La terra tra l’Adige e il Po, dal mare fino ai confini con le province di Verona e Mantova, è impreziosita da tanti gioielli e tesori.
Ma, accanto a edifici storici e opere artistiche di pregio, il Polesine è disseminato anche di monumenti, statue e cippi che a volte possono risultare difficili da decifrare. Vi sono raffigurate rose (una spezzata), mani protese, gocce di sangue, ma dietro a questa iconografia non c’è nulla di macabro! Anzi, stanno a testimoniare l’impegno solidale delle comunità locali, e intendono trasmettere ai giovani e ai posteri un messaggio di vita e di speranza: il gesto generoso di tanti donatori di sangue e di organi, riuniti nelle rispettive associazioni Avis (Associazione volontari italiani del sangue) e Aido (Associazione italiana donatori di organi, tessuti e cellule).
L’itinerario
Per vedere tutte queste tracce è possibile seguire un itinerario che propongo in due parti. La seconda sarà presentata in uno dei prossimi numeri del Ventaglio.
Il primo tracciato, qui proposto, lungo 110 chilometri, ha come punto di partenza la città di Rovigo e si spinge verso l’Alto Polesine (ma il viaggio può essere intrapreso da qualsiasi altra località interessata dall’itinerario). Probabilmente, il modo più adatto per compierlo in tutta la sua lunghezza, volendo comunque apprezzare le bellezze del territorio attraversato, è quello di salire in sella a una Vespa. Per gli amanti delle due ruote a pedali, invece, è possibile scegliere un percorso più limitato, in funzione del proprio allenamento o spezzarlo in più tappe.
Partendo dunque da Rovigo, la prima tappa ci porta alle porte del capoluogo, nella frazione di Concadirame. Il viaggio prosegue risalendo il corso dell’Adige fino a Lendinara.
Dopo la doverosa sosta a Badia Polesine, si abbandonano le rive dell’Adige per raggiungere l’altro grande fiume che delimita la provincia: il Po. Dopo aver oltrepassato il corso intermedio del Canal Bianco, si approda a Bagnolo di Po e da qui ci si dirige verso Castelmassa, il punto più occidentale di questo itinerario.
Seguendo la corrente del “Grande Fiume” si arriva rapidamente a Santa Maria Maddalena, per poi risalire verso l’interno raggiungendo prima Canaro e poi Frassinelle Polesine. Da qui si può far ritorno a Rovigo oppure, come si vedrà in un’altra occasione, proseguire verso est, verso il Delta del Po.
I monumenti e i simboli
Ogni monumento ha la sua storia: alla loro realizzazione hanno contribuito architetti, artisti, e non ultimi tanti volontari delle associazioni Avis e Aido, nella fase dell’ideazione dell’opera, della ricerca del materiale, della lavorazione e della realizzazione.
A volte il soggetto rappresentato è carico di tensione, come nel caso del monumento realizzato dall’Avis comunale di Lendinara: inserita nello spazio verde di via Umberto Saba, dietro la chiesa di Sant’Anna, la statua rappresenta una persona nello strenuo sforzo di tenere in vita un’altra persona. Tensione e amore. L’abbraccio dolce e materno del monumento, che Avis e Aido di Santa Maria Maddalena hanno realizzato insieme all’Associazione nazionale degli Alpini, e che è stato collocato nel cortile della sede locale delle tre associazioni, in via Trieste, invita proprio ad “Amare per Donare”.
L’idea del dono ritorna nella scultura bronzea di Canaro, realizzata dall’Avis e dall’Aido locali e posizionata al centro del paese, in piazza Dante Alighieri: il soggetto è stato ripreso da un manifesto dell’Aido e lo sfiorarsi delle mani ricorda il gesto simile fra Dio e Adamo, raffigurato sulla volta della Cappella Sistina.
A volte la stele di pietra riporta in modo più esplicito e diretto una dedica ai donatori di sangue, come nel caso del monumento che si trova a Castelmassa in piazza Repubblica.
Spesso ricorrono, però, anche immagini simboliche: due mani protese verso l’alto ad accogliere il generoso dono del sangue, oppure due rose, di cui una spezzata, a significare che da ogni vita spezzata può rinascere una vita nuova attraverso la donazione e il trapianto di organi. La prima immagine è chiaramente riprodotta nel monumento di Frassinelle Polesine, situato in piazza del Popolo. In questo caso, d’altra parte, come in molte realtà del territorio polesano le due associazioni sono legate da una stretta collaborazione, fondata non solo sulla condivisione degli stessi valori ma anche sulla considerazione che ogni trapianto di organo richiede anche trasfusione di sangue.
Un concetto questo testimoniato anche dal mosaico dedicato “Ai donatori Avis-Aido”, che si trova a Badia Polesine in via Francesco Petrarca, all’incrocio con via Dante Alighieri e via Niccolò Machiavelli. Così pure dicasi per il monumento di Concadirame, sito nello spazio verde di via dei Donatori.
In modo analogo, la bella lastra di bronzo applicata sul monumento di Bagnolo di Po, situato in piazzetta della Madonna, ha unito in un’unica immagine i due motivi iconografici, quello delle mani protese e quello delle due rose.
La storia
Questi monumenti di solito sono stati realizzati in occasione di alcune iniziative o ricorrenze particolari.
A Bagnolo di Po è stato inaugurato lo stesso anno della costituzione ufficiale dell’Avis locale (1997). L’Avis comunale di Santa Maria Maddalena nel 1986 ha festeggiato con il suo monumento i primi cinque anni dalla sua nascita.
Più spesso la realizzazione di questo oggetto simbolico è coincisa con il ventennale dell’associazione: così è avvenuto, ad esempio, a Castelmassa nel 1991, a Canaro nel 1997 e a Frassinelle nel 1998. Risalgono ad anni più recenti i monumenti di Concadirame e di Lendinara che hanno celebrato un traguardo più avanzato per la vita dell’associazione: venticinque anni per la frazione di Rovigo e ben quaranta per il centro altopolesano.
Il radicamento delle due Associazioni Avis e Aido nel territorio polesano è testimoniato anche un episodio singolare: il monumento di Badia Polesine è stato realizzato nel 1988 e solo l’anno successivo l’Avis locale ha ricevuto in dono dal cav. uff. Osvaldo Villa un busto in bronzo, raffigurante il dott. Vittorio Formentano (1895-1977), fondatore dell’Avis nazionale: sul piedistallo è riprodotta la frase “Dio ha donato a noi il sangue gratuitamente e noi lo doniamo gratuitamente”.
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Come citare questo articolo
Mattia De Poli. “I monumenti ai Donatori”. Ventaglio Novanta, n. 47, 2013. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-monumenti-ai-donatori/