Pubblicità

UN RICORDO

Ricordando Renato Mazzali

Note di un’amicizia nata a Ficarolo negli anni dell’infanzia e rinfrancata da un incontro fatto di arte e amore per il Po

di Maria Luisa Daniele Toffanin

Ventaglio Novanta n. 50 2015 pp. 117–120

E’ del 2000 un evento davvero insolito a Ficarolo: dopo cinquant’anni, si ritrovano, ormai adulti, numerosi amici-bambini cresciuti insieme nel gioco del pallone e nelle magie-paure del Po. Un appuntamento che si è concretizzato grazie al mio primo libro di poesie “Dell’azzurro ed altro” e alla sinergia di tante persone unite nel fantastico progetto.

Surreale il fascio di girasoli sul morbido sfondo di velluto verde realizzato per la scena da Renato, il raccoglitore e restauratore di mobili antichi, scultore, artista, scenografo, animatore per anni della cultura di Ficarolo. Magica la presentazione del libro da parte di Luciano Nanni e Mario Klein. Timida ed emozionata la mia lettura finale di due poesie sul Po, scritte su evocazioni di Massimo Toffanin, mio marito, e su ricordi lasciatimi dalla sua mamma Elsa, avendo la famiglia dimorato proprio in quelle zone. E vibrante l’accompagnamento musicale di quattro giovani: tre violinisti e un flautista. Affettuoso alla fine l’incontro conviviale con i prodotti tipici polesani.

E’ da chiarire che il papà Toffanin era direttore della filiale dell’allora Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, soggetto a frequenti trasferimenti accettati con agilità, con rispetto alla mobilità nel mondo del lavoro come fatti naturali. Una mobilità che non impediva il nascere di amicizie con i vicini di casa, la maestra dei figli, il parroco, il medico, il farmacista, con quelli che allora – siamo negli anni ‘50 – erano un po’ i notabili della vita paesana.

E facilmente tra i ragazzi e i coetanei del luogo si creava un habitat amicale in patronato, per il comune amore del calcio. Il secondogenito Paolo Toffanin era il mitico portiere della Juventina, squadra locale e, tra l’altro piaceva anche alle ragazze; Giovanni era terzino, Massimo (poi divenuto mio marito) ala sinistra, Sergio Framba e comuni amici ficarolesi, impegnati in altri ruoli o come scatenati fans.

Tutti quelli di allora, riuniti dunque nel 2000 come rispondendo all’appuntamento con una voce antica indimenticabile: l’amicizia. Tra i presenti quindi, Paolo, Giovanni, Massimo Toffanin, Sergio Framba, Alberto Mantovanini, Gabriele Lupi, Gianni Novarin, Gabriele Tieghi, Claudio Pennoni, ovviamente Renato Mazzali e tanti altri…

Un avvenimento davvero raro di amicizia-poesia-musica e buoni sapori, vissuto insieme con quella festosità nativa nella gente del Po. Un’avventura che ha coinvolto diverse persone: alcune residenti ancora a Ficarolo, altre là vacanzieri nostalgici quali Graziella e Sergio Framba, che hanno dato anima e corpo per la buona realizzazione dell’incontro di tanti amici ormai lontani nel tempo e nello spazio, appoggiati sempre dalla collaborazione e l’entusiasmo di Massimo.

Momento unico di rara bellezza testimoniato anche da una targa ricordo a me offerta. E Renato, a cui mi legava l’amore per il Po e il comune sentire l’arte, ne è stato l’instancabile artefice.

A lui, da poco scomparso, dedico queste righe chiosando i versi del Foscolo …Sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna…

NEL VUOTO DEI GIRASOLI

Ore sfasate giocate sfumate in altalene di nuvole e sole l’anima confondono in nostalgie

ricordo dolce-amaro di girasoli a fasci immensi da te stretti con l’entusiasmo di una stagione più giovane.

E tu, Renato, mi ritorni in moti amicali in uguale sentire il buono il bello di vita ed arte

figura guizzante nei campi pei prati di Ficarolo a raccogliere a larghe braccia

– così generoso il tuo cuore – tutte quelle facce pazze di sole luminose nel verde polesano.

Tua felicità quei girasoli per me – come nativa dal tuo stesso fiume – cornice fiorita al meriggio festoso

di una quasi eterna primavera allora che amici, tanti, si ritrovarono ormai fronde mature nella terra dei virgulti bambini

rinverdite ora dalla linfa-poesia alla brezza vibrante dei violini nell’odore buono d’amicizia ed endemici sapori. Quell’indicibile pinzìn!

Se la memoria sa confortare rimane ancora il vuoto dei girasoli di ore, quante! filate insieme….

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Maria Luisa Daniele Toffanin. “Ricordando Renato Mazzali”. Ventaglio Novanta, n. 50, 2015. https://ventaglionovanta.it/archivio/ricordando-renato-mazzali/

Pubblicità