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PERSONAGGI ILLUSTRI

Temistocle Zona (1848-1910)

Nato a Porto Tolle, fu patriota ed appassionato astronomo. Scoprì la cometa C/1890 VI, che porta il suo cognome

di Enzo Bellettato

Ventaglio Novanta n. 45 2012 pp. 90–91

Tutto è nato da una telefonata ricevuta all’inizio dell’estate di due anni fa, proveniente dalla provincia di Macerata. E fu subito meraviglia mia nell’apprendere che nell’800 un astronomo, laureato a Padova, divenuto poi direttore dell’Osservatorio di Palermo, era nato in provincia di Rovigo nel comune di Porto Tolle. E fu anche meraviglia del chiamante nel venire a conoscenza che qui, in Polesine, non se ne sapeva nulla.

L’iniziativa era partita da alcune associazioni di astrofili marchigiani che avevano organizzato una serie di manifestazioni in occasione del centenario della morte di cinque astronomi: Giovanni Schiapparelli, sicuramente il più conosciuto non tanto per gli importanti studi fatti nella sua lunga carriera, quanto per avere “inventato” i canali di Marte. Poi Galle (Nettuno), Huggins (spettroscopia), Charlois (asteroidi). E infine Temistocle Zona, nato a Porto Tolle il 7 (o 6?) maggio 1848, morto a Palermo il 2 maggio 1910.

Ma chi era costui? A Macerata avevano già ricevuto alcune notizie essenziali dall’Osservatorio di Palermo, e ormai per il Gruppo Astrofili Polesani era diventata una sfida.

Sulla base di alcuni nomi, date e avvenimenti, consultando archivi e raspando freneticamente ogni anfratto della Rete Mondiale, in poco più di una settimana è stato possibile mettere in piedi una relazione che venne presentata al convegno maceratese, risultando la più inaspettata e la più ricca di curiosità, proprio a causa della scarsa notorietà del personaggio.

Nella seconda metà dell’Ottocento si trovò, Temistocle, ad essere spettatore e coprotagonista del passaggio epocale dell’astronomia verso l’astrofisica, usando fra i primi l’analisi spettroscopica nello studio delle comete. Appassionato e sicuramente esperto di procedure di calcolo (era laureato in ingegneria e architettura) sarà proclamato ufficialmente astronomo solo nel suo ultimo anno di vita.

Ancora studente universitario, si dedicò a delicati lavori come assistente volontario presso l’Osservatorio Astronomico di Padova con Giovanni Santini e Antonio Abetti, pubblicando poi, quando sarà insegnante di matematica superiore all’Istituto Tecnico di Forlì, gli elementi orbitali dell’asteroide Ismene nella prestigiosa rivista AstronomischeNachrichten che ospitava i lavori dei più autorevoli astronomi europei. E in questa rivista vedremo poi, decennio dopo decennio, almeno una sessantina di altre sue pubblicazioni quando per trent’anni, fino alla morte, lavorerà all’Osservatorio di Palermo, passando dai calcoli alle osservazioni planetarie, dalle missioni all’estero (come nel caso dell’eclisse di sole del 1905 in Tunisia) alla spettroscopia cometaria (la grande novità tecnologica dell’epoca).

E fu proprio in questo campo che il nome di Zona fu veramente scritto in cielo: il 15 novembre 1890 individuò la cometa C/1890 VI che, com’era allora ed è tuttora consuetudine, prese il nome dello scopritore. E fu quella, la “Cometa Zona”, l’ultima ad essere tenuta a battesimo da italiani nel XIX secolo. Purtroppo si tratta di una cometa non periodica: si è vista allora, e non ritornerà più (ma qualcuno ne ha calcolato il ritorno fra 11.000 anni).

Che sia anche per questo che il nome di Zona, scritto in un importante passato, risulta oscurato nel tempo presente? Eppure motivi di modernità, quasi di contemporaneità, non mancano nella vita di questo personaggio che non fu solo scienziato.

Era ancora giovanissimo, studente diciannovenne come tanti giovani del tempo infiammato di patriottismo, quando partecipò alla battaglia di Mentana. Fu preso prigioniero dai Francesi, condannato a morte e graziato poi da papa Pio IX. Ci resta una foto di lui in tenuta garibaldina.

La sua curiosità per le cose della natura lo spinse ad avventurose escursioni, come quella sulle asperità dell’Etna come “appassionato scalatore e socio della sezione palermitana del Club Alpino Italiano”.

Nel 1885, in occasione della terribile epidemia di colera che colpì Palermo, egli non ebbe paura di rischiare il contagio, e si prodigò in prima persona nel soccorso agli ammalati. La sua passione umanitaria, erede degli spiriti rivoluzionari del Risorgimento, lo porterà poi, nel 1904, a rappresentare i Liberi Pensatori italiani al Congresso Internazionale di Buenos Aires.

Nel 1888 gli nacque la figlia Eva che prenderà laurea con Giovanni Gentile, fu scrittrice e traduttrice e sposerà lo storico Adolfo Omodeo, suo compagno di studi, continuando così la lunga saga di docenti universitari che è tuttora molto attiva negli atenei italiani. Un’altra figlia, Amalia, seguirà come il padre gli studi scientifici.

Gli interessi conoscitivi di Temistocle Zona non si limitarono all’astronomia: scrisse anche di microbiologia, geologia e meteorologia. Nella sua lunga carriera scientifica ebbe modo di usare alcuni strumenti che l’osservatorio palermitano aveva acquistato dagli eredi di Giulio Fabrizio Tomasi di Lampedusa dopo la morte del principe: quegli stessi strumenti che il regista Luchino Visconti, nello spirito del suo rigore storico, volle come corredo nella scenografia del film Il Gattopardo che descriveva avvenimenti contemporanei alla vita del giovane Zona.

Tutto questo, e certamente molto altro che potrà emergere da successive ricerche, non può che farci sentire ancora vicino questo nostro concittadino, cervello in fuga anche lui, e ancora così affine, per passione politica, per dedizione alla ricerca scientifica, per vastità di interessi, per onestà e nobiltà di vita, ai pochi migliori giovani del nostro tempo.

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Come citare questo articolo

Enzo Bellettato. “Temistocle Zona (1848-1910)”. Ventaglio Novanta, n. 45, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/temistocle-zona-1848-1910/

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