L’ANGELO
Quel che sognano i poeti lo sanno gli angeli che volano di stella in stella come api tra i fiori.
Quel che dicono i poeti lo sanno i bambini che s’addormono tra i balocchi aspettando un bacio sugl’occhi.
Quel che cantano i poeti lo sanno le donne che sussurrano un bacio a bocca socchiusa.
Quel che piangono i poeti lo sanno gli uomini che ritornano bambini a sognar angeli in volo.
Ed io fui poeta e bambino e angelo e da un angelo imparai a volare seguendo la melodia di un bacio.
LA CITTÀ DEGLI ANGELI
A Bangkok ho visto angeli cieli girare e mari aprire il volto bellissimo ovale perfetto dagl’occhi azzurri di loto ho visto angeli danzare la danza divina dell’amore divino con un’orchidea in mano le donne di Bangkok spalancano le porte dell’Asia a sapori di sogno profumi d’Oriente offrono il thè inginocchiate sorridenti congiungono le mani come quando si prega e ti fan sentire un dio che ha trovato pace e dimora.
ILLUSIONE
Albatri di vento i miei pensieri per te s’affollano squittendo planano dolcemente m’inseguono mi assalgono cavalcano le onde come ad un rodeo poi se ne volan via.
Erano quelli che ti davano una certezza ti davano una carezza ti andavano a cercare dicendo che ce la puoi fare.
Ho raccolto un albatro senza vita sulla spiaggia se per caso fosse una illusione volare con ali bianche su tremuli convoli di mare?
SOGNO DI UNA NOTTE DI PRIMA ESTATE
Amore Gioia Grande, lascia che ti dia il bacio che non ho potuto prima.
Questa sera bellissima di prima estate sorride la notte della tua luce.
Ti sei messa il rossetto ed a me piace pensare hai indosso solo per me.
Il meraviglioso vestito che ti scopre le gambe ti fa donna irresistibile.
Ma tu Dea delle dune non mutare in sabbia la chioma ambrata.
E non lasciare ti prego che il vento geloso ti soffi via da me.
LA BELLA ADDORMENTATA
Dormi un sonno caldo di baci racchiusa in una sfera di abbracci inestricabili… Come ho fatto a non accorgermi di te? Invano tendi la mano: è come cercare una comunicazione con uno che non c’è.
Chi lotta per l’onore il potere la gloria tu per la sopravvivenza del tuo amore ma io non raccolsi la tua mano protesa. Ed alla fine racchiuso in una sfera algida di solitudine resterò solo col mio stupido orgoglio a ricordare quel che persi.
VILLA MACENATI
A me piace prendere il sole tra il garzulo ciurlare dei merli e il rosseggiare degli alberi autunnali sulle panchine di Villa Mecenati voci di bambini persi nei trastulli scricchiolan le foglie sotto i piedi un cagnolino abbaia spavaldo strattona il guinzaglio alla padrona gli fa eco il violoncello del Conservatorio un’armonia mi penetra il cuore come una musica divina inusitata libera la mente vola senza strattoni io mi sento il padrone della melodia da vero direttore d’orchestra alzo la biro in mano come una bacchetta e avverto dolce crescere la musica il suono il canto il sapore appagante della felicità.
GIOCA IL VENTO
Azzurro puro il cielo scorre il mio sguardo nessun confine lo sigilla uno strano ramificarsi sempre più bianco sempre più compatto nasce la prima nuvola a forma di siluro che un refolo sfuma e rarefà in ameba o ragnatela di nuovo rinasce nuvola a forma di oca selvatica e se ne vola via…
Non siamo che nuvole con cui gioca il vento soffiando e sbuffando senza posa capriccioso.
NOTTE D’INSONNIA
Esplora la notte cuore mio e vedrai quanta vita intorno illuminata da antichi bagliori di fiamma accosto al tuo grembo la mano curiosa.
Ho pensato tanto a noi due questa notte non riuscivo neanche a respirare perdersi esplorando curiosare sostare per le cose nuove che ci devono accadere la strada il viaggio la vita e poi ancora.
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Come citare questo articolo
Cesare Lorefice. “Gioca il vento”. Ventaglio Novanta, n. 45, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/gioca-il-vento/