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UN RICORDO

Domenico Busatto (1957-2009)

Fu un personaggio eclettico, impegnato in varie iniziative socioculturali, specie per dare speranza ai colpiti da cecità

di Roberto Marangoni

Ventaglio Novanta n. 47 2013 pp. 104–106

Il ricordo di Domenico Busatto continua ad essere vivo in Bottrighe, paese in cui è cresciuto nella casa del padre, ingegner Lorenzo, ultimo direttore dello zuccherificio.

Domenico, scomparso il 10 Marzo 2009, in seguito ad una devastante infezione al fegato, a soli cinquadue anni, era venuto alla luce a Padova il 24 luglio 1957. Nato prematuro, era non vedente, a causa dell’ossigeno dell’incubatrice che gli aveva procurato una fibroplasia retro lenticolare. In tenera età rimase orfano della madre Iolanda e la sua seconda casa fu quella della famiglia di Leone Marangoni, autista dello stabilimento saccarifero, a lui molto legata, come ad un figlio, condividendo insieme i tanti momenti della vita.

Dopo aver frequentato le scuole elementari e le medie musicali come esterno all’istituto Configliachi di Padova, Domenico si specializzò nello studio di pianoforte, fisarmonica, tromba e canto. Dopo la maturità classica conseguita al liceo “Bocchi” di Adria, affiancato negli studi dal cugino professor Gastone Ferrarese, si iscrisse all’università di Ferrara laurendosi in lettere con il massimo dei voti e lode.

Dopo aver partecipato a corsi professionali all’istituto Cavazza di Bologna, riguardanti informatica con conoscenza specifica della programmazione, nell’ospedale di Adria si occupò di modernizzare le possibilità di comunicazione, intervenendo come operatore, a impiego fisso, ricercando le soluzioni più idonee.

Anche nella sua abitazione, molto del suo tempo libero extra lavoro, lo impiegava per tradurre testi, letture e per approfondire la sua cultura. I suoi studi erano soprattutto indirizzati a perfezionare i metodi di applicazione di tali apparecchiature per quanti costretti ad usarle per le necessità della vita. Seguì, in questo, anche corsi specializzati di aggiornamento a Tirrenia, in Toscana, nell’istituto della Uic di Roma, validamente attrezzato. Domenco si unì in matrimonio con la dottoressa Ester Roquino, di nazionalità filippina.

Socio attivo del Lions Club di Rovigo, come il padre, già presidente del medesimo club, attraverso gli incontri lionistici e la conoscenza dei service annuali nel campo culturale, sociale e umanitario che lo stesso Lions programma e sostiene, Domenico Busatto maturò l’idea di valorizzare anche certe capacità potenziali per i non vedenti. Il suo impegno fu rivolto a studiare nuove opportunità per i diversamente abili “convinto che queste avrebbero giovato alle necessità del non vedente, anche per promuovere le possibilità dello stesso verso altre forme di attività che non fossero i tradizionali lavori dei privi della vista come il centralinista, masso-fisio-terapista o musicista”. Da qui il progetto “Nuove opportunità professionali per i non vedenti”, presentato prima a Rovigo poi alla chiusura distrettuale di Campodarsego nel 2007 e da ultimo al congresso nazionale dei Lions a Fiuggi dove il suo progetto venne accolto con unanime approvazione dai duemilacinquecento delegati presenti.

Ma la figura poliedrica di Domenico Busatto è ricordata a Bottrighe anche per il suo amore verso la musica e lo spettacolo. Spesso presente in varie iniziative, aveva preso parte all’allora complesso musicale “Araba Fenice” e, in qualità di speaker, viene tuttora ricordata la sua presenza prima a radio Delta libera di Bottrighe e successivamente a Gruppo Radio di Donada. Mente invidiabile per la storia della musica, era altresì appassionato di automobili.

A Bottrighe, dove tuttora vive la moglie con il padre di Domenico, l’ing. Lorenzo, lo ricordano tutti con rimpianto.

Lo scorso anno la biblioteca dell’ospedale “Santa Maria Regina degli Angeli” di Adria è stata dedicata a Domenico Busatto, quale riconoscimento al suo impegno in favore della disabilità. Il suo libro “Vuoi una mano per per trovare lavoro?”, stampato successivamente alla sua scomparsa, può essere uno sprone a chi si trova a dover affrontare la vita con qualche difficoltà in più. “Abbiamo voluto dedicare la nostra biblioteca a Busatto – ha detto l’allora direttore generale dell’Ulss 19 Giuseppe Dal Ben – perché riteniamo che il suo impegno ed entusiasmo per la vita possano essere un ottimo esempio per dare ulteriore speranza a chi deve convivere con la propria disabilità”.

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Come citare questo articolo

Roberto Marangoni. “Domenico Busatto (1957-2009)”. Ventaglio Novanta, n. 47, 2013. https://ventaglionovanta.it/archivio/domenico-busatto-1957-2009/

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