto di decoratrici è un’impresa composta di quattro giovani e affiatate ragazze, formatesi prima all’Istituto Statale d’Arte di Castelmassa e, successivamente, all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Un’impresa tutta femminile dunque, e per certi aspetti coraggiosa e da incentivare, perché scommette nuovamente sull’arte decorativa (ma anche sul restauro conservativo e sulla bioedilizia) in una fase storica in cui questo genere pittorico è meno richiesto che nel passato. E ciò a causa dei nuovi modelli culturali che prediligono altre forme d’arte e, in secondo luogo, a causa della scomparsa dei maestri decoratori, autentiche testimonianze di una cultura secolare.
Un genere un tempo fiorente ed apprezzato a Badia dove nel corso dei secoli operarono riconosciuti maestri. Oltre al citato Amedeo Bianchi, vanno ricordati Filippo Zaniberti, Sebastiano Santi, Giovanni Abriani e, più recentemente, i badiesi Valentino e Ivan Tardivello e Federico Belloni, autore della grandiosa decorazione sul soffitto della Farmacia Sonetto, ultimi eredi di una scuola artistica che affondava le proprie radici in un passato di grande tradizione, sviluppatosi, con grande prestigio, sotto la Repubblica di Venezia.
Ma forse è proprio perché non ci sono più quei maestri e quei modelli culturali, che oggi potrebbero aprirsi nuove opportunità professionali per queste ragazze. E del sostegno all’iniziativa va dato merito a istituzioni quali la Comunità Europea e la Regione Veneto, ma anche a quei professionisti, in primis alle docenti Moschella e Gavioli e al prof. Marco Lazzarato, che hanno seguito la loro formazione. Da non dimenticare poi il sindaco Gastone Fantato e l’assessore alla cultura Cristian Sartori, che hanno prontamente e orgogliosamente messo a disposizione le sale municipali per la realizzazione dell’intervento pittorico.
Grazie, dunque, alla sinergia economica e culturale tra istituzioni pubbliche e private e alla volontà di alcune persone sensibili nel riproporre un’importante tradizione, Badia Polesine può oggi sentirsi culturalmente più ricca, disponendo di un’opera sicuramente interessante, che non solo offre piacere a chi ne fruisce visivamente, ma che costituisce anche una sorta di nuovo punto di partenza per lo sviluppo dell’arte pittorica in questa provincia.
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Come citare questo articolo
Claudio Vallarini. “Nuove opere d’arte a Badia”. Ventaglio Novanta, n. 42, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/nuove-opere-darte-a-badia/