Pubblicità

UN RICORDO

Amerigo Zambon (1911-1991)

Stimato come militare prima, e poi come avvocato, si distinse anche per varie iniziative legate alla promozione della città di Adria

di Ettore Forzato Arcioni

Ventaglio Novanta n. 47 2013 pp. 102–103

Primo di quattro fratelli, nato ad Adria l’11 ottobre 1911, Amerigo Zambon, figlio di Nicola Angelo e Amalia Mainardi, studiò presso il Regio Ginnasio Carlo Bocchi di Adria e successivamente si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza di Padova. Contemporaneamente partì per il Corso Allievi Ufficiali tenutosi a Palermo, nella Scuola di Fanteria, all’epoca comandata dal Colonnello Annibale Bergonzoli.

Il 15 giugno 1933, nominato Sottotenente di fanteria, raggiunse il 58° Reggimento per compiervi il servizio di prima nomina, quale specialista in difesa chimica.

La vita di guarnigione passò presto, ed il Reggimento lo congedò il 1° luglio 1934. Al rientro ad Adria, per una normativa allora vigente, si propose quale insegnante di “Materie Militari”presso gli istituti scolastici superiori, ma fu tutto vano.

Venticinquenne, nel 1936 si sposò con Wilde Verzola a Pincara, mentre continuava la sua carriera militare, cosicché l’anno dopo fu promosso Tenente. Nel 1939 fu richiamato per mobilitazione parziale presso il 4° Reggimento.

Con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, sarà di nuovo alle armi raggiungendo a Fano il 94° Reggimento. Successivamente fu nel 12°, nel 28° e nel 311° Reggimento mobilitato per giungere, infine, in zona di operazioni nei Balcani. Il 1° gennaio 1942 fu promosso Capitano.

Sottrattosi alla cattura in seguito agli eventi sopravvenuti all’armistizio dell’8 settembre 1943, fece rientro in Patria dodici giorni dopo. Il 27 aprile 1945 fu preso nella forza, in congedo, del Distretto Militare di Rovigo (e successivamente al Distretto Militare di Padova).

A guerra abbondantemente finita, gli venne attribuita la qualifica di 1° Capitano, fu promosso Maggiore a titolo onorifico e gli fu concessa anche la Croce al Merito di Guerra. Una onorificenza questa che, debitamente incorniciata con il relativo diploma, egli tenne sempre dietro la scrivania del suo Studio Legale, unitamente alla sciabola d’ordinanza.

Nel frattempo si era infatti laureato in legge e nel 1946, nello stesso giorno, fu ricevuto sia nell’Albo dei Procuratori Legali che in quello degli Avvocati. Prese studio prima nel centralissimo corso Vittorio Emanuele II, a poca distanza dall’allora Pretura adriese, per trasferirsi, agli inizi degli anni Cinquanta, lungo il Canal Bianco, al civico numero 2 di riviera Roma.

Con il tempo Amerigo Zambon divenne Patrocinante in Cassazione e si affermò tra i più raffinati civilisti. Per il rigore morale, per l’alta professionalità e per la grande stima nutrita nei suoi confronti da tutto il Foro polesano, fu chiamato alla presidenza dell’Ordine degli Avvocati di Rovigo.

Contemporaneamente, e per diversi anni, fu anche presidente della Pro Loco di Adria (1966-1975), del Rotary Club (1973-1974) e non solo membro, ma anche presidente, di alcuni consigli d’amministrazione di istituti creditizi.

Da sempre aderente all’U.N.U.C.I., si iscrisse di nuovo nel 1947, dopo le mutate vicende istituzionali. Nei primissimi anni Sessanta ricevette la croce di Cavaliere, poi quella di Cavaliere Ufficiale ed infine, negli anni Ottanta, fu nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Proprietario terriero, sentì sempre un profondo legame con la terra veneta, e polesana in particolare, tanto da ricoprire impegnative cariche sociali in seno alle associazioni del settore, impegnandosi anche a livello nazionale.

Una vita impegnata la sua, fino alle ultime giornate della sua esistenza che venne meno il 7 novembre del 1991 quando, dopo un brevissimo ricovero, morì ad Adria, presso il locale Ospedale.

Le esequie, celebrate nella Cattedrale ed officiate da Monsignor Lino Dalla Villa, videro un grande concorso di famigliari e parenti, ma soprattutto di amici e colleghi avvocati di cui ne era il decano. Fu poi tumulato nella cappella familiare che aveva fatto erigere nel cimitero comunale dove aveva riunito tutti i suoi cari. Ora riposa accanto alla moglie (25.1.1912 – 15.1.1998).

Per l’attività di legale gli sono state dedicate due lapidi: una presso il Tribunale di Rovigo ed una seconda presso l’ex Pretura adriese.

Un ricordo dell’illustre cittadino si è tenuto sabato 10 novembre 2012, con il concorso del comune di Adria, dell’Ordine degli Avvocati della Provincia di Rovigo, dell’Unione Nazionale Ufficiali in congedo d’Italia, dell’Associazione Pro Loco e di BancAdria. Significativo il momento dello scoprimento di una lapide dedicatoria proprio nel palazzo dove ebbe studio per decenni. Questo il testo: “In questo palazzo / visse ed operò / Amerigo Zambon / Illustre Avvocato ed / Insigne Cittadino Adriese”.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Ettore Forzato Arcioni. “Amerigo Zambon (1911-1991)”. Ventaglio Novanta, n. 47, 2013. https://ventaglionovanta.it/archivio/amerigo-zambon-1911-1991/

Pubblicità