Vanno osservate in silenzio le foto di Toni Gnan, ascoltate, interiorizzate… Sono ritratti di un territorio dal profilo a volte dolce, altre affilato, misterioso, diverso, nascosto, solare. Toni ama la sua terra, la conosce e per questo con le sue inquadrature la trasmette in maniera diretta, semplice, assoluta.
Spesso mi capita, in giornate nelle quali gli agenti atmosferici accendono i colori e gli umori del Delta, di intravedere Toni, macchina fotografica alla mano, affrontare le intemperie con l’unico scopo di immortalare alcuni dei volti cangianti della nostra terra.
Ed ecco che, attraverso il suo obiettivo, le barche prendono forma e personalità: sono sospese in specchi d’acqua di Valle o di Sacca; portano a casa qualche pescatore solitario lasciando una scia luminosa “all’ora che volge al desìo e ai naviganti intenerisce il core..” o si riposano adagiate delicatamente su qualche scanno mentre i bagliori argentati della luna le accarezzano.
Ecco gli eleganti e alti pioppi cipressini incorniciare un viale incendiato dai colori dell’autunno; ed ancora si scorge la figura di un vecchio signore che si allontana scandendo a passi felpati sulla neve un tempo infinito.
Ecco un campo di mais, delle case di campagna, testimoni di una tradizione rurale che sembra esistere dalla notte dei tempi. E ancora… un “incontro”, tra sabbia e mare, tra due bastoni adagiati sulla spiaggia che disegnano forme strane, tra due figure umane che si sfiorano appena.
Ciò che colpisce delle foto di Toni è l’intensità e la “personalità” dei paesaggi, delle case rurali, delle reti dei pescatori, delle barche, degli alberi, degli uccelli: sono loro i veri protagonisti, e comunicano in pieno l’atmosfera così affascinante del Polesine. Le figure umane sono spesso ritratte di spalle, e sembrano completamente assorbite da questo grande spicchio di mondo circolare e piano, dai confini infiniti dove ancora acqua e terra regnano sovrane.
Mio padre diceva che il Delta è come una donna dalla bellezza non scontata, diversa, interessante, dai mille volti: stanchi, sfavillanti, malinconici, pieni di luce, ovattati. E solo lo sguardo attento di un artista può cogliere queste mille sfumature; solo chi sa ascoltare e guardare in silenzio può comprendere la magnificenza di quest’angolo di Italia ancora poco conosciuto.
Il mio invito è quello di sederVi di fianco a Toni Gnan, e di guardare con i suoi occhi, di ascoltare con le sue orecchie…
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Come citare questo articolo
Maria Adelaide Avanzo. “Gli scatti di Toni Gnan”. Ventaglio Novanta, n. 45, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/gli-scatti-di-toni-gnan/